Meta al voto, il consigliere Graziano Maresca “sposa” l’ex sindaco Antonelli

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Meta. Sarà una lista ambiziosa innanzitutto per Meta, ma anche contro qualcuno. Contro Giuseppe Tito, per esempio. Che sembrava a un passo dalla stipula dell’accordo politico con Bruno Antonelli salvo poi ritornare a rilanciare il suo progetto originario, ovvero candidarsi a sindaco, da solo, contro tutto e tutti, «perché credo che dopo vent’anni sia giunto il mio momento». Un annuncio «impreziosito» da un immancabile contorno polemico: «Qualcuno non mi vuole far candidare e ci sono manovre per isolarmi» sbottò il diretto interessato. Un disegno che sembra evidentemente legato al diktat emerso a margine di un incontro degli ultimi giorni fra l’ex sindaco Antonelli e alcuni (futuri) supporters intenzionati sì a sostenere al meglio il ritorno in campo del medico-politico, già fascia tricolore a Meta anni fa, a patto però che in squadra non ci sia proprio Tito, ex assessore ai servizi sociali, fedelissimo del Partito democratico ma che, a dispetto del progetto del Pd locale, non sta dalla parte del primo cittadino uscente Paolo Trapani a cui i democratici hanno affidato l’arduo compito di trovare la quadratura del cerchio e varare una coalizione forte, in grado di competere senza timori e vincere le elezioni rimanendo al comando dell’amministrazione comunale. Il «no», secco, all’ipotesi di vedere Tito nella squadra di Antonelli è riconducibile alla fumata bianca in dirittura d’arrivo fra l’ex sindaco e Graziano Maresca, attualmente consigliere comunale con un passato da vicesindaco all’inizio della consiliatura di Trapani poi uscito dalla giunta municipale a sorpresa, quasi subito, per contrasti emersi con alcuni «colleghi» assessori. Fra cui, guarda caso, proprio Tito. Vedere entrambi alleati nel nome del movimento per Antonelli, insomma, appare un’utopia. Anche se in politica ciò che è certo oggi può essere ribaltato domani e senza possibilità di essere smentiti. Ecco perché l’ex sindaco sembra aver ormai deciso di propendere per quest’ipotesi. Cioè blindare con il cemento armato la trattativa con Graziano Maresca con una «benedizione» ufficiale di un altro personaggio di primo piano, quel Daniele De Martino assessore al bilancio nella giunta Antonelli e negli ultimi cinque anni in minoranza, da astuto oppositore di Tito. E gli altri? Paolo Trapani sta compattando tutti. Anzi, ci sta provando. Vuole rimanere sindaco di Meta e nelle prossime ore porterà in discussione innanzi ai vertici del Pd locale la sintesi degli incontri avuti negli ultimi giorni. I democratici gli hanno conferito l’incarico «esplorativo» per verificare se ci fossero le condizioni di una ricandidatura. Fra oggi e domani il sindaco informerà il direttivo del Pd dei risultati delle trattative e i «generali» democrat dovranno tirare le somme: riuscirà il primo cittadino a convincere il Partito democratico a confermargli il compito di catturare nuove intese e provare a rimanere in sella? Si vedrà. Tutto ciò mentre si attendono risvolti sul terzo fronte, quello riferibile ad Antonella Viggiano. Il consigliere comunale di opposizione dell’Udc intende candidarsi a sindaco e rappresenta una pista ambiziosa anche per molti giovani consiglieri che vorrebbero crescere nel nome della trasparenza e della collegialità. Nel frattempo, si muove «Alba metese». A ore il neonato movimento civico uscirà allo scoperto verso le amministrative. (Salvatore Dare – Metropolis)

Meta. Sarà una lista ambiziosa innanzitutto per Meta, ma anche contro qualcuno. Contro Giuseppe Tito, per esempio. Che sembrava a un passo dalla stipula dell’accordo politico con Bruno Antonelli salvo poi ritornare a rilanciare il suo progetto originario, ovvero candidarsi a sindaco, da solo, contro tutto e tutti, «perché credo che dopo vent’anni sia giunto il mio momento». Un annuncio «impreziosito» da un immancabile contorno polemico: «Qualcuno non mi vuole far candidare e ci sono manovre per isolarmi» sbottò il diretto interessato. Un disegno che sembra evidentemente legato al diktat emerso a margine di un incontro degli ultimi giorni fra l’ex sindaco Antonelli e alcuni (futuri) supporters intenzionati sì a sostenere al meglio il ritorno in campo del medico-politico, già fascia tricolore a Meta anni fa, a patto però che in squadra non ci sia proprio Tito, ex assessore ai servizi sociali, fedelissimo del Partito democratico ma che, a dispetto del progetto del Pd locale, non sta dalla parte del primo cittadino uscente Paolo Trapani a cui i democratici hanno affidato l’arduo compito di trovare la quadratura del cerchio e varare una coalizione forte, in grado di competere senza timori e vincere le elezioni rimanendo al comando dell’amministrazione comunale. Il «no», secco, all’ipotesi di vedere Tito nella squadra di Antonelli è riconducibile alla fumata bianca in dirittura d’arrivo fra l’ex sindaco e Graziano Maresca, attualmente consigliere comunale con un passato da vicesindaco all’inizio della consiliatura di Trapani poi uscito dalla giunta municipale a sorpresa, quasi subito, per contrasti emersi con alcuni «colleghi» assessori. Fra cui, guarda caso, proprio Tito. Vedere entrambi alleati nel nome del movimento per Antonelli, insomma, appare un’utopia. Anche se in politica ciò che è certo oggi può essere ribaltato domani e senza possibilità di essere smentiti. Ecco perché l’ex sindaco sembra aver ormai deciso di propendere per quest’ipotesi. Cioè blindare con il cemento armato la trattativa con Graziano Maresca con una «benedizione» ufficiale di un altro personaggio di primo piano, quel Daniele De Martino assessore al bilancio nella giunta Antonelli e negli ultimi cinque anni in minoranza, da astuto oppositore di Tito. E gli altri? Paolo Trapani sta compattando tutti. Anzi, ci sta provando. Vuole rimanere sindaco di Meta e nelle prossime ore porterà in discussione innanzi ai vertici del Pd locale la sintesi degli incontri avuti negli ultimi giorni. I democratici gli hanno conferito l’incarico «esplorativo» per verificare se ci fossero le condizioni di una ricandidatura. Fra oggi e domani il sindaco informerà il direttivo del Pd dei risultati delle trattative e i «generali» democrat dovranno tirare le somme: riuscirà il primo cittadino a convincere il Partito democratico a confermargli il compito di catturare nuove intese e provare a rimanere in sella? Si vedrà. Tutto ciò mentre si attendono risvolti sul terzo fronte, quello riferibile ad Antonella Viggiano. Il consigliere comunale di opposizione dell’Udc intende candidarsi a sindaco e rappresenta una pista ambiziosa anche per molti giovani consiglieri che vorrebbero crescere nel nome della trasparenza e della collegialità. Nel frattempo, si muove «Alba metese». A ore il neonato movimento civico uscirà allo scoperto verso le amministrative. (Salvatore Dare – Metropolis)