Neonato abbandonato in una busta in circumvesuviana

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Assurdo Ritrovamento choc in uno dei vagoni della Circumvesuviana nella stazione di Baiano, in provincia di Avellino. Un neonato è stato trovato a bordo del treno, abbandonato. Il bimbo ha 3 o 4 giorni e non è in pericolo di vita. Si trova ora nell’ospedale Moscatì di Avellino, dove è stato accolto nel reparto di neonatologia, diretto dalla dottoressa Lucia Amatucci. Il personale presente all’ospedale, che lo sta sottoponendo a tutti gli esami necessari, ha scelto per lui il nome Carmine. Pesa 2,450 chili e ha ancora il cordone ombelicale attaccato. I carabinieri, intervenuti già alla stazione di Baiano e ora presenti all’ospedale, indagano su quanto avvenuto. Il treno Metrostar della Circumvesuviana sul quale è stato trovato il piccolo Carmine è dotato di servizio di videosorveglianza e questo dovrebbe aiutare i militari dell’Arma nell’individuazione di chi ha lasciato il piccolo sotto un seggiolino della carrozza, all’interno di una busta rigida. «Nella mia carriera in treno ho trovato di tutto, dai telefonini alla spesa di pesce. Chi l’avrebbe mai immaginato che un giorno avremmo trovato un bambino». Antonio, baffi neri e ampio sorriso, stempera con un battuta la tensione delle ultime ore. Insieme ai colleghi Corrado e Raffaele è nella guardiola della stazione di Baiano. Per i tre impiegati dell’azienda di trasporto su ferro che con le sue linee collega il Baianese con il capoluogo partenopeo è stata una giornata particolare, di cui raccontano ogni dettaglio con emozione e un pensiero costante a quel bimbo senza nome, tirato fuori da una busta della spesa. Il più commosso è Raffaele, 42 anni e un lavoro da pulitore. Lui, per intenderci, è quello che, quando il treno della Circumvesuviana arriva al capolinea, pulisce i vagoni e in qualche caso consegna oggetti smarriti tra i sedili delle carrozze: libri, cellulari, addirittura vestiti. Raffaele era a Baiano per compiere il suo turno. Alle 14,17, orario di arrivo del Metrostar Etr 839 proveniente da Napoli, è salito sulla carrozza di coda: «Dopo qualche minuto il macchinista mi ha chiamato. C’era un fagotto sotto un seggiolino, lo aveva tirato fuori. Sembrava un pacco normale, di quelli confezionati con la carta da supermercato. Poi abbiamo visto spuntare il visino di un bimbo. Era piccolissimo, di carnagione scura, sembrava rom. Respirava a fatica, con la bocca aperta, ed era coperto da un minuscolo scialle di lana e dalla giacca di un pigiama da adulto, che ne copriva in parte il viso. È stato scioccante». «Temevo morisse – ha spiegato Raffaele, ancora colpito dal ritrovamento – A quel punto abbiamo subito chiamato i soccorsi».

Assurdo Ritrovamento choc in uno dei vagoni della Circumvesuviana nella stazione di Baiano, in provincia di Avellino. Un neonato è stato trovato a bordo del treno, abbandonato. Il bimbo ha 3 o 4 giorni e non è in pericolo di vita. Si trova ora nell'ospedale Moscatì di Avellino, dove è stato accolto nel reparto di neonatologia, diretto dalla dottoressa Lucia Amatucci. Il personale presente all'ospedale, che lo sta sottoponendo a tutti gli esami necessari, ha scelto per lui il nome Carmine. Pesa 2,450 chili e ha ancora il cordone ombelicale attaccato. I carabinieri, intervenuti già alla stazione di Baiano e ora presenti all'ospedale, indagano su quanto avvenuto. Il treno Metrostar della Circumvesuviana sul quale è stato trovato il piccolo Carmine è dotato di servizio di videosorveglianza e questo dovrebbe aiutare i militari dell'Arma nell'individuazione di chi ha lasciato il piccolo sotto un seggiolino della carrozza, all'interno di una busta rigida. «Nella mia carriera in treno ho trovato di tutto, dai telefonini alla spesa di pesce. Chi l’avrebbe mai immaginato che un giorno avremmo trovato un bambino». Antonio, baffi neri e ampio sorriso, stempera con un battuta la tensione delle ultime ore. Insieme ai colleghi Corrado e Raffaele è nella guardiola della stazione di Baiano. Per i tre impiegati dell’azienda di trasporto su ferro che con le sue linee collega il Baianese con il capoluogo partenopeo è stata una giornata particolare, di cui raccontano ogni dettaglio con emozione e un pensiero costante a quel bimbo senza nome, tirato fuori da una busta della spesa. Il più commosso è Raffaele, 42 anni e un lavoro da pulitore. Lui, per intenderci, è quello che, quando il treno della Circumvesuviana arriva al capolinea, pulisce i vagoni e in qualche caso consegna oggetti smarriti tra i sedili delle carrozze: libri, cellulari, addirittura vestiti. Raffaele era a Baiano per compiere il suo turno. Alle 14,17, orario di arrivo del Metrostar Etr 839 proveniente da Napoli, è salito sulla carrozza di coda: «Dopo qualche minuto il macchinista mi ha chiamato. C’era un fagotto sotto un seggiolino, lo aveva tirato fuori. Sembrava un pacco normale, di quelli confezionati con la carta da supermercato. Poi abbiamo visto spuntare il visino di un bimbo. Era piccolissimo, di carnagione scura, sembrava rom. Respirava a fatica, con la bocca aperta, ed era coperto da un minuscolo scialle di lana e dalla giacca di un pigiama da adulto, che ne copriva in parte il viso. È stato scioccante». «Temevo morisse – ha spiegato Raffaele, ancora colpito dal ritrovamento – A quel punto abbiamo subito chiamato i soccorsi».