Aereo scomparso, premier australiano: forse individuati 2 oggetti

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SIDNEY – Il primo ministro australiano ha annunciato giovedì che sono stati rilevati dai satelliti due oggetti “forse legati” all’aereo malese MH370, scomparso 12 giorni fa con 239 persone a bordo mentre viaggiava fra Kuala Lumpur e Pechino. Si trovano a 2.500 chilometri a sud ovest di Perth, e il più grande misura 24 metri. Alcuni aerei di ricerca si stanno dirigendo verso l’area in questione per verificare le informazioni satellitari.

Il premier Tony Abbott ha detto in parlamento che l’Autorità australiana della sicurezza marittima ha ricevuto informazioni “nuove e credibili… basate su dati satellitari, di oggetti che potrebbero essere legati alle ricerche… Dopo l’analisi di queste immagini satellitari, due oggetti eventualmente legati alle ricerche sono stati identificati”.

“Gli oggetti sono relativamente sfocati. Sono oggetti di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L’altro è più piccolo” ha detto John Young, un responsabile dell’Autorità australiana della sicurezza marittima (Amsa), nel corso di una conferenza stampa.

“E’ una pista, probabilmente la migliore pista che abbiamo al momento – ha continuato Young – ma bisogna che andiamo sul posto… per sapere se vale qualcosa o no”.

Il ministro dei Trasporti malese, Hishammuddin Hussein, commentando la notizia proveniente dall’Australia ha detto che “ogni pista rappresenta una speranza”, ma “dobbiamo essere coerenti. Noi vogliamo verificare, noi vogliamo sostenere con prove”.

Intanto l’Fbi statunitense sta collaborando con la Malaysia e sta analizzando il simulatore di volo costruito e utilizzato dal pilota dell’aereo scomparso. In particolare alcuni file sono stati cancellati, cosa inusuale in programmi del genere. Potrebbero quindi contenere tracce su possibili esercitazioni sospette compiute dal pilota prima dell’ultimo volo.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Obama, che ha definito una priorità scoprire cosa sia successo all’aereo della Malaysia Airlines. “Ogni risorsa disponibile viene impiegata”, ha detto Obama nel suo primo commento sulla vicenda durante un’intervista televisiva. “Ci vorrà tempo – ha detto – a causa della dimensione dell’area delle ricerche, ma gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con la Malaysia”.

I parenti dei 153 passeggeri di Nazionalità cinese a bordo dell’aereo della Malaysia airlines hanno protestato in un Hotel vicino l’aeroporto a Kuala Lumpur, lamentano la “pessima” gestione della situazione. Le autorità malesiane sono state accusate di non divulgare tutte le informazioni e di non fare abbastanza per ritrovare l’aereo. Simili proteste anche a Pechino, dove alcuni parenti dei passeggeri scomparsi hanno minacciato lo sciopero della fame dopo aver incontrato ieri un rappresentante della Malaysia Airlines.

Sul piano delle indagini l’aereo cambiò rotta non a seguito di una virata manuale, ma di un cambiamento delle coordinate di volo sul computer di bordo, secondo fonti americane al New York Times. Dunque, chiunque abbia preso il controllo del velivolo doveva essere esperto dei sistemi di volo e pratico nell’inserire nuovi dati nel Flight Management System.

LA REPUBBLICA.ITSIDNEY – Il primo ministro australiano ha annunciato giovedì che sono stati rilevati dai satelliti due oggetti “forse legati” all’aereo malese MH370, scomparso 12 giorni fa con 239 persone a bordo mentre viaggiava fra Kuala Lumpur e Pechino. Si trovano a 2.500 chilometri a sud ovest di Perth, e il più grande misura 24 metri. Alcuni aerei di ricerca si stanno dirigendo verso l’area in questione per verificare le informazioni satellitari.

Il premier Tony Abbott ha detto in parlamento che l’Autorità australiana della sicurezza marittima ha ricevuto informazioni “nuove e credibili… basate su dati satellitari, di oggetti che potrebbero essere legati alle ricerche… Dopo l’analisi di queste immagini satellitari, due oggetti eventualmente legati alle ricerche sono stati identificati”.

“Gli oggetti sono relativamente sfocati. Sono oggetti di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L’altro è più piccolo” ha detto John Young, un responsabile dell’Autorità australiana della sicurezza marittima (Amsa), nel corso di una conferenza stampa.

“E’ una pista, probabilmente la migliore pista che abbiamo al momento – ha continuato Young – ma bisogna che andiamo sul posto… per sapere se vale qualcosa o no”.

Il ministro dei Trasporti malese, Hishammuddin Hussein, commentando la notizia proveniente dall’Australia ha detto che “ogni pista rappresenta una speranza”, ma “dobbiamo essere coerenti. Noi vogliamo verificare, noi vogliamo sostenere con prove”.

Intanto l’Fbi statunitense sta collaborando con la Malaysia e sta analizzando il simulatore di volo costruito e utilizzato dal pilota dell’aereo scomparso. In particolare alcuni file sono stati cancellati, cosa inusuale in programmi del genere. Potrebbero quindi contenere tracce su possibili esercitazioni sospette compiute dal pilota prima dell’ultimo volo.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Obama, che ha definito una priorità scoprire cosa sia successo all’aereo della Malaysia Airlines. “Ogni risorsa disponibile viene impiegata”, ha detto Obama nel suo primo commento sulla vicenda durante un’intervista televisiva. “Ci vorrà tempo – ha detto – a causa della dimensione dell’area delle ricerche, ma gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con la Malaysia”.

I parenti dei 153 passeggeri di Nazionalità cinese a bordo dell’aereo della Malaysia airlines hanno protestato in un Hotel vicino l’aeroporto a Kuala Lumpur, lamentano la “pessima” gestione della situazione. Le autorità malesiane sono state accusate di non divulgare tutte le informazioni e di non fare abbastanza per ritrovare l’aereo. Simili proteste anche a Pechino, dove alcuni parenti dei passeggeri scomparsi hanno minacciato lo sciopero della fame dopo aver incontrato ieri un rappresentante della Malaysia Airlines.

Sul piano delle indagini l’aereo cambiò rotta non a seguito di una virata manuale, ma di un cambiamento delle coordinate di volo sul computer di bordo, secondo fonti americane al New York Times. Dunque, chiunque abbia preso il controllo del velivolo doveva essere esperto dei sistemi di volo e pratico nell’inserire nuovi dati nel Flight Management System.

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