Fondi Ue, i piccoli Comuni contro il sindaco di Salerno: a rischio 300 milioni

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A una settimana dall’anticipazione del Mattino sul ricorso presentato dal Comune di Salerno contro il bando della Regione che assegna fondi Ue ai piccoli Comuni della Campania, non si placa la polemica. Per sette giorni i Comuni, tramite l’Anci, si sono ribellati alla decisione del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Poi la decisione di costituzione dei piccoli comuni davanti al Tar. Al centro sempre la querelle della delibera per accelerare i fondi Ue del Por/Fesr (circa 300 milioni di euro): bando, alla fine, aperto solo ai comuni inferiori ai 50mila abitanti. Da qui il ricorso al Tar (richiesta di sospensiva e risarcimento dei danni) dell’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca. Quindi una settimana di polemiche. Tra il sindaco e gli uomini del governatore Stefano Caldoro. «Fanno marchette con i fondi Ue», l’accusa del primo. «È ormai una Wanna Marchi della politica», ribattono i secondi. Di vero c’è il rischio che il ricorso possa bloccare i fondi dell’Unione Europea. Anche per questo motivo, in queste ore, c’è stato un certo pressing da parte della Regione sugli uomini di De Luca per convincerlo a ritirare il ricorso. Tutto inutile. Perché il sindaco non vuole sentir ragioni di fare marcia indietro e, anzi, due giorni fa è partito il secondo ricorso. In mezzo le due posizioni. Quella del sindaco che si sente penalizzato per il suo comune, quello della Regione che due giorni fa ha snocciolato le cifre elargite per Salerno con i fondi Ue: circa 267 milioni di euro. Non proprio noccioline. «I piccoli comuni, che hanno dimostrato ancora una volta una straordinaria operatività progettuale, non staranno fermi ad attendere i gravi pregiudizi che potrebbero ricevere dall’azione giudiziaria del comune di Salerno», attacca Francesco Pinto, presidente del consorzio Asmez, che rappresenta oltre 1800 enti locali italiani ed in particolare il 95 per cento dei comuni campani. E aggiunge: «Non possiamo assistere inermi a quest’azione fuori luogo di De Luca volta a tutelare in maniera impropria interessi di parte ed è per questo che ho già dato mandato ai nostri legali di tutelare gli interessi dei comuni che Asmez rappresenta costituendosi dinanzi al Tar della Campania in opposizione all’azione del Comune di Salerno». Le carte bollate, quindi, non finiscono. Anzi. «Il ricorso di De Luca, ancor più lesivo degli interessi dei piccoli comuni perché presentato inspiegabilmente in maniera tardiva, andrebbe semplicemente ritirato. E mi appare paradossale come – conclude – quando finalmente si riescono a spendere presto e bene i fondi europei vi possa poi essere qualche interesse politico di parte che voglia impedirlo». Mentre domani i sindaci del parco del Cilento si ritroveranno a Vallo della Lucania per una seduta straordinaria. All’ordine del giorno: uno stop al ricorso del comune capoluogo. Sulla vicenda intanto è intervenuto, due giorni fa proprio durante un convegno sull’utilizzo dei fondi Ue, anche l’europarlamentare pd Andrea Cozzolino. «Le misure di accelerazione della spesa arrivano tardi e nel peggiore dei modi. Dopo quattro anni di paralisi, la giunta Caldoro passa dai Grandi Progetti, in gran parte naufragati, alla spesa a pioggia. Da europarlamentare che ha sempre criticato il ritardo di questa giunta nell’utilizzo dei fondi Ue mi auguro almeno che i Comuni, in grossa difficoltà, riescano fare un po’ di investimenti per rianimare il Pil», ragiona l’ex assessore regionale. Poi Cozzolino illustra uno scenario più fosco: «Certo, il rischio che non si riesca a concludere la spesa entro la scadenza del 30 giugno 2015 c’è tutto e con esso ci sarebbe anche il danno per i comuni stessi che si troverebbero a dover caricare gli investimenti in corso sui loro già delicati bilanci. Ma è uno scenario purtroppo possibile. Capisco quindi l’iniziativa del sindaco di Salerno anche se rischia di fornire, qualora il ricorso al Tar dovesse essere accolto, l’ennesimo alibi a Caldoro che troverebbe un’altra scusa per nascondere i suoi ritardi ed errori». (Il Mattino)

A una settimana dall'anticipazione del Mattino sul ricorso presentato dal Comune di Salerno contro il bando della Regione che assegna fondi Ue ai piccoli Comuni della Campania, non si placa la polemica. Per sette giorni i Comuni, tramite l'Anci, si sono ribellati alla decisione del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Poi la decisione di costituzione dei piccoli comuni davanti al Tar. Al centro sempre la querelle della delibera per accelerare i fondi Ue del Por/Fesr (circa 300 milioni di euro): bando, alla fine, aperto solo ai comuni inferiori ai 50mila abitanti. Da qui il ricorso al Tar (richiesta di sospensiva e risarcimento dei danni) dell’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca. Quindi una settimana di polemiche. Tra il sindaco e gli uomini del governatore Stefano Caldoro. «Fanno marchette con i fondi Ue», l’accusa del primo. «È ormai una Wanna Marchi della politica», ribattono i secondi. Di vero c’è il rischio che il ricorso possa bloccare i fondi dell’Unione Europea. Anche per questo motivo, in queste ore, c’è stato un certo pressing da parte della Regione sugli uomini di De Luca per convincerlo a ritirare il ricorso. Tutto inutile. Perché il sindaco non vuole sentir ragioni di fare marcia indietro e, anzi, due giorni fa è partito il secondo ricorso. In mezzo le due posizioni. Quella del sindaco che si sente penalizzato per il suo comune, quello della Regione che due giorni fa ha snocciolato le cifre elargite per Salerno con i fondi Ue: circa 267 milioni di euro. Non proprio noccioline. «I piccoli comuni, che hanno dimostrato ancora una volta una straordinaria operatività progettuale, non staranno fermi ad attendere i gravi pregiudizi che potrebbero ricevere dall'azione giudiziaria del comune di Salerno», attacca Francesco Pinto, presidente del consorzio Asmez, che rappresenta oltre 1800 enti locali italiani ed in particolare il 95 per cento dei comuni campani. E aggiunge: «Non possiamo assistere inermi a quest'azione fuori luogo di De Luca volta a tutelare in maniera impropria interessi di parte ed è per questo che ho già dato mandato ai nostri legali di tutelare gli interessi dei comuni che Asmez rappresenta costituendosi dinanzi al Tar della Campania in opposizione all'azione del Comune di Salerno». Le carte bollate, quindi, non finiscono. Anzi. «Il ricorso di De Luca, ancor più lesivo degli interessi dei piccoli comuni perché presentato inspiegabilmente in maniera tardiva, andrebbe semplicemente ritirato. E mi appare paradossale come – conclude – quando finalmente si riescono a spendere presto e bene i fondi europei vi possa poi essere qualche interesse politico di parte che voglia impedirlo». Mentre domani i sindaci del parco del Cilento si ritroveranno a Vallo della Lucania per una seduta straordinaria. All’ordine del giorno: uno stop al ricorso del comune capoluogo. Sulla vicenda intanto è intervenuto, due giorni fa proprio durante un convegno sull’utilizzo dei fondi Ue, anche l’europarlamentare pd Andrea Cozzolino. «Le misure di accelerazione della spesa arrivano tardi e nel peggiore dei modi. Dopo quattro anni di paralisi, la giunta Caldoro passa dai Grandi Progetti, in gran parte naufragati, alla spesa a pioggia. Da europarlamentare che ha sempre criticato il ritardo di questa giunta nell'utilizzo dei fondi Ue mi auguro almeno che i Comuni, in grossa difficoltà, riescano fare un po' di investimenti per rianimare il Pil», ragiona l’ex assessore regionale. Poi Cozzolino illustra uno scenario più fosco: «Certo, il rischio che non si riesca a concludere la spesa entro la scadenza del 30 giugno 2015 c'è tutto e con esso ci sarebbe anche il danno per i comuni stessi che si troverebbero a dover caricare gli investimenti in corso sui loro già delicati bilanci. Ma è uno scenario purtroppo possibile. Capisco quindi l'iniziativa del sindaco di Salerno anche se rischia di fornire, qualora il ricorso al Tar dovesse essere accolto, l'ennesimo alibi a Caldoro che troverebbe un’altra scusa per nascondere i suoi ritardi ed errori». (Il Mattino)