Ricordo di Franco Califano, 30 marzo 2013 – 30 marzo 2014. A un anno della morte. di Pierfranco Bruni.

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Nota di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo un’affetuosa nota di ricordo su Franco Califano dello scrittore e poeta Pierfranco Bruni, Presidente Nazionale del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” e Responsabile del Progetto “Minoranze Linguistiche ed Etnie” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – Direzione Generale per i Beni Librari, le Biblioteche e il Diritto d’Autore.    

 

 

30 marzo 2013 – 30 marzo 2014

Il mio amico tra le parole e la poesia: FRANCO CALIFANO.

Ad un anno dalla morte. 

di Pierfranco Bruni

Ci sono ricordi che restano. Ci sono echi che hanno un senso e non smettono di camminare tra i dialoghi della vita e tutto si fa vicino ma anche osservato con una distanza contemplante. È  trascorso un anno dalla morte del mio amico Franco Califano. 30 marzo 2013 – 30 marzo 2014..
È stato un amico. È  stato un compagno nelle mie frequentazioni tra la poesia, quella dei poeti propriamente maledetti, e una certa poesia che si è sempre distaccata dalle accademie. Un poeta che è stato lungo i miei passi negli anni Settanta.
Nel mio libro a lui dedicato ho parlato anche di questo mio cercate tra le due parole onde di energia ma anche di superamento. Nel mio: “Franco Califano. Sulla punta di una matita non sono passati secoli” (Il Coscile), infatti, ho cercato, senza avere la necessità di trascrivere biografie passaggi di poesia e disegnare un orizzonte fatto soltanto di un immagi – nario di vita dentro la poesia. Un vocabolario di sentimenti raccogliendo onde di tempo e cifre di versi. Tutto il resto sarà sempre più noia oltre le circostanze e la misura dei nostri giorni.
Io ho considerato Califano sempre un poeta. Continuo a leggerlo attraverso queste spaziature. Ha dato al suono quell’ascolto necessario per viverlo intensamente in una parola marcatamente attraversata dalla liricità. Un menestrello? No.  Un saltimbanco? Ma non in termini crepuscolari (saltimbanco dell’anima mia). Un poeta che resta riferimento tra il tempo passato e il tempo che resta nel cammino che non conosciamo.
C’è sempre un possibile ritorno e non è detto che  ci sia negato il ritorno… È la malinconia…

 

Nota di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo un’affetuosa nota di ricordo su Franco Califano dello scrittore e poeta Pierfranco Bruni, Presidente Nazionale del Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi" e Responsabile del Progetto “Minoranze Linguistiche ed Etnie” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – Direzione Generale per i Beni Librari, le Biblioteche e il Diritto d’Autore.    

 

 

30 marzo 2013 – 30 marzo 2014

Il mio amico tra le parole e la poesia: FRANCO CALIFANO.

Ad un anno dalla morte. 

di Pierfranco Bruni

Ci sono ricordi che restano. Ci sono echi che hanno un senso e non smettono di camminare tra i dialoghi della vita e tutto si fa vicino ma anche osservato con una distanza contemplante. È  trascorso un anno dalla morte del mio amico Franco Califano. 30 marzo 2013 – 30 marzo 2014..
È stato un amico. È  stato un compagno nelle mie frequentazioni tra la poesia, quella dei poeti propriamente maledetti, e una certa poesia che si è sempre distaccata dalle accademie. Un poeta che è stato lungo i miei passi negli anni Settanta.
Nel mio libro a lui dedicato ho parlato anche di questo mio cercate tra le due parole onde di energia ma anche di superamento. Nel mio: "Franco Califano. Sulla punta di una matita non sono passati secoli" (Il Coscile), infatti, ho cercato, senza avere la necessità di trascrivere biografie passaggi di poesia e disegnare un orizzonte fatto soltanto di un immagi – nario di vita dentro la poesia. Un vocabolario di sentimenti raccogliendo onde di tempo e cifre di versi. Tutto il resto sarà sempre più noia oltre le circostanze e la misura dei nostri giorni.
Io ho considerato Califano sempre un poeta. Continuo a leggerlo attraverso queste spaziature. Ha dato al suono quell’ascolto necessario per viverlo intensamente in una parola marcatamente attraversata dalla liricità. Un menestrello? No.  Un saltimbanco? Ma non in termini crepuscolari (saltimbanco dell'anima mia). Un poeta che resta riferimento tra il tempo passato e il tempo che resta nel cammino che non conosciamo.
C'è sempre un possibile ritorno e non è detto che  ci sia negato il ritorno… È la malinconia…