Bangkok. Giallo aereo scomparso, ipotesi bomba. Sarebbe esploso in volo: greggio e detriti sospetti in acque vietnamite

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Bangkok. Ci sono detriti e scie di greggio sospette nelle acque di mare a sud del Vietnam, ma dopo oltre 40 ore di ricerche la realtà è che la scomparsa del volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino della Malaysia Airlines rimane un mistero. Una serie di elementi – quattro identità di passeggeri sospette e in un caso collegate tra loro, una probabile inversione di rotta poco prima di perdere i contatti con la torre di controllo – fa però propendere le autorità malaysiane sempre più verso l’ipotesi terroristica, tanto da aprire un’indagine in tal senso in collaborazione con l’Fbi, che ha inviato tre agenti nel Paese. Le possibilità di ritrovare superstiti tra le 239 persone a bordo scemano con il passare delle ore e la compagnia aerea ha ammesso di «temere il peggio». Dopo aver perlustrato oltre 20 mila chilometri quadrati di mare tra la Malaysia ed il Vietnam per due giorni, la task force multinazionale non ha ritrovato nessun elemento riconducibile senza dubbio al Boeing 777-200: dei frammenti sospetti individuati a 80 km dall’isola di Tho Chu sono indicati dal Vietnam come possibili resti dell’aereo, ma la Malaysia nega. Secondo una fonte vicina all’inchiesta – citata da alcuni media internazionali – l’aereo potrebbe essere esploso in volo: «il fatto che non si trovi ancora alcun rottame del velivolo potrebbe essere la dimostrazione che l’aereo si sia disintegrato a circa 35mila piedi di altezza», ha riferito. Se sia stata una bomba o un problema tecnico a causare l’esplosione ancora non è chiaro, ha aggiunto la fonte. L’attenzione si concentra allora sulla lista dei dispersi, tra i quali figurano quattro sospetti: due persone che viaggiavano con passaporti europei rubati – tra cui quello dell’italiano Luigi Maraldi – ed altre due di nazionalità non specificata. Tutti avevano comprato i biglietti tramite la compagnia China Southern Airlines, nel caso dei due passaporti fraudolenti addirittura con un acquisto combinato dalla Thailandia. E dato che i radar dell’aeronautica di Kuala Lumpur hanno rilevato una «possibilità reale» di inversione di rotta del Boeing nei suoi ultimi minuti di volo, l’ipotesi del terrorismo si è fatta progressivamente strada. Il fatto che un aereo considerato iper-sicuro (un solo incidente fatale in 19 anni di voli) abbia un cedimento strutturale nella fase di crociera, dove statisticamente ci sono meno problemi, è infatti una possibilità incredibilmente remota. Il volo MH370 è sparito senza che l’esperto pilota – 32 anni di esperienza – lanciasse alcun messaggio di allerta. D’altra parte, la circostanza dei passaporti falsi non significa necessariamente che si tratti di terrorismo: il mercato dei documenti d’identità rubati nel Sud-est asiatico è florido e spesso viene utilizzato da aspiranti immigrati di nazionalità che fanno fatica ad ottenere dei visti per Paesi ambiti. Il «Maraldi» e l’austriaco «Kozel» avevano davanti una sosta di 10 ore a Pechino, prima di proseguire rispettivamente per Amsterdam e Francoforte. I rari precedenti di misteriose sparizioni di aerei fanno pensare che potrebbero essere necessarie lunghe ricerche prima di arrivare a qualche certezza; nel 2009, quando un volo Air France da Rio de Janeiro a Parigi scomparve sopra l’Atlantico, ci vollero due anni per ritrovare i suoi resti. Nel frattempo, le famiglie dei dispersi – di 14 nazionalità, tra cui 153 cinesi –stanno ormai perdendo le speranze. E il settore del trasporto aereo internazionale si chiede quanto sia facile per delinquenti o terroristi volare sotto un’altra identità. (Il Mattino)

Bangkok. Ci sono detriti e scie di greggio sospette nelle acque di mare a sud del Vietnam, ma dopo oltre 40 ore di ricerche la realtà è che la scomparsa del volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino della Malaysia Airlines rimane un mistero. Una serie di elementi – quattro identità di passeggeri sospette e in un caso collegate tra loro, una probabile inversione di rotta poco prima di perdere i contatti con la torre di controllo – fa però propendere le autorità malaysiane sempre più verso l'ipotesi terroristica, tanto da aprire un'indagine in tal senso in collaborazione con l'Fbi, che ha inviato tre agenti nel Paese. Le possibilità di ritrovare superstiti tra le 239 persone a bordo scemano con il passare delle ore e la compagnia aerea ha ammesso di «temere il peggio». Dopo aver perlustrato oltre 20 mila chilometri quadrati di mare tra la Malaysia ed il Vietnam per due giorni, la task force multinazionale non ha ritrovato nessun elemento riconducibile senza dubbio al Boeing 777-200: dei frammenti sospetti individuati a 80 km dall'isola di Tho Chu sono indicati dal Vietnam come possibili resti dell'aereo, ma la Malaysia nega. Secondo una fonte vicina all'inchiesta – citata da alcuni media internazionali – l'aereo potrebbe essere esploso in volo: «il fatto che non si trovi ancora alcun rottame del velivolo potrebbe essere la dimostrazione che l'aereo si sia disintegrato a circa 35mila piedi di altezza», ha riferito. Se sia stata una bomba o un problema tecnico a causare l'esplosione ancora non è chiaro, ha aggiunto la fonte. L'attenzione si concentra allora sulla lista dei dispersi, tra i quali figurano quattro sospetti: due persone che viaggiavano con passaporti europei rubati – tra cui quello dell'italiano Luigi Maraldi – ed altre due di nazionalità non specificata. Tutti avevano comprato i biglietti tramite la compagnia China Southern Airlines, nel caso dei due passaporti fraudolenti addirittura con un acquisto combinato dalla Thailandia. E dato che i radar dell'aeronautica di Kuala Lumpur hanno rilevato una «possibilità reale» di inversione di rotta del Boeing nei suoi ultimi minuti di volo, l'ipotesi del terrorismo si è fatta progressivamente strada. Il fatto che un aereo considerato iper-sicuro (un solo incidente fatale in 19 anni di voli) abbia un cedimento strutturale nella fase di crociera, dove statisticamente ci sono meno problemi, è infatti una possibilità incredibilmente remota. Il volo MH370 è sparito senza che l'esperto pilota – 32 anni di esperienza – lanciasse alcun messaggio di allerta. D'altra parte, la circostanza dei passaporti falsi non significa necessariamente che si tratti di terrorismo: il mercato dei documenti d'identità rubati nel Sud-est asiatico è florido e spesso viene utilizzato da aspiranti immigrati di nazionalità che fanno fatica ad ottenere dei visti per Paesi ambiti. Il «Maraldi» e l'austriaco «Kozel» avevano davanti una sosta di 10 ore a Pechino, prima di proseguire rispettivamente per Amsterdam e Francoforte. I rari precedenti di misteriose sparizioni di aerei fanno pensare che potrebbero essere necessarie lunghe ricerche prima di arrivare a qualche certezza; nel 2009, quando un volo Air France da Rio de Janeiro a Parigi scomparve sopra l'Atlantico, ci vollero due anni per ritrovare i suoi resti. Nel frattempo, le famiglie dei dispersi – di 14 nazionalità, tra cui 153 cinesi –stanno ormai perdendo le speranze. E il settore del trasporto aereo internazionale si chiede quanto sia facile per delinquenti o terroristi volare sotto un'altra identità. (Il Mattino)