Disabile violentato davanti ai bimbi Orrore a Reggio C., sei gli arresti

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Violenza e degrado a Reggio Calabria, dove sei persone, di cui tre donne, sono state arrestate per le sevizie nei confronti di un 34enne disabile mentale. La follia del “branco” si è accesa improvvisamente nei confronti del giovane che è stato fatto ubriacare. Successivamente la vittima è stata picchiata, denudata e violentata. Il tutto alla presenza di un neonato e di una bimba di tre anni che, suo malgrado appare in un video durante le violenze. La storia è di quelle da brividi per la ferocia con cui gli arrestati hanno colpito la loro vittima. Si tratta di un uomo di 34 anni, disabile mentale e invalido all’85 per cento. Incuranti delle condizioni del giovane, le sei persone, tra cui tre donne, lo hanno picchiato e violentato durante una festa di compleanno in un’appartamento. E lo hanno fatto alla presenza, nello stesso luogo, di un neonato e di una bambina di tre anni. Testimoni inconsapevoli della barbarie. Un video, girato da uno degli aguzzini, ha registrato la presenza della bimba sul luogo dell’aggressione. I giudici contestano ai fermati i reati di violenza sessuale di gruppo, corruzione di minorenne, sequestro di persona e corruzione di minorenni perché il tutto è avvenuto alla presenza di due minori, figli di due degli aguzzini. A denunciare l’episodio, avvenuto a fine gennaio in un appartamento di Reggio Calabria nel corso di una festa di compleanno alla quale hanno partecipato più di dieci persone, è stata la mamma del disabile che si e’ trovata davanti la porta di casa il video con le violenze. La donna è andata subito dai carabinieri del quartiere Catona di Reggio Calabria. Nel video gli investigatori hanno visto decine di minuti di filmato che immortalano una festa di compleanno avvenuta verso la fine di gennaio 2014. Dall’analisi del filmato è emerso che la vittima viene dapprima denudato completamente, viene fatto stare fuori dalla porta al freddo, viene costretto a stare a terra gattoni con persone che gli siedono sulla schiena, gli viene messa una catena al collo e portato in giro, viene picchiato, minacciato e, infine, violentato. In una scena si vedono anche gli aguzzini mettere la bimba sulla schiena dell’uomo. La protagonista principale della violenze, secondo quanto emerso dalle immagini, è stata una donna marocchina A.S., di 23 anni, che inizialmente ha coinvolto il disabile in un ballo sensuale poi sfociato negli abusi. Gli altri arrestati hanno partecipato con urla, incitazioni, applausi, compiaciuti delle condotte violenti ed abusanti della donna verso la vittima. Una partecipazione ritenuta attiva dagli inquirenti. Da una prima ricostruzione è emerso che tra i responsabili, almeno tre non erano più a Reggio Calabria perché residenti nel nord Italia. Con la collaborazione dei colleghi di Pavia, Brescia e Lodi, i carabinieri sono comunque riusciti a localizzare i luoghi dove si trovavano gli indagati ed a quel punto è scattata l’operazione. C.A. (58), C.D. (52) e C.D.G. (54), tutti e tre reggini, sono stati bloccati in Calabria; A.S. (23) marocchina, a Pavia, e la sorella A.L. (34) ed il marito C.F. (53), gia’ noto alle forze dell’ordine, a Lodi. Le indagini proseguono per accertare chi abbia realizzato i filmati.

Fonte: tgcomViolenza e degrado a Reggio Calabria, dove sei persone, di cui tre donne, sono state arrestate per le sevizie nei confronti di un 34enne disabile mentale. La follia del “branco” si è accesa improvvisamente nei confronti del giovane che è stato fatto ubriacare. Successivamente la vittima è stata picchiata, denudata e violentata. Il tutto alla presenza di un neonato e di una bimba di tre anni che, suo malgrado appare in un video durante le violenze. La storia è di quelle da brividi per la ferocia con cui gli arrestati hanno colpito la loro vittima. Si tratta di un uomo di 34 anni, disabile mentale e invalido all’85 per cento. Incuranti delle condizioni del giovane, le sei persone, tra cui tre donne, lo hanno picchiato e violentato durante una festa di compleanno in un’appartamento. E lo hanno fatto alla presenza, nello stesso luogo, di un neonato e di una bambina di tre anni. Testimoni inconsapevoli della barbarie. Un video, girato da uno degli aguzzini, ha registrato la presenza della bimba sul luogo dell’aggressione. I giudici contestano ai fermati i reati di violenza sessuale di gruppo, corruzione di minorenne, sequestro di persona e corruzione di minorenni perché il tutto è avvenuto alla presenza di due minori, figli di due degli aguzzini. A denunciare l’episodio, avvenuto a fine gennaio in un appartamento di Reggio Calabria nel corso di una festa di compleanno alla quale hanno partecipato più di dieci persone, è stata la mamma del disabile che si e’ trovata davanti la porta di casa il video con le violenze. La donna è andata subito dai carabinieri del quartiere Catona di Reggio Calabria. Nel video gli investigatori hanno visto decine di minuti di filmato che immortalano una festa di compleanno avvenuta verso la fine di gennaio 2014. Dall’analisi del filmato è emerso che la vittima viene dapprima denudato completamente, viene fatto stare fuori dalla porta al freddo, viene costretto a stare a terra gattoni con persone che gli siedono sulla schiena, gli viene messa una catena al collo e portato in giro, viene picchiato, minacciato e, infine, violentato. In una scena si vedono anche gli aguzzini mettere la bimba sulla schiena dell’uomo. La protagonista principale della violenze, secondo quanto emerso dalle immagini, è stata una donna marocchina A.S., di 23 anni, che inizialmente ha coinvolto il disabile in un ballo sensuale poi sfociato negli abusi. Gli altri arrestati hanno partecipato con urla, incitazioni, applausi, compiaciuti delle condotte violenti ed abusanti della donna verso la vittima. Una partecipazione ritenuta attiva dagli inquirenti. Da una prima ricostruzione è emerso che tra i responsabili, almeno tre non erano più a Reggio Calabria perché residenti nel nord Italia. Con la collaborazione dei colleghi di Pavia, Brescia e Lodi, i carabinieri sono comunque riusciti a localizzare i luoghi dove si trovavano gli indagati ed a quel punto è scattata l’operazione. C.A. (58), C.D. (52) e C.D.G. (54), tutti e tre reggini, sono stati bloccati in Calabria; A.S. (23) marocchina, a Pavia, e la sorella A.L. (34) ed il marito C.F. (53), gia’ noto alle forze dell’ordine, a Lodi. Le indagini proseguono per accertare chi abbia realizzato i filmati.

Fonte: tgcom