Juve Stabia, altro tonfo: la salvezza è un miraggio. Troppo forte il Palermo lanciato verso la serie A

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Nella notte del Romeo Menti si spengono, forse, le luci sulla stagione della Juve Stabia. È la capolista Palermo ad avere la meglio nel testacoda che allontana ancora di più la squadra di Braglia da un possibile sogno salvezza. L’impresa che diventa miracolo, il miracolo che diventa speranza, appesa ormai solo ad un lumicino. Troppo netto il divario tra la prima e l’ultima della classe, trentacinque punti di distacco tra Palermo e Juve Stabia che il campo, inesorabile, sentenzia legittimi. Basta mezz’ora alla squadra di Iachini per archiviare la pratica stabiese e cominciare a pensare alla prossima sfida, sabato al Barbera con il Brescia. I gialloblù (impegnati ancora al Menti con la Ternana) restano legati alla B solo dalla matematica, con un finale di stagione da onorare in vista di una retrocessione che continua a materializzarsi settimana dopo settimana. Eppure ci aveva creduto, la Juve Stabia, almeno alla vigilia. Nonostante tutto. Braglia deve fare di necessità virtù. Fuori Lanzaro e De Falco per squalifica, il tecnico deve rinunciare anche a Contini per la frattura ad una mano e a Di Nunzio per noie muscolari. Squadra reinventata con un 4-3-1-2, con Ghiringelli centrale al fianco di Romeo, a centrocampo l’asse Djiby-Giandonato-Parigini a ridosso di Caserta, nel ruolo di rifinitore alle spalle delle due punte Di Carmine e Sowe. Nel Palermo, assenti Hernandez e Lafferty, rispettivamente per infortunio e squalifica, Iachini punta sulla coppia Vazquez-Dybala, lasciando in panchina Troianiello e confermando il 3-5-1-1 che consente ai rosanero di giocare praticamente a memoria. La differenza di valori tra le due compagini è allucinante, e si concretizza dopo appena due minuti: errore in retropassaggio di Maresca, Sowe fa trenta metri palla al piede, ma in area, a tu per tu con Sorrentino, spedisce sul fondo. Capovolgimento di fronte, Dybala sulla sinistra crossa centralmente, Romeo perde l’attimo, incerta l’uscita di Benassi e di testa Bolzoni fa 1-0. Il Palermo mostra i muscoli ed al 13’ il pugno del ko arriva in pieno volto. Punizione dalla destra dei rosanero: serie di batti e ribatti, irrompe ancora Bolzoni a due passi dalla rete per il 2-0 dei rosanero. La Juve Stabia non demorde, prova a restare in partita, ma al 22’ rischia il tracollo. Su angolo dei gialloblù è velocissima la ripartenza dei siciliani, Parigini è costretto a mettere giù Stevanovic. Sul dischetto del rigore si presenta Maresca che si fa ipnotizzare da Benassi che para a terra. Ma il tris è solo rinviato. È il 32’ quando Vazquez dialoga al limite dell’area con Dybala, prima di piazzare la sfera nell’angolino basso dove davvero nulla può l’estremo gialloblù. Come se non bastasse, in una serata tutta da dimenticare, arriva anche l’infortunio di Caserta, costretto ad uscire anzitempo, lasciando spazio a Suciu con Braglia che ridisegna la squadra con un 4-4-2 puro. Nella ripresa il Palermo si limita a non affondare il colpo, facendo tanto possesso palla. La squadra di Braglia torna in campo con la mente più sgombra, ma senza mai affacciarsi realmente dalle parti di Sorrentino. Finisce 3-0 per il Palermo, alla Juve Stabia il compito di provarci fino alla fine. Quattordici giornate e quarantadue punti in palio per non spegnere anche il lumicino della speranza. (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino)

Nella notte del Romeo Menti si spengono, forse, le luci sulla stagione della Juve Stabia. È la capolista Palermo ad avere la meglio nel testacoda che allontana ancora di più la squadra di Braglia da un possibile sogno salvezza. L’impresa che diventa miracolo, il miracolo che diventa speranza, appesa ormai solo ad un lumicino. Troppo netto il divario tra la prima e l’ultima della classe, trentacinque punti di distacco tra Palermo e Juve Stabia che il campo, inesorabile, sentenzia legittimi. Basta mezz’ora alla squadra di Iachini per archiviare la pratica stabiese e cominciare a pensare alla prossima sfida, sabato al Barbera con il Brescia. I gialloblù (impegnati ancora al Menti con la Ternana) restano legati alla B solo dalla matematica, con un finale di stagione da onorare in vista di una retrocessione che continua a materializzarsi settimana dopo settimana. Eppure ci aveva creduto, la Juve Stabia, almeno alla vigilia. Nonostante tutto. Braglia deve fare di necessità virtù. Fuori Lanzaro e De Falco per squalifica, il tecnico deve rinunciare anche a Contini per la frattura ad una mano e a Di Nunzio per noie muscolari. Squadra reinventata con un 4-3-1-2, con Ghiringelli centrale al fianco di Romeo, a centrocampo l’asse Djiby-Giandonato-Parigini a ridosso di Caserta, nel ruolo di rifinitore alle spalle delle due punte Di Carmine e Sowe. Nel Palermo, assenti Hernandez e Lafferty, rispettivamente per infortunio e squalifica, Iachini punta sulla coppia Vazquez-Dybala, lasciando in panchina Troianiello e confermando il 3-5-1-1 che consente ai rosanero di giocare praticamente a memoria. La differenza di valori tra le due compagini è allucinante, e si concretizza dopo appena due minuti: errore in retropassaggio di Maresca, Sowe fa trenta metri palla al piede, ma in area, a tu per tu con Sorrentino, spedisce sul fondo. Capovolgimento di fronte, Dybala sulla sinistra crossa centralmente, Romeo perde l’attimo, incerta l’uscita di Benassi e di testa Bolzoni fa 1-0. Il Palermo mostra i muscoli ed al 13’ il pugno del ko arriva in pieno volto. Punizione dalla destra dei rosanero: serie di batti e ribatti, irrompe ancora Bolzoni a due passi dalla rete per il 2-0 dei rosanero. La Juve Stabia non demorde, prova a restare in partita, ma al 22’ rischia il tracollo. Su angolo dei gialloblù è velocissima la ripartenza dei siciliani, Parigini è costretto a mettere giù Stevanovic. Sul dischetto del rigore si presenta Maresca che si fa ipnotizzare da Benassi che para a terra. Ma il tris è solo rinviato. È il 32’ quando Vazquez dialoga al limite dell’area con Dybala, prima di piazzare la sfera nell’angolino basso dove davvero nulla può l’estremo gialloblù. Come se non bastasse, in una serata tutta da dimenticare, arriva anche l’infortunio di Caserta, costretto ad uscire anzitempo, lasciando spazio a Suciu con Braglia che ridisegna la squadra con un 4-4-2 puro. Nella ripresa il Palermo si limita a non affondare il colpo, facendo tanto possesso palla. La squadra di Braglia torna in campo con la mente più sgombra, ma senza mai affacciarsi realmente dalle parti di Sorrentino. Finisce 3-0 per il Palermo, alla Juve Stabia il compito di provarci fino alla fine. Quattordici giornate e quarantadue punti in palio per non spegnere anche il lumicino della speranza. (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino)