Salerno Fonderie Pisano non siamo assassini

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«Mi fa male sentirmi dire che ammazzo le persone». A dirlo il dottor Pisano, figlio dell’ultranovantenne Luigi in una lunga intervista al Mattino pubblicata oggi. «Eccolo, l’inferno dantesco», dice ironico guardando dalla finestra, con orgoglio, l’azienda di famiglia. E poi aggiunge: «I forni funzionano dieci ore al giorno, dalle 6 del mattino alle 16». Intanto si dicono pronti a delocalizzare l’azienda ma i Pisano ribattono con forza :«Non chiamateci assassini» Sul caso Fonderie Pisano ieri il Sindaco De Luca a LIRATV ha detto: “Su questo argomento non mi pare che gli ambientalisti dicano niente, eppure c’è una questione ambientale vera. Mercoledì prossimo avremo un incontro con un comitato. Intanto abbiamo intrapreso una iniziativa per il rilevamento di polveri di amianto, che non era nelle nostre competenze, dal momento che i controlli degli inquinanti in atmosfera spettano ad Arpac e Asl; sinceramente questi controlli non ci sono sembrati soddisfacenti. Credo sia necessario arrivare ad una soluzione: o si arriva ad emissioni zero, oppure si vada ad una stretta, perché la situazione non è più sostenibile”.

«Mi fa male sentirmi dire che ammazzo le persone». A dirlo il dottor Pisano, figlio dell’ultranovantenne Luigi in una lunga intervista al Mattino pubblicata oggi. «Eccolo, l’inferno dantesco», dice ironico guardando dalla finestra, con orgoglio, l’azienda di famiglia. E poi aggiunge: «I forni funzionano dieci ore al giorno, dalle 6 del mattino alle 16». Intanto si dicono pronti a delocalizzare l’azienda ma i Pisano ribattono con forza :«Non chiamateci assassini» Sul caso Fonderie Pisano ieri il Sindaco De Luca a LIRATV ha detto: “Su questo argomento non mi pare che gli ambientalisti dicano niente, eppure c’è una questione ambientale vera. Mercoledì prossimo avremo un incontro con un comitato. Intanto abbiamo intrapreso una iniziativa per il rilevamento di polveri di amianto, che non era nelle nostre competenze, dal momento che i controlli degli inquinanti in atmosfera spettano ad Arpac e Asl; sinceramente questi controlli non ci sono sembrati soddisfacenti. Credo sia necessario arrivare ad una soluzione: o si arriva ad emissioni zero, oppure si vada ad una stretta, perché la situazione non è più sostenibile”.

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