NOCERA INFERIORE: PRESUNTO CASO DI INFLUENZA SUINA

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Sospetta febbre H1N1 all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Si è reso necessario il trasferimento d’urgenza al “Cotugno” di Napoli per un trentanovenne originario del Napoletano. L’uomo era arrivato a metà della scorsa settimana in viale San Francesco in preda a febbre alta, spasmi e difficoltà respiratorie. Un caso abbastanza delicato non solo per la successiva diagnosi, ma anche perché si trattava di un paziente con esigenze particolari. L’uomo, infatti, pesava all’incirca due quintali e, dunque, già bisognoso di particolari attenzioni. All’inizio era stato sistemato in camera con altri pazienti del reparto nocerino di malattie infettive, poi, da venerdì, era stato messo in isolamento in attesa di ulteriori accertamenti. Sabato, infine, è stato disposto il trasferimento a Napoli. Per i medici del presidio sanitario nocerino si trattava di una sospetta febbre suina mutata nel pericolosissimo virus H1N1. Una forma influenzale virale molto rara in questo territorio che si è insidiata nell’organismo del trentanovenne grazie anche alle sue compromesse condizioni di salute ed a un sistema immunitario debole. Una volta compresa la gravità del caso è stato disposto il trasferimento e la procedura di profilassi per il personale venuto a contatto con l’uomo. Il direttore sanitario, Maurizio D’Ambrosio, che ha seguito passo passo il procedere delle operazioni mediche, ha disposto la profilassi obbligatoria per tutto il personale del reparto di malattie infettive, per i medici e paramedici entrati in contatto con l’uomo al pronto soccorso, in radiologia e quanti hanno svolto consulenze mediche per capire di cosa si trattava. Profilassi anche per alcuni sanitari della cardiologia e per gli ausiliari e addetti alla logistica del CNS che hanno trasportato da un reparto all’altro il paziente. Tutte queste persone dovranno assumere una compressa al giorno di un potente antivirale, la cui prescrizione è direttamente in capo alla direzione sanitaria, per dieci giorni. Nonostante la gravità del caso, che ora è al vaglio dei medici partenopei, non ci sarebbe alcun pericolo per la collettività.
fonte lacittadisalerno.itSospetta febbre H1N1 all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Si è reso necessario il trasferimento d’urgenza al “Cotugno” di Napoli per un trentanovenne originario del Napoletano. L’uomo era arrivato a metà della scorsa settimana in viale San Francesco in preda a febbre alta, spasmi e difficoltà respiratorie. Un caso abbastanza delicato non solo per la successiva diagnosi, ma anche perché si trattava di un paziente con esigenze particolari. L’uomo, infatti, pesava all’incirca due quintali e, dunque, già bisognoso di particolari attenzioni. All’inizio era stato sistemato in camera con altri pazienti del reparto nocerino di malattie infettive, poi, da venerdì, era stato messo in isolamento in attesa di ulteriori accertamenti. Sabato, infine, è stato disposto il trasferimento a Napoli. Per i medici del presidio sanitario nocerino si trattava di una sospetta febbre suina mutata nel pericolosissimo virus H1N1. Una forma influenzale virale molto rara in questo territorio che si è insidiata nell’organismo del trentanovenne grazie anche alle sue compromesse condizioni di salute ed a un sistema immunitario debole. Una volta compresa la gravità del caso è stato disposto il trasferimento e la procedura di profilassi per il personale venuto a contatto con l’uomo. Il direttore sanitario, Maurizio D’Ambrosio, che ha seguito passo passo il procedere delle operazioni mediche, ha disposto la profilassi obbligatoria per tutto il personale del reparto di malattie infettive, per i medici e paramedici entrati in contatto con l’uomo al pronto soccorso, in radiologia e quanti hanno svolto consulenze mediche per capire di cosa si trattava. Profilassi anche per alcuni sanitari della cardiologia e per gli ausiliari e addetti alla logistica del CNS che hanno trasportato da un reparto all’altro il paziente. Tutte queste persone dovranno assumere una compressa al giorno di un potente antivirale, la cui prescrizione è direttamente in capo alla direzione sanitaria, per dieci giorni. Nonostante la gravità del caso, che ora è al vaglio dei medici partenopei, non ci sarebbe alcun pericolo per la collettività.
fonte lacittadisalerno.it