Meta. Paolo Trapani “congelato” dal PD

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META – Il timore che gli voltassero le spalle, in fondo, Paolo Trapani l’ha sempre avuto. Ma che la rottura si potesse consumare proprio adesso, a un passo dal portare a bordo anche il neonato movimento civico «Alba metese», di certo non se l’aspettava. Alla fine, la sostanza è che il Partito democratico ha deciso di mollarlo. Per adesso. O meglio, ha scelto di «congelare» quel mandato esplorativo degno del miglior Matteo Renzi che, prima di assumere la guida del governo, ha dovuto prima tastare gli umori dei partiti per capire se ci fossero i margini adeguati per mettere su un esecutivo solido ricevendo poi la benedizione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Più o meno come ha dovuto fare in salsa esclusivamente «metese» il sindaco uscente, che negli ultimi giorni ha parlato con consiglieri di maggioranza e opposizione, invitando fior fior di professionisti a sposare il suo progetto per la rielezione. William Hill Sport Poi, come il «rottamatore», Trapani è andato all’appuntamento serale della resa dei conti. Non con una salita al Colle, ma facendo una capatina a una riunione del direttivo del Pd di Meta guidato dal segretario cittadino Nicola Mollica. Insieme agli altri componenti del gruppo – fra cui l’ex assessore e ora consigliere democrat Giuseppe Tito e la «pasionaria» Stefania Astarita, già coordinatrice del partito a livello locale – hanno discusso a lungo giungendo a una conclusione abbastanza amara. Almeno per il momento, non ci sono i presupposti per confermare l’unione fra il Pd e il suo tesserato eccellente Trapani. Le parti si sono prese 48 ore di tempo per ricomporre i cocci e provare a rinsaldare i rapporti politici «inguaiati» – ed è qui che il direttivo democratico ha bocciato il primo cittadino – dal fatto che due consiglieri comunali del calibro di Marialaura Gargiulo e Antonio Russo, dati da tempo in area Pd, hanno deciso di defilarsi, prendendo le distanze dal sindaco di Meta e mirando alla lista in costruzione di Antonella Viggiano, leader all’opposizione con l’Udc. Più o meno proprio come ha fatto in più occasioni Tito con cui c’è stato uno scontro durissimo nel corso del summit dell’altra sera. Trapani, non è un mistero, da tempo non ha gradito che il suo «vecchio» e fidato braccio destro abbia preso un’altra strada avviando prima un dialogo con l’ex primo cittadino Bruno Antonelli – intenzionato a ritornare in campo – salvo poi tornare sui passi iniziali, cioè quelli di una propria candidatura a sindaco, indipendente da condizionamenti e alleanze. Adesso, addirittura, voci interne al Pd di Meta danno proprio Tito alla finestra, intenzionato a sostituire Trapani con una candidatura a sindaco promossa magari proprio dal suo partito d’origine. Ma a quanto pare, non ci sono margini di manovra. Da questa parte, quella di Tito leader della coalizione, il Pd non pare volerci sentire e allora ognuno assumerà in piena responsabilità di ruoli ed equilibri una posizione, probabilmente quella più opportuna per la tenuta del partito. Gli altri, mentre all’interno dei democrat c’è bagarre, rimangono alla finestra. Antonella Viggiano lavora sodo e nell’ombra, per evitare di scoprire con debito anticipo sulla tabella di marcia le proprie carte da giocare al meglio nonostante più rumors abbiano sentenziato da tempo che proprio i consiglieri Gargiulo e Russo, le cui posizioni lontane da Trapani hanno fatto decidere al direttivo Pd di lasciare la corsa del sindaco, siano decisi a rilanciare il proprio impegno per Meta al fianco dell’ex alleata di Bruno Antonelli il quale registra l’apporto, esterno, del consigliere Graziano Maresca che, in ogni caso, ha temporeggiato sul da farsi e potrebbe anche non candidarsi in prima persona. Decisione legata all’incarico di ingegnere-capo al Comune di Piano di Sorrento. Salvatore Dare, Metropolis

META – Il timore che gli voltassero le spalle, in fondo, Paolo Trapani l’ha sempre avuto. Ma che la rottura si potesse consumare proprio adesso, a un passo dal portare a bordo anche il neonato movimento civico «Alba metese», di certo non se l’aspettava. Alla fine, la sostanza è che il Partito democratico ha deciso di mollarlo. Per adesso. O meglio, ha scelto di «congelare» quel mandato esplorativo degno del miglior Matteo Renzi che, prima di assumere la guida del governo, ha dovuto prima tastare gli umori dei partiti per capire se ci fossero i margini adeguati per mettere su un esecutivo solido ricevendo poi la benedizione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Più o meno come ha dovuto fare in salsa esclusivamente «metese» il sindaco uscente, che negli ultimi giorni ha parlato con consiglieri di maggioranza e opposizione, invitando fior fior di professionisti a sposare il suo progetto per la rielezione. William Hill Sport Poi, come il «rottamatore», Trapani è andato all’appuntamento serale della resa dei conti. Non con una salita al Colle, ma facendo una capatina a una riunione del direttivo del Pd di Meta guidato dal segretario cittadino Nicola Mollica. Insieme agli altri componenti del gruppo – fra cui l’ex assessore e ora consigliere democrat Giuseppe Tito e la «pasionaria» Stefania Astarita, già coordinatrice del partito a livello locale – hanno discusso a lungo giungendo a una conclusione abbastanza amara. Almeno per il momento, non ci sono i presupposti per confermare l’unione fra il Pd e il suo tesserato eccellente Trapani. Le parti si sono prese 48 ore di tempo per ricomporre i cocci e provare a rinsaldare i rapporti politici «inguaiati» – ed è qui che il direttivo democratico ha bocciato il primo cittadino – dal fatto che due consiglieri comunali del calibro di Marialaura Gargiulo e Antonio Russo, dati da tempo in area Pd, hanno deciso di defilarsi, prendendo le distanze dal sindaco di Meta e mirando alla lista in costruzione di Antonella Viggiano, leader all’opposizione con l’Udc. Più o meno proprio come ha fatto in più occasioni Tito con cui c’è stato uno scontro durissimo nel corso del summit dell’altra sera. Trapani, non è un mistero, da tempo non ha gradito che il suo «vecchio» e fidato braccio destro abbia preso un’altra strada avviando prima un dialogo con l’ex primo cittadino Bruno Antonelli – intenzionato a ritornare in campo – salvo poi tornare sui passi iniziali, cioè quelli di una propria candidatura a sindaco, indipendente da condizionamenti e alleanze. Adesso, addirittura, voci interne al Pd di Meta danno proprio Tito alla finestra, intenzionato a sostituire Trapani con una candidatura a sindaco promossa magari proprio dal suo partito d’origine. Ma a quanto pare, non ci sono margini di manovra. Da questa parte, quella di Tito leader della coalizione, il Pd non pare volerci sentire e allora ognuno assumerà in piena responsabilità di ruoli ed equilibri una posizione, probabilmente quella più opportuna per la tenuta del partito. Gli altri, mentre all’interno dei democrat c’è bagarre, rimangono alla finestra. Antonella Viggiano lavora sodo e nell’ombra, per evitare di scoprire con debito anticipo sulla tabella di marcia le proprie carte da giocare al meglio nonostante più rumors abbiano sentenziato da tempo che proprio i consiglieri Gargiulo e Russo, le cui posizioni lontane da Trapani hanno fatto decidere al direttivo Pd di lasciare la corsa del sindaco, siano decisi a rilanciare il proprio impegno per Meta al fianco dell’ex alleata di Bruno Antonelli il quale registra l’apporto, esterno, del consigliere Graziano Maresca che, in ogni caso, ha temporeggiato sul da farsi e potrebbe anche non candidarsi in prima persona. Decisione legata all’incarico di ingegnere-capo al Comune di Piano di Sorrento. Salvatore Dare, Metropolis