Scala irregolarità sulla TARES esposto della CODACONS alla Corte dei Conti

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ANTEPRIMA Un cospicuo gruppo di cittadini di Scala in Costiera Amalfitana, dopo avere acquisito la documentazione amministrativa necessaria, ha denunciato il fatto che la TARES nel Comune di Scala, ha comportato in buona sostanza non solo un aumento dei costi del servizio che non trova giustificazione nel piano finanziario predisposto dal Comune ma anche nella realtà stessa dell’ambito territoriale del comune di Scala,  dove permangono le medesime criticità degli anni precedenti. “Gli aumenti” – afferma l’Avv. Raffaella D’Angelo dell’Ufficio Legale Regionale del Codacons – “oltre a non trovare alcuna rispondenza nella realtà dei fatti, visto che il servizio reso non ha subito alcuna variazione o miglioramento rispetto agli anni precedenti, in realtà non trova alcuna giustificazione nemmeno nel “PIANO FINANZIARIO PER LA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE PER IL TRIBUTO SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI PER L’ANNO 2013”, redatto con esclusivo riferimento ai costi di gestione del servizio, senz’alcuna giustificazione delle voci introdotte e dei dati di riferimento necessari per il calcolo delle tariffe così come prescritto dall’art. 8 del DPR n. 158/1999” “Il comune di Scala inoltre” – continua l’Avv. D’Angelo – “diversamente da quel che prevede la normativa, nelle disposizioni al riguardo, non ha mai inteso approvare alcun REGOLAMENTO per la determinazione, modalità ed applicazione del tributo in questione, ritenendo ciò, addirittura “INOPPORTUNO” (cfr delibera 30.09.2013 n. 26)”. Naturalmente la mancanza di un regolamento, inoltre, attesa la mancanza di disposizioni al riguardo, determina: 1) l’omessa contemplazione della tariffa da calcolarsi in misura giornaliera, per tutte quelle ipotesi previste. Tale mancanza comporta un grave danno per l’erario comunale ed una disparità di trattamento in peius per la popolazione recensita nelle situazioni diversamente indicate. 2) che non vengono previste esenzioni e/o agevolazioni per situazioni particolari, legate al reddito familiare, alle condizioni di salute ed all’età della popolazione residente. Ciò comporta una grave mancanza ed un ingiustizia a discapito delle fasce più deboli della popolazione. 3) Infine che, contrariamente a quanto previsto dalla normativa, la quota fissa del tributo, per quanto riguarda le utenze domestiche, viene calcolata sul numero di occupanti e non sulle dimensioni dell’area occupata. In tal modo si giunge al paradosso della previsione di una tariffa inferiore per appartamenti di lusso e di grandi dimensioni occupati da un minor numero di abitanti rispetto a famiglie numerose residenti in appartamenti molto piccoli. “Per tutto quanto esposto” – conclude l’Avv. D’Angelo – “il CODACONS interviene con un esposto indirizzato alla Procura Regionale della CORTE DEI CONTI DELLA CAMPANIA evidenziando che il Comune di Scala “in tale contesto si è reso responsabile di gravi comportamenti anche omissivi contrari a buona fede, correttezza e lealtà oltremodo illegittimi e lesivi dei diritti dei suoi contribuenti :”

ANTEPRIMA Un cospicuo gruppo di cittadini di Scala in Costiera Amalfitana, dopo avere acquisito la documentazione amministrativa necessaria, ha denunciato il fatto che la TARES nel Comune di Scala, ha comportato in buona sostanza non solo un aumento dei costi del servizio che non trova giustificazione nel piano finanziario predisposto dal Comune ma anche nella realtà stessa dell’ambito territoriale del comune di Scala,  dove permangono le medesime criticità degli anni precedenti. “Gli aumenti” – afferma l’Avv. Raffaella D’Angelo dell’Ufficio Legale Regionale del Codacons – “oltre a non trovare alcuna rispondenza nella realtà dei fatti, visto che il servizio reso non ha subito alcuna variazione o miglioramento rispetto agli anni precedenti, in realtà non trova alcuna giustificazione nemmeno nel “PIANO FINANZIARIO PER LA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE PER IL TRIBUTO SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI PER L’ANNO 2013”, redatto con esclusivo riferimento ai costi di gestione del servizio, senz’alcuna giustificazione delle voci introdotte e dei dati di riferimento necessari per il calcolo delle tariffe così come prescritto dall’art. 8 del DPR n. 158/1999” “Il comune di Scala inoltre” – continua l’Avv. D’Angelo – “diversamente da quel che prevede la normativa, nelle disposizioni al riguardo, non ha mai inteso approvare alcun REGOLAMENTO per la determinazione, modalità ed applicazione del tributo in questione, ritenendo ciò, addirittura “INOPPORTUNO” (cfr delibera 30.09.2013 n. 26)”. Naturalmente la mancanza di un regolamento, inoltre, attesa la mancanza di disposizioni al riguardo, determina: 1) l’omessa contemplazione della tariffa da calcolarsi in misura giornaliera, per tutte quelle ipotesi previste. Tale mancanza comporta un grave danno per l’erario comunale ed una disparità di trattamento in peius per la popolazione recensita nelle situazioni diversamente indicate. 2) che non vengono previste esenzioni e/o agevolazioni per situazioni particolari, legate al reddito familiare, alle condizioni di salute ed all’età della popolazione residente. Ciò comporta una grave mancanza ed un ingiustizia a discapito delle fasce più deboli della popolazione. 3) Infine che, contrariamente a quanto previsto dalla normativa, la quota fissa del tributo, per quanto riguarda le utenze domestiche, viene calcolata sul numero di occupanti e non sulle dimensioni dell’area occupata. In tal modo si giunge al paradosso della previsione di una tariffa inferiore per appartamenti di lusso e di grandi dimensioni occupati da un minor numero di abitanti rispetto a famiglie numerose residenti in appartamenti molto piccoli. “Per tutto quanto esposto” – conclude l’Avv. D’Angelo – “il CODACONS interviene con un esposto indirizzato alla Procura Regionale della CORTE DEI CONTI DELLA CAMPANIA evidenziando che il Comune di Scala “in tale contesto si è reso responsabile di gravi comportamenti anche omissivi contrari a buona fede, correttezza e lealtà oltremodo illegittimi e lesivi dei diritti dei suoi contribuenti :”

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