Villa Fondi, commissione sabotata: il grande bluff della politica di Piano di Sorrento

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Piano di Sorrento. E’ un vero e proprio ammutinamento. Politico, ovviamente. Che non fa altro che alimentare ulteriori polemiche sul destino di Villa Fondi. Un gioiello da mesi al centro delle battaglie fra maggioranza e opposizione, che non trova pace né un programma totalmente pubblico di riqualificazione. La commissione consiliare che avrebbe dovuto produrre una proposta concreta per rilanciare il plesso culturale – istituita dopo il via libera del consiglio comunale di Piano di Sorrento, datato 27 dicembre scorso – ormai non c’è più. Certo, esiste sulla carta. Non nella vita reale. Si sono dimessi quasi tutti i componenti, in carica ne restano solamente due – i consiglieri di opposizione Vincenzo Iaccarino e Antonio D’Aniello – che attendono cenni e navigano senza rotta in attesa di novità anche dall’amministrazione. Una sorta di sabotaggio politico a dispetto delle intenzioni sbandierate al momento del «varo» dell’organo, cioè individuare entro tre mesi dall’insediamento del tavolo – quindi entro il prossimo mese di aprile – proposte di gestione per il futuro della struttura. Hanno sancito il loro addio dalla commissione i componenti eletti per conto della maggioranza del sindaco Giovanni Ruggiero: si tratta di Luigi Maresca, presidente del consiglio comunale di Piano di Sorrento, e Maurizio Gargiulo, già assessore al bilancio nella prima parte di mandato e rispedito al ruolo di consigliere (con delega ai project financing) dopo il rimpasto di un anno fa. Non hanno ufficialmente motivato la scelta di salutare la commissione a differenza dell’altro componente, il leader del gruppo di minoranza «In Primo Piano», Giovanni Iaccarino, che ha aperto di fatto la «crisi interna» all’organo sbattendo la porta perché, all’interno della commissione, erano cambiati gli equilibri politici che avevano originato l’istituzione del «pool». Tutto, a suo avviso, imputabile all’uscita dalla giunta municipale di Vincenzo Iaccarino, passato a sorpresa all’opposizione e, nel contempo, consigliere della commissione nominato su precisa indicazione della maggioranza. La minoranza – «acquisendo» l’ex assessore in squadra, affiancato nel tavolo per Villa Fondi da altri due «anti-Ruggiero», cioè D’Aniello e l’altro Iaccarino, Giovanni – avrebbe avuto i numeri necessari per dettare legge sull’argomento e mettere all’angolo l’amministrazione. Ma ha toppato complice una autoesclusione sorprendente, quella di Giovanni Iaccarino. Tutto ciò, ha comportato il flop della commissione. Nel giro di un mese, in teoria e se tutto funzionasse al meglio, ci dovrebbe essere la surroga dei consiglieri dimissionari con la produzione di una proposta progettuale e quindi la chiusura dei giochi. Ma appare abbastanza scontato che non ci saranno novità di rilievo sul fronte e dunque va a sfumare un’opportunità fortemente richiesta espressamente anche dalla gente. Basti pensare alla rivolta popolare che ci fu un’estate fa quando spuntò una cordata di imprenditori locali intenzionata a ottenere la gestione del plesso. Un project financing su cui l’amministrazione del sindaco Giovanni Ruggiero stava lavorando da tempo e respinto dal consiglio comunale che andò a recepire le istanze giunte anche dal comitato civico – coordinato da Mariella Nica – da sempre contrario a un passaggio «esterno» per la riqualificazione del sito. Tutto ciò mentre in città continuano a esserci voci sull’offerta che un’università sarebbe intenzionata a presentare all’attenzione dell’amministrazione. (Salvatore Dare – Metropolis)

Piano di Sorrento. E’ un vero e proprio ammutinamento. Politico, ovviamente. Che non fa altro che alimentare ulteriori polemiche sul destino di Villa Fondi. Un gioiello da mesi al centro delle battaglie fra maggioranza e opposizione, che non trova pace né un programma totalmente pubblico di riqualificazione. La commissione consiliare che avrebbe dovuto produrre una proposta concreta per rilanciare il plesso culturale – istituita dopo il via libera del consiglio comunale di Piano di Sorrento, datato 27 dicembre scorso – ormai non c’è più. Certo, esiste sulla carta. Non nella vita reale. Si sono dimessi quasi tutti i componenti, in carica ne restano solamente due – i consiglieri di opposizione Vincenzo Iaccarino e Antonio D’Aniello – che attendono cenni e navigano senza rotta in attesa di novità anche dall’amministrazione. Una sorta di sabotaggio politico a dispetto delle intenzioni sbandierate al momento del «varo» dell’organo, cioè individuare entro tre mesi dall’insediamento del tavolo – quindi entro il prossimo mese di aprile – proposte di gestione per il futuro della struttura. Hanno sancito il loro addio dalla commissione i componenti eletti per conto della maggioranza del sindaco Giovanni Ruggiero: si tratta di Luigi Maresca, presidente del consiglio comunale di Piano di Sorrento, e Maurizio Gargiulo, già assessore al bilancio nella prima parte di mandato e rispedito al ruolo di consigliere (con delega ai project financing) dopo il rimpasto di un anno fa. Non hanno ufficialmente motivato la scelta di salutare la commissione a differenza dell’altro componente, il leader del gruppo di minoranza «In Primo Piano», Giovanni Iaccarino, che ha aperto di fatto la «crisi interna» all’organo sbattendo la porta perché, all’interno della commissione, erano cambiati gli equilibri politici che avevano originato l’istituzione del «pool». Tutto, a suo avviso, imputabile all’uscita dalla giunta municipale di Vincenzo Iaccarino, passato a sorpresa all’opposizione e, nel contempo, consigliere della commissione nominato su precisa indicazione della maggioranza. La minoranza – «acquisendo» l’ex assessore in squadra, affiancato nel tavolo per Villa Fondi da altri due «anti-Ruggiero», cioè D’Aniello e l’altro Iaccarino, Giovanni – avrebbe avuto i numeri necessari per dettare legge sull’argomento e mettere all’angolo l’amministrazione. Ma ha toppato complice una autoesclusione sorprendente, quella di Giovanni Iaccarino. Tutto ciò, ha comportato il flop della commissione. Nel giro di un mese, in teoria e se tutto funzionasse al meglio, ci dovrebbe essere la surroga dei consiglieri dimissionari con la produzione di una proposta progettuale e quindi la chiusura dei giochi. Ma appare abbastanza scontato che non ci saranno novità di rilievo sul fronte e dunque va a sfumare un’opportunità fortemente richiesta espressamente anche dalla gente. Basti pensare alla rivolta popolare che ci fu un’estate fa quando spuntò una cordata di imprenditori locali intenzionata a ottenere la gestione del plesso. Un project financing su cui l’amministrazione del sindaco Giovanni Ruggiero stava lavorando da tempo e respinto dal consiglio comunale che andò a recepire le istanze giunte anche dal comitato civico – coordinato da Mariella Nica – da sempre contrario a un passaggio «esterno» per la riqualificazione del sito. Tutto ciò mentre in città continuano a esserci voci sull’offerta che un’università sarebbe intenzionata a presentare all’attenzione dell’amministrazione. (Salvatore Dare – Metropolis)