La bambina che attraversava l’oceano Una short story di Laura Franco

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Il rumore nella mia infanzia migrante aveva la forma della scia con le sue volute un po’ barocche, una grandissima vu che si allarga e si allontana e pure resta sempre ferma, aderente alla poppa della nave. Ipnotica immagine per minuti e minuti sempre uguale, mai monotona, bella bianca in un mare molto blu, bianca in un mare cupo e grigio delle giornate coperte, bianca di notte in un mare brillante scuro e lucido con piccole scintille e il rumore sempre uguale. La notte il vento è più freddo, a braccia conserte, con le mani mi accarezzo gli omeri, guardo il cielo e vedo che ci sono più stelle.

 

Quante sono le stelle?

Marinaio: Il cielo del mare è più bello, ci sono più stelle,

Bambina: Quante sono le stelle?

Marinaio: Le stelle sono infinite

Bambina: Le contiamo?

Marinaio: Non si possono contare

Bambina: Contiamo

Uomo: Ma non si possono contare

Bambina: Dai su

Marinaio: Da dove cominciamo?

Bambina: Da lì

Marinaio: Dove finisce la scia?

Bambina: Una, due, tre…

Marinaio: Lo sai che le Pleiadi sono sette? Sette sorelle. Sei hanno sposato sei dèi e una, l’ultima la meno luminosa, ha sposato un uomo

Bambina: Perché era bello?

Marinaio: Uhm

Bambina: Perché era bello? E dai su mi rispondi? Lo ha sposato perché era bello? Mi rispondi?

Marinaio: Mi hai fatto una domanda molto difficile

Bambina: Ma per i grandi non ci sono domande difficili

Marinaio: Contiamo le stelle… uno due tre

Bambina: Ma non avevi detto che non si possono contare?

 

Laura Franco: Laureata in matematica ha fatto ricerca sulle funzioni cognitive superiori occupandosi di geometria, logica e linguaggio. Recentemente ha insegnato Lessico Scientifico e Traduzione alla ‘Sapienza’ Università di Roma. Autrice di varie raccolte di short stories quando può attraversa gli oceani e viaggia nei deserti, se fosse un avverbio, e anche se non lo fosse sarebbe altrove… e sul web: http://lauralaurafranco.wordpress.com
 

Clicca qua per gli ultimi tre racconti: La 500 che si credeva amata, Modi di dire e modi di vivere, La filastrocca con le ali.

 

 

 

Il rumore nella mia infanzia migrante aveva la forma della scia con le sue volute un po’ barocche, una grandissima vu che si allarga e si allontana e pure resta sempre ferma, aderente alla poppa della nave. Ipnotica immagine per minuti e minuti sempre uguale, mai monotona, bella bianca in un mare molto blu, bianca in un mare cupo e grigio delle giornate coperte, bianca di notte in un mare brillante scuro e lucido con piccole scintille e il rumore sempre uguale. La notte il vento è più freddo, a braccia conserte, con le mani mi accarezzo gli omeri, guardo il cielo e vedo che ci sono più stelle.

 

Quante sono le stelle?

Marinaio: Il cielo del mare è più bello, ci sono più stelle,

Bambina: Quante sono le stelle?

Marinaio: Le stelle sono infinite

Bambina: Le contiamo?

Marinaio: Non si possono contare

Bambina: Contiamo

Uomo: Ma non si possono contare

Bambina: Dai su

Marinaio: Da dove cominciamo?

Bambina: Da lì

Marinaio: Dove finisce la scia?

Bambina: Una, due, tre…

Marinaio: Lo sai che le Pleiadi sono sette? Sette sorelle. Sei hanno sposato sei dèi e una, l’ultima la meno luminosa, ha sposato un uomo

Bambina: Perché era bello?

Marinaio: Uhm

Bambina: Perché era bello? E dai su mi rispondi? Lo ha sposato perché era bello? Mi rispondi?

Marinaio: Mi hai fatto una domanda molto difficile

Bambina: Ma per i grandi non ci sono domande difficili

Marinaio: Contiamo le stelle… uno due tre

Bambina: Ma non avevi detto che non si possono contare?

 

Laura Franco: Laureata in matematica ha fatto ricerca sulle funzioni cognitive superiori occupandosi di geometria, logica e linguaggio. Recentemente ha insegnato Lessico Scientifico e Traduzione alla ‘Sapienza’ Università di Roma. Autrice di varie raccolte di short stories quando può attraversa gli oceani e viaggia nei deserti, se fosse un avverbio, e anche se non lo fosse sarebbe altrove… e sul web: http://lauralaurafranco.wordpress.com
 

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