Vico Equense spende in illuminazione più di Napoli e Roma

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Fonte: Josè Astarita da Metropolis 

Vico Equense – Pubblica illuminazione, il Comune spende cifre record e batte grandi metropoli del calibro di Roma, Torino e Napoli. Costi choc tirati fuori dalla minoranza che ieri in conferenza stampa in sala consiliare è entrata in tackle sull’amministrazione del sindaco Gennaro Cinque, a sorpresa presente in aula e che a chiusura di incontro ha preso la parola per ribattere agli attacchi dei consiglieri Natale Maresca, Aldo Starace e Claudia Scaramellino. Ben 143 euro netti all’anno (3700 circa), 40 in più rispetto alla media nazionale, per ogni punto luce: tanto sborsa il Comune a favore della GmG – impresa con cui venne stipulato nel 2006 un’intesa trentennale di project financing – per manutenzione e fornitura dell’energia elettrica. Il sindaco apre all’ipotesi di avviare un confronto con la ditta per dimezzare le spese: «I costi sono eccessivi, serve una commissioncella». O meglio. Una commissione consiliare. Sì, perché nel corso del tempo il canone pattuito alla firma del contratto nel 2006 prevedeva solo 2461 punti luce. L’ammontare complessivo che l’ente doveva alla società che aveva proposto il project financing si attestava a circa 327mila euro all’anno. Il focus del consigliere Starace ha puntato l’indice anche sui vantaggi per la popolazione. Infatti, se il canone di manutenzione si adeguava agli indici Istat, a suo avviso non avveniva per quello dei consumi. I conseguenti aumenti dei punti luce ha portato il Comune a pagare un canone annuo pari a 452mila euro a cui va aggiunta un’Iva pari a circa 100mila euro. In pratica dal 2006 al 2014 per la minoranza – conti alla mano – i costi sono lievitati di oltre 125mila euro. Ogni singolo punto luce costa alle casse comunali 143 euro. I cittadini pagheranno per il servizio della GmG oltre 21 euro cadauno per i prossimi 22 anni.

Fonte: Josè Astarita da Metropolis 

Vico Equense – Pubblica illuminazione, il Comune spende cifre record e batte grandi metropoli del calibro di Roma, Torino e Napoli. Costi choc tirati fuori dalla minoranza che ieri in conferenza stampa in sala consiliare è entrata in tackle sull’amministrazione del sindaco Gennaro Cinque, a sorpresa presente in aula e che a chiusura di incontro ha preso la parola per ribattere agli attacchi dei consiglieri Natale Maresca, Aldo Starace e Claudia Scaramellino. Ben 143 euro netti all’anno (3700 circa), 40 in più rispetto alla media nazionale, per ogni punto luce: tanto sborsa il Comune a favore della GmG – impresa con cui venne stipulato nel 2006 un’intesa trentennale di project financing – per manutenzione e fornitura dell’energia elettrica. Il sindaco apre all’ipotesi di avviare un confronto con la ditta per dimezzare le spese: «I costi sono eccessivi, serve una commissioncella». O meglio. Una commissione consiliare. Sì, perché nel corso del tempo il canone pattuito alla firma del contratto nel 2006 prevedeva solo 2461 punti luce. L’ammontare complessivo che l’ente doveva alla società che aveva proposto il project financing si attestava a circa 327mila euro all’anno. Il focus del consigliere Starace ha puntato l’indice anche sui vantaggi per la popolazione. Infatti, se il canone di manutenzione si adeguava agli indici Istat, a suo avviso non avveniva per quello dei consumi. I conseguenti aumenti dei punti luce ha portato il Comune a pagare un canone annuo pari a 452mila euro a cui va aggiunta un’Iva pari a circa 100mila euro. In pratica dal 2006 al 2014 per la minoranza – conti alla mano – i costi sono lievitati di oltre 125mila euro. Ogni singolo punto luce costa alle casse comunali 143 euro. I cittadini pagheranno per il servizio della GmG oltre 21 euro cadauno per i prossimi 22 anni.