Sorrento il ritorno di Harry Hacker pilota della Raf

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Da Il Mattino di Napoli a firma di Anna Rita Siniscalchi una bella storia in penisola sorrentina Sorrento. Lovely Sorrento, ora come allora. Un filo invisibile ha legato la città e Harry Hacker. È una storia lunga settant’anni che trova le sue origini nel dicembre 1944. Harry Hacker, all’epoca, giovane pilota della Raf, viene inviato a Sorrento per un soggiorno di due settimane. Il suo campo base era Foggia e le condizioni di alloggio erano piuttosto disagiate, infatti erano accampati nel tende. Numerosi piloti inglesi, per queste ragioni, vennero inviati a turno a Sorrento per riposare e ritemprarsi. Il giovane Hacker fu ospitato all’hotel Minerva ed è proprio qui che è ritornato per festeggiare mercoledì scorso il suo novantunesimo compleanno. Accompagnato dal figlio Mike, che sta girando un documentario proprio sulla sua vita, Harry ha potuto rivivere quei luoghi che tanto hanno riempito i suoi ricordi. «Ci sono posti che visiti una volta nella vita e ti rimangono per sempre nel cuore»: Harry Hacker ammette che è stato proprio così. Ritornare a Sorrento dopo tanti anni, e avere la sensazione di non essersene mai andato. Mostra, come fossero reliquie, quattro foto in bianco e nero dell’epoca, scattate tra il bar Vittoria e l’hotel Minerva. Con lui i commilitoni che soggiornarono a Sorrento. Con un tono nostalgico riscontra che Sorrento non è certo come l’aveva lasciata settant’anni fa ma il suo fascino è sempre lo stesso. «Ricordavo solo il centro storico – racconta il brioso novantunenne – sono stato felice che la vita mi abbia dato la possibilità di ritornare qui per poter ammirare anche la parte nuova di Sorrento e per poter rivivere anche solo per pochi giorni i luoghi di un periodo indimenticabile della mia gioventù». Harry, la compagna e suo figlio Mike, che si sono trattenuti per cinque notti all’hotel Minerva, dopo aver fatto il tour dei luoghi della memoria del soggiorno-riposo che i piloti della Raf fecero sessant’anni fa, hanno colto l’occasione per visitare anche Napoli, Pompei e Capri. Per la festa di compleanno di Harry Hacker si è mobilitato l’intero staff dell’hotel Minerva, coordinato da Antonietta Acampora. Menu caratterizzato dalle tradizioni della cucina sorrentina, con il brindisi accompagnato dalle note discrete del pianobar al quinto piano dell’antico albergo sorrentino che si affaccia sul golfo di Napoli. Harry Hacker commosso e sorridente riscopre il culto dell’ospitalità di Sorrento. Dopo settant’anni Lovely Sorrento, ora come allora

Da Il Mattino di Napoli a firma di Anna Rita Siniscalchi una bella storia in penisola sorrentina Sorrento. Lovely Sorrento, ora come allora. Un filo invisibile ha legato la città e Harry Hacker. È una storia lunga settant’anni che trova le sue origini nel dicembre 1944. Harry Hacker, all’epoca, giovane pilota della Raf, viene inviato a Sorrento per un soggiorno di due settimane. Il suo campo base era Foggia e le condizioni di alloggio erano piuttosto disagiate, infatti erano accampati nel tende. Numerosi piloti inglesi, per queste ragioni, vennero inviati a turno a Sorrento per riposare e ritemprarsi. Il giovane Hacker fu ospitato all’hotel Minerva ed è proprio qui che è ritornato per festeggiare mercoledì scorso il suo novantunesimo compleanno. Accompagnato dal figlio Mike, che sta girando un documentario proprio sulla sua vita, Harry ha potuto rivivere quei luoghi che tanto hanno riempito i suoi ricordi. «Ci sono posti che visiti una volta nella vita e ti rimangono per sempre nel cuore»: Harry Hacker ammette che è stato proprio così. Ritornare a Sorrento dopo tanti anni, e avere la sensazione di non essersene mai andato. Mostra, come fossero reliquie, quattro foto in bianco e nero dell’epoca, scattate tra il bar Vittoria e l’hotel Minerva. Con lui i commilitoni che soggiornarono a Sorrento. Con un tono nostalgico riscontra che Sorrento non è certo come l’aveva lasciata settant’anni fa ma il suo fascino è sempre lo stesso. «Ricordavo solo il centro storico – racconta il brioso novantunenne – sono stato felice che la vita mi abbia dato la possibilità di ritornare qui per poter ammirare anche la parte nuova di Sorrento e per poter rivivere anche solo per pochi giorni i luoghi di un periodo indimenticabile della mia gioventù». Harry, la compagna e suo figlio Mike, che si sono trattenuti per cinque notti all’hotel Minerva, dopo aver fatto il tour dei luoghi della memoria del soggiorno-riposo che i piloti della Raf fecero sessant’anni fa, hanno colto l’occasione per visitare anche Napoli, Pompei e Capri. Per la festa di compleanno di Harry Hacker si è mobilitato l’intero staff dell’hotel Minerva, coordinato da Antonietta Acampora. Menu caratterizzato dalle tradizioni della cucina sorrentina, con il brindisi accompagnato dalle note discrete del pianobar al quinto piano dell’antico albergo sorrentino che si affaccia sul golfo di Napoli. Harry Hacker commosso e sorridente riscopre il culto dell’ospitalità di Sorrento. Dopo settant’anni Lovely Sorrento, ora come allora