I numeri su cui sta lavorando il governo.

0

I numeri su cui sta lavorando il governo: fino 17.714 euro di reddito, lo sgravio sarà del 3,5%; fino a 24.500 sarà fisso di 620 euro, ovvero 50 euro al mese considerando che entrerà in vigore da maggio. L’anno prossimo salirà a 80, come promesso da Renzi. L’aliquota Irap passerà dal 3,9 al 3,5% a regime, cioè nel 2015. Tetto stipendi manager, escluse Ferrovie e Poste

ROMA – Il neopremier afferma con soddisfazione: “Ce l’abbiamo fatta!”.

Tale manovra impatterà su di un’eterogenea massa di 10 milioni di lavorati italiani, provando a ridare sprint all’economia peninsulare. Finalmente i numeri, anche se provvisori e contenuti in una bozza del decreto legge Irpef diffusa dall’Ansa, che promette di subire ulteriori modifiche in vista del Consiglio dei Ministri. Non a caso il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è a Palazzo Chigi da Renzi, per limare gli ultimi dettagli.

Secondo l’impianto del decreto per ora sul tavolo, la sforbiciata all’Irpef si concretizzerà in un bonus del 3,5% fino a 17.714 euro di redditi annui, poi sarà fisso a 620 euro tra 17.714 e 24.500 euro e scenderà progressivamente, azzerandosi alla soglia dei 28.000 euro. La detrazione Irpef prevista dal decreto all’esame domani del Cdm, per il 2014 ammonta all’intero bonus previsto, circa 80 euro al mese. 

Il credito fino a 620 euro nel 2014 per i redditi fino a 24.500 euro va spalmato infatti sugli otto mesi che mancano alla fine dell’anno, entrando in vigore da maggio. Il bonus, se considerato sull’intero 2014, varrà dunque poco più di 50 euro.

Gli 80 euro al mese ci saranno, dunque, anche se la portata complessiva della manovra si dispiegherà completamente solo dal prossimo anno, il primo interamente disponibile per il governo. Nel 2015 si avrà così un taglio del 5% per i redditi fino a 19.000 euro, o 950 euro per la fascia tra i 19.000 e i 24.500 euro. 

Il bonus per gli incapienti. Per gli incapienti ci sarà invece un bonus che sarà assegnato in due tranche dai sostituti d’imposta e attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso. Per i soggetti con redditi fino a ottomila euro, si pensa in particolare a un un bonus per colf e badanti che verrà anticipato dalle famiglie presso cui lavorano, che poi potranno scontare i contributi versati all’Inps.

Tagli all’Irap. Per quanto riguarda le imprese, invece, l’aliquota principale dell’Irap passerà dal 3,9% al 3,5% nel 2015, mentre per quest’anno è prevista un’aliquota intermedia del 3,75%. Lo prevede sempre la bozza. Calano anche le altre aliquote previste per banche e agricoltura: dal 4,2 al 3,8 per cento, dal 5,9 al 5,3 per cento, dall’1,9 all’1,7%.

Il caso sanità: Per coprire queste spese, il governo ricorrerà a tagli alla sanità per circa 2,4 miliardi di euro in due anni. Le risorse per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale saranno ridotte di 868 milioni quest’anno e 1,5 miliardi dal 2015. La sanità contribuirà soprattutto attraverso il dimagrimento delle voci dell’acquisto di beni e servizi. Nella bozza citata dall’Adnkronos si prevede infatti che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano “sono tenute a ridurre la spesa per l’acquisto di beni e servizi per un importo complessivamente pari a 200 milioni di euro per l’anno 2014, 500 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015”. 

Oltre a questo, si potrebbe optare per una sforbiciata anche alle tariffe delle convenzioni per la specialistica e l’ospedalità privata. Qui il taglio sale dal 2% al 3,5% nel 2014, e arriva al 4% a decorrere dal 2015. Fissato poi un tetto per la spesa farmaceutica territoriale: nel 2014 passerà dall’attuale 11,35% all’11,25% del Fondo sanitario nazionale, mentre quella ospedaliera viene rideterminata dal 3,5% al 3,4%. A decorrere dal 2015, i tetti saranno rispettivamente dell’11,20% e del 3,35%.

Per quanto riguarda gli scaglioni reddituali, cioè le fasce di reddito con le quali bonariamente si fanno rientrare gli stipendi annuali dei lavoratori dipendenti e non, quello preso positivamente di mira sarà il centrale, il quale va dai 28001 ai 55000 euro lordi, per i quali l’aliquota IRPEF dal 38% dovrebbe defluire al 35%.

 

Fonte: Repubblica

Simone Ambrò

Giornalista

 

 

 

I numeri su cui sta lavorando il governo: fino 17.714 euro di reddito, lo sgravio sarà del 3,5%; fino a 24.500 sarà fisso di 620 euro, ovvero 50 euro al mese considerando che entrerà in vigore da maggio. L'anno prossimo salirà a 80, come promesso da Renzi. L'aliquota Irap passerà dal 3,9 al 3,5% a regime, cioè nel 2015. Tetto stipendi manager, escluse Ferrovie e Poste

ROMA – Il neopremier afferma con soddisfazione: “Ce l’abbiamo fatta!”.

Tale manovra impatterà su di un’eterogenea massa di 10 milioni di lavorati italiani, provando a ridare sprint all’economia peninsulare. Finalmente i numeri, anche se provvisori e contenuti in una bozza del decreto legge Irpef diffusa dall'Ansa, che promette di subire ulteriori modifiche in vista del Consiglio dei Ministri. Non a caso il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è a Palazzo Chigi da Renzi, per limare gli ultimi dettagli.

Secondo l'impianto del decreto per ora sul tavolo, la sforbiciata all'Irpef si concretizzerà in un bonus del 3,5% fino a 17.714 euro di redditi annui, poi sarà fisso a 620 euro tra 17.714 e 24.500 euro e scenderà progressivamente, azzerandosi alla soglia dei 28.000 euro. La detrazione Irpef prevista dal decreto all'esame domani del Cdm, per il 2014 ammonta all'intero bonus previsto, circa 80 euro al mese. 

Il credito fino a 620 euro nel 2014 per i redditi fino a 24.500 euro va spalmato infatti sugli otto mesi che mancano alla fine dell'anno, entrando in vigore da maggio. Il bonus, se considerato sull'intero 2014, varrà dunque poco più di 50 euro.

Gli 80 euro al mese ci saranno, dunque, anche se la portata complessiva della manovra si dispiegherà completamente solo dal prossimo anno, il primo interamente disponibile per il governo. Nel 2015 si avrà così un taglio del 5% per i redditi fino a 19.000 euro, o 950 euro per la fascia tra i 19.000 e i 24.500 euro. 

Il bonus per gli incapienti. Per gli incapienti ci sarà invece un bonus che sarà assegnato in due tranche dai sostituti d'imposta e attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso. Per i soggetti con redditi fino a ottomila euro, si pensa in particolare a un un bonus per colf e badanti che verrà anticipato dalle famiglie presso cui lavorano, che poi potranno scontare i contributi versati all'Inps.

Tagli all'Irap. Per quanto riguarda le imprese, invece, l'aliquota principale dell'Irap passerà dal 3,9% al 3,5% nel 2015, mentre per quest'anno è prevista un'aliquota intermedia del 3,75%. Lo prevede sempre la bozza. Calano anche le altre aliquote previste per banche e agricoltura: dal 4,2 al 3,8 per cento, dal 5,9 al 5,3 per cento, dall'1,9 all'1,7%.

Il caso sanità: Per coprire queste spese, il governo ricorrerà a tagli alla sanità per circa 2,4 miliardi di euro in due anni. Le risorse per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale saranno ridotte di 868 milioni quest'anno e 1,5 miliardi dal 2015. La sanità contribuirà soprattutto attraverso il dimagrimento delle voci dell'acquisto di beni e servizi. Nella bozza citata dall'Adnkronos si prevede infatti che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano "sono tenute a ridurre la spesa per l'acquisto di beni e servizi per un importo complessivamente pari a 200 milioni di euro per l'anno 2014, 500 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015". 

Oltre a questo, si potrebbe optare per una sforbiciata anche alle tariffe delle convenzioni per la specialistica e l'ospedalità privata. Qui il taglio sale dal 2% al 3,5% nel 2014, e arriva al 4% a decorrere dal 2015. Fissato poi un tetto per la spesa farmaceutica territoriale: nel 2014 passerà dall'attuale 11,35% all'11,25% del Fondo sanitario nazionale, mentre quella ospedaliera viene rideterminata dal 3,5% al 3,4%. A decorrere dal 2015, i tetti saranno rispettivamente dell'11,20% e del 3,35%.

Per quanto riguarda gli scaglioni reddituali, cioè le fasce di reddito con le quali bonariamente si fanno rientrare gli stipendi annuali dei lavoratori dipendenti e non, quello preso positivamente di mira sarà il centrale, il quale va dai 28001 ai 55000 euro lordi, per i quali l’aliquota IRPEF dal 38% dovrebbe defluire al 35%.

 

Fonte: Repubblica

Simone Ambrò

Giornalista