Scrivo per prendere le difese di un onesto cittadino

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Felitto – Non voglio credere che all’interno della comunità di Felitto si giustifichi chi è dedito all’ingordigiae si faccia beffa della debolezza degli umili di cuore. Oggi scrivo per prendere le difese di un onesto cittadino che chiamerò Tizio. Qualche giorno fa Tizio, passando con la propria autovettura nella periferia del paese, si soffermò a commen…tare il lavoro in nero, dunque illegale, ed irritato dalle tasse che lo stato fa gravare su di lui che le paga, si limitò a fare un’innocua battuta. Lo sfruttatore del lavoro in nero, che chiamerò Sempronio, lo inseguì con l’automobile fino a piazza Mercato dove pubblicamente assestò al volto di Tizio tre ceffoni umiliandolo davanti alla gogna paesana. I paesani giudicano gli atti, i paesani non conoscono tutte le vicissitudini e così a Tizio oggi rimane l’onta dell’affronto subito e per lui non ci sarà una giustizia poiché dalla storia è stato abituato a subire in silenzio, senza alcuna possibilità di rivalsa. (…) Scrivo per i miei contadini scordati nell’isolamento delle campagne e scrivo per quest’atto di ribellione stroncato sul nascere dall’arroganza. Io mi sento offesa e ferita, e partecipo al dolore che alberga nell’animo di un ribelle. (….) Non lasciamo solo Tizio, aiutiamolo a denunciare perché la sua solitudine ci appartiene e se Tizio verrà isolato saremo ancora una volta sconfitti dai bruti e meriteremo un futuro di fallimenti. Che dignità c’è nella violenza?  (O.M. sulla sua pagina Facebook)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Felitto – Non voglio credere che all’interno della comunità di Felitto si giustifichi chi è dedito all’ingordigiae si faccia beffa della debolezza degli umili di cuore. Oggi scrivo per prendere le difese di un onesto cittadino che chiamerò Tizio. Qualche giorno fa Tizio, passando con la propria autovettura nella periferia del paese, si soffermò a commen…tare il lavoro in nero, dunque illegale, ed irritato dalle tasse che lo stato fa gravare su di lui che le paga, si limitò a fare un’innocua battuta. Lo sfruttatore del lavoro in nero, che chiamerò Sempronio, lo inseguì con l’automobile fino a piazza Mercato dove pubblicamente assestò al volto di Tizio tre ceffoni umiliandolo davanti alla gogna paesana. I paesani giudicano gli atti, i paesani non conoscono tutte le vicissitudini e così a Tizio oggi rimane l’onta dell’affronto subito e per lui non ci sarà una giustizia poiché dalla storia è stato abituato a subire in silenzio, senza alcuna possibilità di rivalsa. (…) Scrivo per i miei contadini scordati nell’isolamento delle campagne e scrivo per quest’atto di ribellione stroncato sul nascere dall’arroganza. Io mi sento offesa e ferita, e partecipo al dolore che alberga nell’animo di un ribelle. (….) Non lasciamo solo Tizio, aiutiamolo a denunciare perché la sua solitudine ci appartiene e se Tizio verrà isolato saremo ancora una volta sconfitti dai bruti e meriteremo un futuro di fallimenti. Che dignità c’è nella violenza?  (O.M. sulla sua pagina Facebook)