Forio d’Ischia. Scivolo per disabili abusivo in località San Francesco. Il pm ferma i lavori

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Forio. Tutti indagati per aver realizzato uno scivolo per disabili nei pressi dell’approdo di San Francesco: direttore dei lavori e impresa esecutrice delle opere finiscono nei guai per quella rampa a due passi dalla scogliera. Sembra una delle tante storie di ordinari abusi edilizi di cui sono piene le stanze della Procura, se non fosse per il fatto che, stavolta, il committente delle opere è la Regione e presunti responsabili dell’abuso sarebbero un ingegnere del Demanio marittimo, il direttore del cantiere, il proprietario e il direttore tecnico della ditta aggiudicatrice dell’appalto, che ha sede in provincia di Venezia. Tutto comincia agli inizi del 2011, quando vengono appaltate le «opere foranee del porto di Forio d’Ischia», che prevedono anche opere complementari come i lavori di sistemazione della scogliera in località San Francesco a Forio d’Ischia. Opere di competenza regionale, finanziate dalla Regione e concordate con il Comune. Come sempre accade in questi casi gli ambientalisti insorgono, i comitati di cittadini protestano e le carte finiscono in Procura a Napoli, trasmesse dalla locale Capitaneria di Porto. Sfilano avanti ai militari il responsabile regionale del progetto, l’ingegnere Renato Mennitti ed i vertici della impresa di costruzioni Fratelli Scuttari. I lavori, naturalmente, vengono fermati e, di fatto, non saranno più completati. La Capitaneria, guidata dal comandante Gennaro Amato, trasmette al pm della Procura di Napoli che coordina le indagini, il sostituto Claudio Basso, una dettagliata informativa dalla quale emerge la difformità delle opere realizzate ai grafici presentati in Soprintendenza e quindi approvati prima dei lavori stessi. Di fatto si tratta di un abuso edilizio. In pratica, provano a spiegare Regione e Comune, la difformità sussisterebbe solo rispetto ad uno scivolo per disabili di pochi metri di lunghezza, realizzato a seguito di una variante al progetto pare venuta fuori da una conferenza di servizi cui avevano partecipato tutti gli attori coinvolti e dalla quale era emersa la necessità di rendere l’area accessibile anche ai disabili. Ma, si sa, la legge è legge, e per la Procura quello resta un abuso. E poco importa che a farne le spese saranno anziani e disabili per i quali era stato realizzato lo scivolo. Ovviamente funzionari regionali ed impresa esecutrice non ci stanno a finire nei guai, sotto processo per pochi metri di rampa. E così la Regione, effettuate le verifiche del caso, decide di avviare le procedure per «eliminare l’abuso». Di qui la nota che il responsabile del procedimento, Michele Palmieri, del dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali della Regione Campania scrive al sindaco di Forio, alla Capitaneria ed alla ditta incaricata, comunicando che «si provvederà alla demolizione delle opere ed al ripristino dello stato dei luoghi». I lavori di risanamento dovrebbero cominciare nelle prossime settimane. E chissà che all’arrivo delle ruspe non saranno stavolta i rappresentanti delle associazioni dei disabili che protesteranno legittimamente per la lesione del loro diritto ad avere accesso alla spiaggia superando le naturali barriere architettoniche. (Speranza Bandini – Il Mattino)

Forio. Tutti indagati per aver realizzato uno scivolo per disabili nei pressi dell’approdo di San Francesco: direttore dei lavori e impresa esecutrice delle opere finiscono nei guai per quella rampa a due passi dalla scogliera. Sembra una delle tante storie di ordinari abusi edilizi di cui sono piene le stanze della Procura, se non fosse per il fatto che, stavolta, il committente delle opere è la Regione e presunti responsabili dell’abuso sarebbero un ingegnere del Demanio marittimo, il direttore del cantiere, il proprietario e il direttore tecnico della ditta aggiudicatrice dell’appalto, che ha sede in provincia di Venezia. Tutto comincia agli inizi del 2011, quando vengono appaltate le «opere foranee del porto di Forio d’Ischia», che prevedono anche opere complementari come i lavori di sistemazione della scogliera in località San Francesco a Forio d’Ischia. Opere di competenza regionale, finanziate dalla Regione e concordate con il Comune. Come sempre accade in questi casi gli ambientalisti insorgono, i comitati di cittadini protestano e le carte finiscono in Procura a Napoli, trasmesse dalla locale Capitaneria di Porto. Sfilano avanti ai militari il responsabile regionale del progetto, l’ingegnere Renato Mennitti ed i vertici della impresa di costruzioni Fratelli Scuttari. I lavori, naturalmente, vengono fermati e, di fatto, non saranno più completati. La Capitaneria, guidata dal comandante Gennaro Amato, trasmette al pm della Procura di Napoli che coordina le indagini, il sostituto Claudio Basso, una dettagliata informativa dalla quale emerge la difformità delle opere realizzate ai grafici presentati in Soprintendenza e quindi approvati prima dei lavori stessi. Di fatto si tratta di un abuso edilizio. In pratica, provano a spiegare Regione e Comune, la difformità sussisterebbe solo rispetto ad uno scivolo per disabili di pochi metri di lunghezza, realizzato a seguito di una variante al progetto pare venuta fuori da una conferenza di servizi cui avevano partecipato tutti gli attori coinvolti e dalla quale era emersa la necessità di rendere l’area accessibile anche ai disabili. Ma, si sa, la legge è legge, e per la Procura quello resta un abuso. E poco importa che a farne le spese saranno anziani e disabili per i quali era stato realizzato lo scivolo. Ovviamente funzionari regionali ed impresa esecutrice non ci stanno a finire nei guai, sotto processo per pochi metri di rampa. E così la Regione, effettuate le verifiche del caso, decide di avviare le procedure per «eliminare l’abuso». Di qui la nota che il responsabile del procedimento, Michele Palmieri, del dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali della Regione Campania scrive al sindaco di Forio, alla Capitaneria ed alla ditta incaricata, comunicando che «si provvederà alla demolizione delle opere ed al ripristino dello stato dei luoghi». I lavori di risanamento dovrebbero cominciare nelle prossime settimane. E chissà che all’arrivo delle ruspe non saranno stavolta i rappresentanti delle associazioni dei disabili che protesteranno legittimamente per la lesione del loro diritto ad avere accesso alla spiaggia superando le naturali barriere architettoniche. (Speranza Bandini – Il Mattino)

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