Colpo di Pogba, Juventus batte Bologna 1 a 0. Scudetto vicinissimo.

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Partita dominata dalla Juventus che non sempre è riuscita a trovare gli spazi nella fittissima maglia difensiva del Bologna, ma che certifica la giustizia della vittoria bianconera.  Paul Pogba, dunque, potrebbe aver messo la firma sul terzo scudetto consecutivo della Juventus: comunque vada la partita della Roma, il distacco di 8 punti (qualora i giallorossi superassero la Fiorentina) a quattro giornate dalla fine assottiglia fino a renderle impalpabili le speranze della Roma. Mentre i 90 punti raggiunti dalla Juventus rappresentano un altro passo verso il record dei 100 punti e comunque significano il raggiungimento di un’impressionante vetta tecnica. Il primo tempo è un monologo bianconero che va in scena nella metà campo bolognese. Non esattamente uno spettacolo brillante, perché il Bologna si difende con ordine e una certa flemma, la Juventus non sembra avere tutta questa fretta di passare in vantaggio, a parte un Giovinco particolarmente determinato e un Marchisio tonico. Il predominio degli uomini di Conte è totale, ma non riesce a essere incisivo: al 5′ e all’11’ è Pogba che si avvicina il gol (prima con un destro rasoterra da dentro l’area, poi con uno stacco di testa su corner di Pirlo). Seguono due altre occasioni con Marchisio (28′) e Giovinco (37′), ma poi le iniziative della Juventus si spiaggiano sulla trequarti rossoblù presidiata da dieci uomini, tutti rigorosamente dietro la linea della palla. Nella ripresa, il Bologna inizia ancora più schiacciato nella sua metà campo. La Juve sembra più cattiva, ma non ancora precisa e progressivamente più nervosa con il passare dei minuti senza gol. La tattica rossoblù, d’altra parte è disarmante: non prova nemmeno il contropiede, spesso la palla viene calciata dalla trequarti in avanti in zone completamente sguarnite di maglie verdine (ieri il Bologna era con la seconda maglia). In questi casi serve la magia e il mago è Pogba: al 19′ il francese si ritrova con la palla fra i piedi sul lato destro del campo e un varco che si apre davanti a lui, è questione di un secondo, e il talento scocca il violento calcio che batte Curci. Il Bologna reagisce senza particolare veemeneza, per il timore di subire contropiedi fatali, mentre la Juve sembra tranquillizzata dal vantaggio e gestisce la situazione, cercando il raddoppio. Finisce con qualche affanno, ma senza nessun vero pericolo per i bianconeri.

Partita dominata dalla Juventus che non sempre è riuscita a trovare gli spazi nella fittissima maglia difensiva del Bologna, ma che certifica la giustizia della vittoria bianconera.  Paul Pogba, dunque, potrebbe aver messo la firma sul terzo scudetto consecutivo della Juventus: comunque vada la partita della Roma, il distacco di 8 punti (qualora i giallorossi superassero la Fiorentina) a quattro giornate dalla fine assottiglia fino a renderle impalpabili le speranze della Roma. Mentre i 90 punti raggiunti dalla Juventus rappresentano un altro passo verso il record dei 100 punti e comunque significano il raggiungimento di un'impressionante vetta tecnica. Il primo tempo è un monologo bianconero che va in scena nella metà campo bolognese. Non esattamente uno spettacolo brillante, perché il Bologna si difende con ordine e una certa flemma, la Juventus non sembra avere tutta questa fretta di passare in vantaggio, a parte un Giovinco particolarmente determinato e un Marchisio tonico. Il predominio degli uomini di Conte è totale, ma non riesce a essere incisivo: al 5' e all'11' è Pogba che si avvicina il gol (prima con un destro rasoterra da dentro l'area, poi con uno stacco di testa su corner di Pirlo). Seguono due altre occasioni con Marchisio (28') e Giovinco (37'), ma poi le iniziative della Juventus si spiaggiano sulla trequarti rossoblù presidiata da dieci uomini, tutti rigorosamente dietro la linea della palla. Nella ripresa, il Bologna inizia ancora più schiacciato nella sua metà campo. La Juve sembra più cattiva, ma non ancora precisa e progressivamente più nervosa con il passare dei minuti senza gol. La tattica rossoblù, d'altra parte è disarmante: non prova nemmeno il contropiede, spesso la palla viene calciata dalla trequarti in avanti in zone completamente sguarnite di maglie verdine (ieri il Bologna era con la seconda maglia). In questi casi serve la magia e il mago è Pogba: al 19' il francese si ritrova con la palla fra i piedi sul lato destro del campo e un varco che si apre davanti a lui, è questione di un secondo, e il talento scocca il violento calcio che batte Curci. Il Bologna reagisce senza particolare veemeneza, per il timore di subire contropiedi fatali, mentre la Juve sembra tranquillizzata dal vantaggio e gestisce la situazione, cercando il raddoppio. Finisce con qualche affanno, ma senza nessun vero pericolo per i bianconeri.