IL POLIZIOTTO CRETINO CHE PRENDE A CALCI LA RAGAZZA ED IL CODICE IDENTIFICATIVO EUROPEO

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“Noi abbiamo avuto un cretino, che dobbiamo identificare e che va sanzionato perché ha preso a calci una ragazza che stava per terra”. Parole del capo della Polizia, Alessandro Pansa, dopo gli scontri di sabato a Roma. “Tutti gli altri – ha aggiunto – vanno applauditi per come hanno operato e per come hanno agito, con grandissima correttezza, mantenendo l’ordine pubblico e non eccedendo assolutamente, esercitando la forza nei limiti corretti di come è previsto dall’ordinamento”.

 

“Agenti cretini” e “agenti corretti”. La questione ritorna puntualmente ad ogni manifestazione, almeno dai pestaggi del G8 di Genova in poi, quando 250 denunce nei confronti delle forze dell’ordine per lesioni furono archiviate perché era impossibile identificare personalmente i responsabili.

Nel caso in questione, l’agente, con il volto coperto da un casco e senza divisa,calpesta il corpo di una ragazza, già immobilizzata a terra, mentre il suo ragazzo cerca di proteggerla.

Un momento degli scontri

Allora, invece di dare la “caccia ai cretini” e elogiare i corretti, non sarebbe più semplice adeguarsi, finalmente, alle norme europee che prevedono codici identificativi per le forze dell’ordine. Un semplice atto di trasparenza che permetterebbe di risolvere subito i casi controversi e forse funzionerebbe anche da deterrente.

Quasi tutte le polizie europee ormai permettono di identificare, con un codice identificativo o il nome e cognome sulla divisa o sul casco, gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico. Dalla Svezia alla Norvegia, dal Belgio ai Paesi dell’Est, dalla Spagna alla Grecia. A parte rare eccezioni, solo l’Italia continua ad ignorare il codice etico varato dall’Unione Europea nel 2001. E i cretini continuano a imperversare. Anche nelle forze di polizia.

Aggiornamento, 14 aprile 2014 ore 20,00: L’agente che ha calpestato la ragazza, e sul quale era stata aperta un’inchiesta interna, si è presentato in Questura a Roma. La sua posizione, oltre che dagli organi disciplinari interni, sarà valutata anche dal  pubblico ministero Eugenio Albamonte della Procura di Roma. Cortellesi

“Noi abbiamo avuto un cretino, che dobbiamo identificare e che va sanzionato perché ha preso a calci una ragazza che stava per terra”. Parole del capo della Polizia, Alessandro Pansa, dopo gli scontri di sabato a Roma. “Tutti gli altri – ha aggiunto – vanno applauditi per come hanno operato e per come hanno agito, con grandissima correttezza, mantenendo l’ordine pubblico e non eccedendo assolutamente, esercitando la forza nei limiti corretti di come è previsto dall’ordinamento”.

 

“Agenti cretini” e “agenti corretti”. La questione ritorna puntualmente ad ogni manifestazione, almeno dai pestaggi del G8 di Genova in poi, quando 250 denunce nei confronti delle forze dell’ordine per lesioni furono archiviate perché era impossibile identificare personalmente i responsabili.

Nel caso in questione, l’agente, con il volto coperto da un casco e senza divisa,calpesta il corpo di una ragazza, già immobilizzata a terra, mentre il suo ragazzo cerca di proteggerla.

Un momento degli scontri

Un momento degli scontri

Allora, invece di dare la “caccia ai cretini” e elogiare i corretti, non sarebbe più semplice adeguarsi, finalmente, alle norme europee che prevedono codici identificativi per le forze dell’ordine. Un semplice atto di trasparenza che permetterebbe di risolvere subito i casi controversi e forse funzionerebbe anche da deterrente.

Quasi tutte le polizie europee ormai permettono di identificare, con un codice identificativo o il nome e cognome sulla divisa o sul casco, gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico. Dalla Svezia alla Norvegia, dal Belgio ai Paesi dell’Est, dalla Spagna alla Grecia. A parte rare eccezioni, solo l’Italia continua ad ignorare il codice etico varato dall’Unione Europea nel 2001. E i cretini continuano a imperversare. Anche nelle forze di polizia.

Aggiornamento, 14 aprile 2014 ore 20,00: L’agente che ha calpestato la ragazza, e sul quale era stata aperta un’inchiesta interna, si è presentato in Questura a Roma. La sua posizione, oltre che dagli organi disciplinari interni, sarà valutata anche dal  pubblico ministero Eugenio Albamonte della Procura di Roma. Cortellesi