Ricordate Benjamin? Sventò uno scippo nel centro di Napoli. Ora lavora in aeroporto

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Primo giorno di lavoro a Capodichino: «Sono felice, questa città non dimentica». Coccolato da turisti e colleghi
NAPOLI – Le favole sulla carta finiscono sempre con un lieto fine, nella realtà quasi mai. Così sembrava anche per la storia di Benjamin, immigrato senza casa nè permesso di soggiorno, che il primo febbraio scorso salvò una donna dallo scippo nel cuore della città. Eroe per le televisioni nazionali, protagonista di titoloni di giornali e ospite d’onore del sindaco a Palazzo San Giacomo. Tante promesse, tanti complimenti ma poi nulla. Qualche tempo fa lo abbiamo incontrato ad una mensa dove, invitato dalla squadra di calcio AfroNapoli che lo ha voluto come calciatore e lo ha aiutato a lungo, confessò di essere deluso e senza un soldo. Tutti quelli che gli avevano ventilato l’offerta di un lavoro si erano volatilizzati. E invece da ieri la favola di Benjamin ha un lieto fine. Lavora per la Gesac all’aeroporto di Capodichino. A essere più precisi per una società interinale, con un contratto a termine di sei mesi. Un miracolo visto il blocco delle assunzioni nello scalo napoletano.

ARRIVATO DALLA NIGERIA – Un segnale importante per l’uomo venuto dalla Nigeria, sbarcato a Lampedusa dopo un viaggio della speranza e poi giunto a Napoli. Ora grazie a Comune e prefettura il permesso di soggiorno così come il passaporto sono regolari e validi. Benjamin sarà impiegato da aprile a fine settembre a supporto del settore «Forecourt & Parking» (ricoprendo il ruolo «Forecourt support»). Insomma controllerà la viabilità esterna all’aeroporto a garanzia della legalità e del rispetto dei divieti nelle aree aeroportuali. E già ieri, durante il primo giorno di lavoro, è diventato il beniamino dei colleghi e trattato dai napoletani e dai turisti come una celebrità. Per lui, simbolo della legalità, un lavoro per far rispettare le regole nella porta d’ingresso più importante alla città. «Sono molto felice – ha raccontato Benjamin, che di cognome sui documenti fa Okonobe – ed emozionato. Napoli è una grande città e non dimentica. Qualche volta mi sono scoraggiato ma ora sono pieno di entusiasmo. Questa per me è una enorme opportunità e darò il massimo». Un lavoro strettamente legato all’immagine della città? «Sì, mi hanno detto che sono un simbolo. Le persone che lavorano nella Gesac hanno dimostrato concretamente di credere in me e già oggi mi sono sentito accolto con grande calore. Sono felice». Inglese fluente, è bravissimo nel far rispettare le regole. Gentile ma severo allo stesso tempo. Ha raccontato tutto alle due sorelle e ai due fratelli che vivono ancora in Nigeria. Il suo nuovo stipendio li aiuterà molto. Penserà anche agli amici poveri rimasti lì. Anche per questo Benjamin, grande cuore, sprizza gioia. Armando Brunini, amministratore delegato di Gesac, ha voluto fortemente che l’eroe antiscippo lavorasse nel suo aeroporto. Quello che sta battendo tutti i record, con quasi sei milioni di passeggeri l’anno. «E’ con vero piacere che abbiamo offerto a Benjamin – spiega – questo lavoro stagionale. Lui è stato eroico nel suo gesto, assumendo un comportamento virtuoso che tutti noi dovremmo emulare, e rappresenta sicuramente un esempio di legalità e di grande senso civico un biglietto da visita di tutto il buono che Napoli sa e può offrire». Il primo febbraio scorso il suo gesto venne registrato dalle telecamere di un negozio. Lui, seduto su una fioriera, vende piccole cose in via Domenico Capitelli. Vede il motorino arrivare, l’uomo alla guida afferrare la borsa della passante e trascinarla. Non ci pensa due volte Benjamin. Scatta e afferra lo scippatore, lo fa cadere. Poi lo rimprovera tra la gente che non capisce o che forse ha paura. Le immagini fanno il giro delle tv, dibattiti per giorni. E promesse. Che ieri si sono avverate.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNOPrimo giorno di lavoro a Capodichino: «Sono felice, questa città non dimentica». Coccolato da turisti e colleghi
NAPOLI – Le favole sulla carta finiscono sempre con un lieto fine, nella realtà quasi mai. Così sembrava anche per la storia di Benjamin, immigrato senza casa nè permesso di soggiorno, che il primo febbraio scorso salvò una donna dallo scippo nel cuore della città. Eroe per le televisioni nazionali, protagonista di titoloni di giornali e ospite d’onore del sindaco a Palazzo San Giacomo. Tante promesse, tanti complimenti ma poi nulla. Qualche tempo fa lo abbiamo incontrato ad una mensa dove, invitato dalla squadra di calcio AfroNapoli che lo ha voluto come calciatore e lo ha aiutato a lungo, confessò di essere deluso e senza un soldo. Tutti quelli che gli avevano ventilato l’offerta di un lavoro si erano volatilizzati. E invece da ieri la favola di Benjamin ha un lieto fine. Lavora per la Gesac all’aeroporto di Capodichino. A essere più precisi per una società interinale, con un contratto a termine di sei mesi. Un miracolo visto il blocco delle assunzioni nello scalo napoletano.

ARRIVATO DALLA NIGERIA – Un segnale importante per l’uomo venuto dalla Nigeria, sbarcato a Lampedusa dopo un viaggio della speranza e poi giunto a Napoli. Ora grazie a Comune e prefettura il permesso di soggiorno così come il passaporto sono regolari e validi. Benjamin sarà impiegato da aprile a fine settembre a supporto del settore «Forecourt & Parking» (ricoprendo il ruolo «Forecourt support»). Insomma controllerà la viabilità esterna all’aeroporto a garanzia della legalità e del rispetto dei divieti nelle aree aeroportuali. E già ieri, durante il primo giorno di lavoro, è diventato il beniamino dei colleghi e trattato dai napoletani e dai turisti come una celebrità. Per lui, simbolo della legalità, un lavoro per far rispettare le regole nella porta d’ingresso più importante alla città. «Sono molto felice – ha raccontato Benjamin, che di cognome sui documenti fa Okonobe – ed emozionato. Napoli è una grande città e non dimentica. Qualche volta mi sono scoraggiato ma ora sono pieno di entusiasmo. Questa per me è una enorme opportunità e darò il massimo». Un lavoro strettamente legato all’immagine della città? «Sì, mi hanno detto che sono un simbolo. Le persone che lavorano nella Gesac hanno dimostrato concretamente di credere in me e già oggi mi sono sentito accolto con grande calore. Sono felice». Inglese fluente, è bravissimo nel far rispettare le regole. Gentile ma severo allo stesso tempo. Ha raccontato tutto alle due sorelle e ai due fratelli che vivono ancora in Nigeria. Il suo nuovo stipendio li aiuterà molto. Penserà anche agli amici poveri rimasti lì. Anche per questo Benjamin, grande cuore, sprizza gioia. Armando Brunini, amministratore delegato di Gesac, ha voluto fortemente che l’eroe antiscippo lavorasse nel suo aeroporto. Quello che sta battendo tutti i record, con quasi sei milioni di passeggeri l’anno. «E’ con vero piacere che abbiamo offerto a Benjamin – spiega – questo lavoro stagionale. Lui è stato eroico nel suo gesto, assumendo un comportamento virtuoso che tutti noi dovremmo emulare, e rappresenta sicuramente un esempio di legalità e di grande senso civico un biglietto da visita di tutto il buono che Napoli sa e può offrire». Il primo febbraio scorso il suo gesto venne registrato dalle telecamere di un negozio. Lui, seduto su una fioriera, vende piccole cose in via Domenico Capitelli. Vede il motorino arrivare, l’uomo alla guida afferrare la borsa della passante e trascinarla. Non ci pensa due volte Benjamin. Scatta e afferra lo scippatore, lo fa cadere. Poi lo rimprovera tra la gente che non capisce o che forse ha paura. Le immagini fanno il giro delle tv, dibattiti per giorni. E promesse. Che ieri si sono avverate.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO