Il Giugliano si ritira dal campionato. Il patron della società annuncia l’addio al calcio dopo la maxi rissa di domenica

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Giugliano. Il Giugliano calcio si ritira dal campionato. Lo ha deciso ieri, dopo una pausa di riflessione durata 24 ore, il presidente del sodalizio gialloblù Salvatore Sestile. La squadra esce di scena, dunque, dopo l’indegna maxi rissa di domenica scorsa allo stadio Vallefuoco di Mugnano: quella che ha visto protagonisti alcuni ultras giuglianesi, cinque dei quali arrestati e processati per direttissima nella giornata di ieri. Le condanne, comminate dal giudice monocratico del tribunale Napoli nord di Aversa, vanno dagli otto ai dieci mesi e, per tutti, con pena sospesa. Dieci mesi per Salvatore Ronco, 28 anni, Ferruccio Pezzurro, 34 anni, e Luca Riccio, 23 anni, tutti pregiudicati, di cui due gravati dall’obbligo di firma per gli scontri anti-Tares dei mesi scorsi; otto mesi invece a Giovanni Dell’Aquila e Carmine Sabella, entrambi 21enni e incensurati. Il cerchio intorno ai primi tre teppisti, Ronco, Pezzurro e Riccio, si era stretto già nelle prime ore di lunedì. I primi ad intervenire erano stati gli agenti del commissariato di polizia di Giugliano, diretti dal vicequestore Pasquale Trocina, facendo leva sulle norme per l’arresto differito e dopo aver ricostruito, nel giro di poche ore, l’intero quadro probatorio. Altri due ultras sono stati poi assicurati alla giustizia dai carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretta dal capitano Francesco Piroddi. Salvatore Ronco, padre di due figli e dipendente di un supermercato a Giugliano, è il primo ultrà a recitare il mea culpa: «Chiedo scusa per quel che ho fatto, non lo farò mai più». Poi tocca a Ferruccio Pezzurro, disoccupato, con precedenti per atti osceni a Gela: «Sono sceso in campo soltanto per difendere i miei amici». Sul fronte sportivo, invece, la notizia più importante viene comunicata dal presidente del Giugliano Salvatore Sestile: «Ritiro la squadra dal campionato – spiega il patron – Lo faccio per una questione di etica sportiva, per rispetto di me stesso, dei miei collaboratori e dei colori del Giugliano. Sono stato tradito da una piccola parte della tifoseria». Il massimo dirigente del Giugliano ha sciolto la riserva e ora resta in attesa dei provvedimenti della giustizia sportiva. Le minacce e l’aggressione ai giocatori della Virtus Volla hanno lasciato un segno indelebile nell’uomo che, da oltre quindici anni, è proprietario del sodalizio gialloblu. «Non me la sento di proseguire, sarebbe inutile: ci fermiamo qua». Non nasconde la sua amarezza il dg Saverio Ardolino: «Sono rammaricato – dice – perché eravamo ad un passo dal traguardo dei playoff. Non posso tuttavia che comprendere e rispettare la decisione assunta dal presidente». Sul versante Volla la rabbia e l’incredulità non sono ancora svanite. «Quel che mi ha sorpreso – argomenta il presidente Lorenzo Urbano – è stato l’atteggiamento dei carabinieri presenti sul campo. Abbiamo atteso per quasi un’ora che arrivassero i rinforzi». (Ferdinando Bocchetti – Il Mattino)  

Giugliano. Il Giugliano calcio si ritira dal campionato. Lo ha deciso ieri, dopo una pausa di riflessione durata 24 ore, il presidente del sodalizio gialloblù Salvatore Sestile. La squadra esce di scena, dunque, dopo l'indegna maxi rissa di domenica scorsa allo stadio Vallefuoco di Mugnano: quella che ha visto protagonisti alcuni ultras giuglianesi, cinque dei quali arrestati e processati per direttissima nella giornata di ieri. Le condanne, comminate dal giudice monocratico del tribunale Napoli nord di Aversa, vanno dagli otto ai dieci mesi e, per tutti, con pena sospesa. Dieci mesi per Salvatore Ronco, 28 anni, Ferruccio Pezzurro, 34 anni, e Luca Riccio, 23 anni, tutti pregiudicati, di cui due gravati dall'obbligo di firma per gli scontri anti-Tares dei mesi scorsi; otto mesi invece a Giovanni Dell'Aquila e Carmine Sabella, entrambi 21enni e incensurati. Il cerchio intorno ai primi tre teppisti, Ronco, Pezzurro e Riccio, si era stretto già nelle prime ore di lunedì. I primi ad intervenire erano stati gli agenti del commissariato di polizia di Giugliano, diretti dal vicequestore Pasquale Trocina, facendo leva sulle norme per l'arresto differito e dopo aver ricostruito, nel giro di poche ore, l'intero quadro probatorio. Altri due ultras sono stati poi assicurati alla giustizia dai carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretta dal capitano Francesco Piroddi. Salvatore Ronco, padre di due figli e dipendente di un supermercato a Giugliano, è il primo ultrà a recitare il mea culpa: «Chiedo scusa per quel che ho fatto, non lo farò mai più». Poi tocca a Ferruccio Pezzurro, disoccupato, con precedenti per atti osceni a Gela: «Sono sceso in campo soltanto per difendere i miei amici». Sul fronte sportivo, invece, la notizia più importante viene comunicata dal presidente del Giugliano Salvatore Sestile: «Ritiro la squadra dal campionato – spiega il patron – Lo faccio per una questione di etica sportiva, per rispetto di me stesso, dei miei collaboratori e dei colori del Giugliano. Sono stato tradito da una piccola parte della tifoseria». Il massimo dirigente del Giugliano ha sciolto la riserva e ora resta in attesa dei provvedimenti della giustizia sportiva. Le minacce e l'aggressione ai giocatori della Virtus Volla hanno lasciato un segno indelebile nell'uomo che, da oltre quindici anni, è proprietario del sodalizio gialloblu. «Non me la sento di proseguire, sarebbe inutile: ci fermiamo qua». Non nasconde la sua amarezza il dg Saverio Ardolino: «Sono rammaricato – dice – perché eravamo ad un passo dal traguardo dei playoff. Non posso tuttavia che comprendere e rispettare la decisione assunta dal presidente». Sul versante Volla la rabbia e l'incredulità non sono ancora svanite. «Quel che mi ha sorpreso – argomenta il presidente Lorenzo Urbano – è stato l'atteggiamento dei carabinieri presenti sul campo. Abbiamo atteso per quasi un'ora che arrivassero i rinforzi». (Ferdinando Bocchetti – Il Mattino)