Sant’Agnello la riqualificazione della Piazza vista da Tonino De Angelis

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Positanonews, giornale della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, sta seguendo i lavori a Sant’Agnello per la riqualificazione  della Piazza ecco come la vede  Tonino De Angelis  Ieri l’amico Lucio Esposito ha postato sulla mia pagina Fb un suo articolo di P.N. con ivi alcune tavole grafiche con foto relative al progetto di sistemazione di Piazza S.Agnello http://www.positanonews.it/articolo/133307/riqualificazione-della-piazza-di-sant-agnello-video-intervista del che lo ringrazio molto come sempre. Nel suo invio leggo (sebbene con sottaciuta delicatezza) la sollecitazione affinché io aggiungessi qualcosa. Ebbene dico immediatamente che ho constatato con molta soddisfazione l’inizio dei lavori sulla piazza antistante la chiesa madre e con molto piacere ho potuto visionare alcuni elementi del progetto. Questo lavoro per quanto mi riguarda era atteso da circa cinquanta anni. Infatti intorno al 1963 (era sindaco il comm. Rito Maresca, assessore all’edilizia il geom. Giorgio Iacono) travolti (come ancora oggi accade) dal sacro furore innovativo fu deciso (come ancora oggi accade) , senza una precisa valutazione dei risultati, di smantellare l’assetto della piazza per una sua “più decorosa sistemazione”. Erano ancora in corso i lavori, si erano già registrati i dissensi in consiglio comunale da parte della minoranza (ing. Aldo Bellone, Avv. Salvatore Anastasio, Pietro Del Giudice, Luigione Castellano ecc.). quando ci si accorse del flop; e allora tutti a dire che si trattava di una “soluzione provvisoria”. E poiché in Italia non c’è nulla di più stabile della provvisorietà e niente più duratura della precarietà, ecco che per porre rimedio a quello spreco di risorse c’è voluto circa mezzo secolo! Oggi non si parla più di sistemazione bensì di riqualificazione, il che la dice lunga su quel negativo risultato. Che cosa ha fatto allora l’amministrazione comunale? Ha giustamente deciso di ripristinare i luoghi, tutto come prima: il monumento davanti al fondo marmorio (fortunatamente era ancora lì) e gli alberi nella stessa medesima posizione di prima. Il risultato dopo 50 anni ci riporta al punto di partenza, ciò in omaggio alla “lungimiranza” dei nostri amministratori anche del passato. Ma quanto è costato tutto questo? E’ costato l’importo allegramente sperperato a suo tempo, con l’aggiunta delle somme dilapidate una quindicina di anni fa, quando per la fantasia (o il libito) di un assessore ignorante venivano estirpate le piante di arancio amaro (unico elemento coerente con l’ambiente) per sostituirle con varietà di palme estranee non solo all’ambiente sorrentino ma al paesaggio italiano. Ora si spendono altri soldi per la rimessa in pristino. Naturalmente in questo caso siamo stati fortunati perché le condizione del ripristino si sono conservate; ma come faremo in futuro per riparare ai tanti guasti che le odierne opere pubbliche stanno provocando e provocheranno, come faremo per ripristinare le tante distruzioni irreversibili nel territorio estirpato e cementificato? sulle marine dove ancora in questi giorni si cementificano gli arenili e via elencando. Se ci pensiamo gli errori degli anni Sessanta sono bazzecole di fronte agli sconvolgimenti dei giorni nostri attuati spesso con l’applauso delle popolazioni.
Per tornare a Piazza S.Agnello ancora un auspicio e un consiglio. L’auspicio: mi auguro che le piante previste nel giardinetto (non ho letto la relazione dove certamente ci sono i dettagli) siano state scelte con acume onde evitarne la ripiantumazione fra qualche anno, magari per i capricci di qualche amministratore o per i fastidi patiti da qualche dirimpettaio; auguro alle novelle essenze di poter crescere in pace e diventare adulte come quelle estirpate senza troppi complimenti negli anni Sessanta. L’invito: ora che la facciata del fabbricato lato sud sarà liberata dalla vista della statua, qualcuno (magari in sede di concessione in sanatoria) voglia prescrivere a quei proprietari di adeguare le finestrelle di sottotetto, magari trasformate in più credibili oblò in posizione più consona al decoro della facciata così in vista ed ora così mortificata. Ringrazio Lucio Esposito per avermi dato questa possibilità e nello stesso tempo lo prego di non postarmi altri progetti su cui non posso garantire la mia pazienza.

Positanonews, giornale della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, sta seguendo i lavori a Sant'Agnello per la riqualificazione  della Piazza ecco come la vede  Tonino De Angelis  Ieri l'amico Lucio Esposito ha postato sulla mia pagina Fb un suo articolo di P.N. con ivi alcune tavole grafiche con foto relative al progetto di sistemazione di Piazza S.Agnello http://www.positanonews.it/articolo/133307/riqualificazione-della-piazza-di-sant-agnello-video-intervista del che lo ringrazio molto come sempre. Nel suo invio leggo (sebbene con sottaciuta delicatezza) la sollecitazione affinché io aggiungessi qualcosa. Ebbene dico immediatamente che ho constatato con molta soddisfazione l’inizio dei lavori sulla piazza antistante la chiesa madre e con molto piacere ho potuto visionare alcuni elementi del progetto. Questo lavoro per quanto mi riguarda era atteso da circa cinquanta anni. Infatti intorno al 1963 (era sindaco il comm. Rito Maresca, assessore all’edilizia il geom. Giorgio Iacono) travolti (come ancora oggi accade) dal sacro furore innovativo fu deciso (come ancora oggi accade) , senza una precisa valutazione dei risultati, di smantellare l’assetto della piazza per una sua “più decorosa sistemazione”. Erano ancora in corso i lavori, si erano già registrati i dissensi in consiglio comunale da parte della minoranza (ing. Aldo Bellone, Avv. Salvatore Anastasio, Pietro Del Giudice, Luigione Castellano ecc.). quando ci si accorse del flop; e allora tutti a dire che si trattava di una “soluzione provvisoria”. E poiché in Italia non c’è nulla di più stabile della provvisorietà e niente più duratura della precarietà, ecco che per porre rimedio a quello spreco di risorse c’è voluto circa mezzo secolo! Oggi non si parla più di sistemazione bensì di riqualificazione, il che la dice lunga su quel negativo risultato. Che cosa ha fatto allora l’amministrazione comunale? Ha giustamente deciso di ripristinare i luoghi, tutto come prima: il monumento davanti al fondo marmorio (fortunatamente era ancora lì) e gli alberi nella stessa medesima posizione di prima. Il risultato dopo 50 anni ci riporta al punto di partenza, ciò in omaggio alla “lungimiranza” dei nostri amministratori anche del passato. Ma quanto è costato tutto questo? E’ costato l’importo allegramente sperperato a suo tempo, con l'aggiunta delle somme dilapidate una quindicina di anni fa, quando per la fantasia (o il libito) di un assessore ignorante venivano estirpate le piante di arancio amaro (unico elemento coerente con l’ambiente) per sostituirle con varietà di palme estranee non solo all’ambiente sorrentino ma al paesaggio italiano. Ora si spendono altri soldi per la rimessa in pristino. Naturalmente in questo caso siamo stati fortunati perché le condizione del ripristino si sono conservate; ma come faremo in futuro per riparare ai tanti guasti che le odierne opere pubbliche stanno provocando e provocheranno, come faremo per ripristinare le tante distruzioni irreversibili nel territorio estirpato e cementificato? sulle marine dove ancora in questi giorni si cementificano gli arenili e via elencando. Se ci pensiamo gli errori degli anni Sessanta sono bazzecole di fronte agli sconvolgimenti dei giorni nostri attuati spesso con l’applauso delle popolazioni.
Per tornare a Piazza S.Agnello ancora un auspicio e un consiglio. L’auspicio: mi auguro che le piante previste nel giardinetto (non ho letto la relazione dove certamente ci sono i dettagli) siano state scelte con acume onde evitarne la ripiantumazione fra qualche anno, magari per i capricci di qualche amministratore o per i fastidi patiti da qualche dirimpettaio; auguro alle novelle essenze di poter crescere in pace e diventare adulte come quelle estirpate senza troppi complimenti negli anni Sessanta. L’invito: ora che la facciata del fabbricato lato sud sarà liberata dalla vista della statua, qualcuno (magari in sede di concessione in sanatoria) voglia prescrivere a quei proprietari di adeguare le finestrelle di sottotetto, magari trasformate in più credibili oblò in posizione più consona al decoro della facciata così in vista ed ora così mortificata. Ringrazio Lucio Esposito per avermi dato questa possibilità e nello stesso tempo lo prego di non postarmi altri progetti su cui non posso garantire la mia pazienza.