Piano di Sorrento Villa Fondi alberi scempiati il WWF contesta D’Aniello

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Piano di Sorrento Villa Fondi alberi scempiati il WWF contesta D’Aniello . Sembra una vicenda paradossale, dopo la denuncia del WWF Penisola Sorrentina a firma di Claudio d’ Esposito, che da decenni oramai conduce battaglie per il verde pubblico, con competenza e dovizia di particolari,  a intervenire quasi in difesa dei lavori non è stata la maggioranza bensi il consigliere comunale di opposizione Antonio D’Aniello,  una concezione, la sua , di opposizione matura e responsabile, quasi collaborativa, con ruoli anche nelle manifestazioni culturali e nella biblioteca,  ed è una posizione accettabile, fa parte del modus vivendi di un partito o del singolo, o anche la circostanza che in un piccolo centro ci si conosce tutti e non si va allo scontro, nel voler dare il propio apporto etc, può anche andare bene, ognuno vive il suo ruolo politico come meglio crede,  ma non è accettabile, come riferisce d’Esposito, di fronte ad una denuncia del genere, che non ci si attivi come consigliere ad acquisire tutti gli atti e renderli pubblici,  siamo sicuri lo farà e terrà in considerazione anche la “storia” del WWF sul territorio che difficilmente ha sbagliato nelle sue documentate denunce, ma poi l’opposizione deve fare l’opposizione, è un gioco della parti a volte, ma è anche un ruolo a cui è stato delegato dagli elettori che ben sapevano della sicura vittoria dello squadrone, poi sfaldatosi per mancanza di coesione, di Ruggiero, riportiamo l’intervento di D’Esposito come pubblicato sul blog Politica in Penisola . In relazione all’articolo apparso sul blog del consigliere di minoranza Antonio D’Aniello in cui lo stesso ha inteso esprimere “rassicurazioni” sugli interventi agronomici in atto nel parco della Villa Fondi, interventi di recente criticati dall’associazione WWF Penisola Sorrentina, è doveroso fare alcune brevi riflessioni. Il consigliere D’Aniello descrive e pubblicizza sul suo blog lo stato dell’arte del cantiere di Villa Fondi che, con “un po’ di buona volontà”, verifica di persona.
Nella breve relazione dello stato di avanzamento dei lavori cita anche gli interventi che riguardano il giardino di Villa Fondi ed esprime apprezzamenti sullarazionalità degli stessi, aspettando di leggere i risultati delle perizie per i quattro grandi pini. (“A prima vista sembra tutto un disastro, ma a poco a poco, tutto ha un senso… a mio avviso è razionale… ad esempio, i tanti alberi di ulivi ammassati in un unico punto, sono stati messi lungo il viale centrale).

Querce Giardini Pubblici a Milano

A tale riguardo c’è da chiedersi se il consigliereD’Aniello sa qual è la differenza tra unoggetto e un albero??? Un tempo si diceva “mettere radici”, a significare la volontà difermarsi in un luogo e/o legarsi ad esso in modo radicale, saldo e definitivo, richiamando, in tale espressione linguistica, proprio le radici degli alberi che una volta sviluppatesi in profondità nella terra, con forza e vigoria, difficilmente se ne possono“staccare” senza traumi per la pianta. In tutte le piante infatti, radici, fusti e rami sono parti imprescindibili, costituite essenzialmente da tessuti di sostegno, di riserva e di trasporto. Qualsiasi evento che danneggi una di queste si ripercuote sulle altre.
Gli alberi del parco, oggi spostati, non erano “ammassati in un unico punto”, come il consigliere fa notare, ma crescevano semplicemente vicini.
Stiamo parlando di organismi viventi vegetali che si “adattano” alle condizioni del loro ambiente. Altezza, portamento, dimensioni, vigoria, crescita, ecc. dipenderanno esclusivamente dalle condizioni del sito (acqua, terreno, nutritivi, luce, temperatura, vento, ecc.). Se facciamo crescere degli alberi “vicini” essi assumeranno dimensioni e forma condizionata dalla “vicinanza” con gli altri e, alla fine, troveranno un loro equilibrio. Andare ad estirpare tali essenze dal sito dopo decenni, nonostante esse  vegetino in buona salute, più che “razionale” potrebbe apparire solo un “vezzo estetico” o dettato da esigenze architettoniche del paesaggio, immaginato e concepito dall’uomo in un modo piuttosto che in un altro. E’ questo il punto: chi e come ha immaginato il “disegno” del paesaggio verde del Parco di Villa Fondi De Sangro? Un architetto o paesaggista del verde? L’agronomo incaricato? Il giardiniere, la ditta, il geometra o il responsabile del momento dell’ufficio di turno???

COME PENSA D’ANIELLO DI SALVARE GLI ALBERI?

Milano: tutori per salvare i rami

Gli alberi di Villa Fondi, in particolare gli ulivi (ma anche i lauri, i tassi, icorbezzoli, ecc) tutti di discrete dimensioni, vegetavano in ottime condizioni e non presentavano alcun danno visibile meccanico e/o strutturale. Proprio per questo le drastiche potature effettuate ci sono apparse immotivate ed equivalenti ad amputazioni della struttura arborea tali da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità delle piante e, oltre ad essere decisamente antiestetiche, avendo modificato la forma stessa delle piante rischiano di risultare dannose per il loro stesso sviluppo.
Una potatura “ben fatta” è una potatura che a primo sguardo rischia di “non notarsi” nemmeno!!! Abusare della potatura è certamente un errore: essa va effettuata in armonia con le fasi di sviluppo dell’albero, per evitare di devastare o uccidere una pianta con conseguente pericolo per la sua futura stabilità.
In quanto agli alberi malati rimossi sarebbe interessante capire di quali alberi “malati” stiamo parlando? Perché se ad essere “malato” è un albero di oltre un secolo e mezzo di età…beh… prima di rimuoverlo… magari perché non pensare di tenerlo in vita e metterlo in sicurezza nello stesso tempo? Oggi esiste tutta la tecnologia e le conoscenze necessarie e sufficienti per farlo!!!

Per quel che riguarda le perizie di cui “si aspetta di leggerne i risultati”, noi già sappiamo che sono stati analizzati ben 9 soggetti arborei, e non solo 4 come erroneamente si legge nel resoconto sul blog, e tutti e nove i grandi alberi sono stati trovati in cattivo stato di salute, ragion per cui tre andrebbero abbattuti subito, mentre gli altri sono stati giudicati rivedibili fra 6 mesi o un anno…qualcuno semplicemente perché troppo alto!!!

In quanto alle rassicurazioni in merito al coinvolgimento della ns. associazione, a onor del vero, le abbiamo avute personalmente (già prima che il consigliere “suggerisse” un tavolo tecnico) sia dall’assessore Francesco Gargiulo, che dal dott. Dario Pappalardo che al Comune stanno seguendo la vicenda. Il punto è un altro come pensa il consigliere comunale di salvare gli alberi??? Con la buona volontà nello svolgere il suo lavoro di comunicazione e rassicurazione sul blog???

Milano: grucce per le querce

Intanto, buona volontà o meno, i lecci storici, che nelle ultime scempiose potature di qualche anno fa i taglialegna di turno decisero (con i nostri soldi) di far “filare” verso l’alto, lasciando solo i rami lunghi e slanciati, ora invece hanno deciso (sempre con i nostri soldi) di “abbassarli”, effettuando grossi tagli alle branche e al tronco. Tali lecci, anche a seguito dei molteplici e scriteriati tagli, sono stati attaccati dal Cerambice della quercia(Cerambyx cerdo): un insetto che vive per circa 4 anni allo stadio larvale scavando grosse gallerie nel legno e riducendo la pianta in un groviera. Una volta compiuta la metamorfosi l’insetto fuoriesce dal tronco attraverso un foro nella scorza, ai primi caldi di giugno, e dopo essersi accoppiato, e deposto le uova nelle ferite degli alberi, il ciclo ricomincia. Sono proprio le ferite sui tronchi che favoriscono l’infestazione di tale micidiale animale!!!
In sintesi se su di un albero si vanno ad effettuare drastici tagli di potatura non si fa altro che aumentare il rischio. Inoltre tale insetto attacca gli alberi vecchi e malati non allontanandosi molto da essi. Se eliminiamo proprio gli alberi “già infestati” allora è probabile che gli insetti cercheranno altri alberi dove andare a deporre le uova.

Infine al termine di tutto questo lavoro di motoseghe (definito “razionale” dal consigliere) nessun mastice e/o disinfettante è stato apposto sulle ferite da taglio ad evitare l’insorgenza di pericolose patologie fungine. E’ pur vero che non basta un semplice cerotto a risolvere l’amputazione di un braccio!!!

Insomma, buona volontà o meno, se non riuscirà l’Associazione mondiale per la difesa della Natura a proporre valide e scientifiche soluzioni alla già decretata condanna a morte, come si pensa che gli alberi del parco restino in piedi???

PER I CITTADINI VILLA FONDI è INNANZIUTTO PARCO VERDE

Villa Fondi: barriere dei lecci

Invece di sottolineare la razionalità degli spostamenti e delle eliminazioni arboree avremmo auspicato, come rappresentanti delComitato in Difesa di Villa Fondi, che ilConsigliere si fosse informato a sufficienza o avesse dato una mano ad accedere alle perizie e alle determine, che giacciono da un po’ al protocollo comunale.

A questo punto viene da chiedersi se il Consigliere immagini perché i cittadini di Piano di Sorrento siano scesi sul piede di guerra al solo sospetto di privatizzazione della Villa???

A Piano di Sorrento, nonostante il frenetico e compulsivo lavoro degli uffici tecnici, per tentare di stravolgere un’intera città e creare una Piano Futura, con una visione di progresso e di sviluppo tanto discutibile quanto obsoleta, ai cittadini cosa è rimasto del proprio territorio??? A parte qualche migliaia di box autosparsi sotto gli ex-giardini, spiagge cementate, pompe di benzina e un insopportabile e nevrotico traffico aumentato da discutibili sensi unici??? Degli otto parchi a verde, se si esclude quello di via delle Rose (dove il WWF da anni grazie alla disponibilità del gestore ha piantato centinaia tra alberi ed arbusti), tutti gli altri o sono chiusi con catenaccio o sono in uno stato di grigio e biasimabile abbandono … e allora… cosa rimane ai carottesi???
Rimane Villa Fondi!!!
E Villa Fondi per la maggior parte di cittadini, adulti, anziani e bambini, residenti e non, ancor prima che edificio, auditorium, sala, bagni e museo, significa “parco a verde”… un parco con alberi imponenti, vetusti e storici, che se verranno ora segati lo saranno per sempre!!!

Le motivazioni in perizia per quanto possano apparire tecniche e/o professionali, a nostro modesto avviso, sono assolutamente interpretabili e insufficienti a decretare la morte degli ultimi patriarchi arborei della villa.

Antonio D’Aniello

Infine all’attento Consigliere è forse sfuggito un dettaglio: gli enormi danni all’intero parco creati nel modo più stupido e costoso, ovvero lasciando funzionare l’impianto di irrigazione anche quando pioveva o non serviva, inverno compreso!!!  E c’è ancora chi si meraviglia se i bilanci poi non quadrano???
Gent.le Consigliere, mi creda, se veramente ritiene di metterci un po’ di “buona volontà” si informi e legga le carte… lei che può… anche quelle più datate, relative ai tanti interventi nel giardino della  villa e, magari, a suo avviso, la vicenda non le sembrerà più tanto “razionale”!!! Con cordialità

* Presidente WWF Penisola Sorrentina

Piano di Sorrento Villa Fondi alberi scempiati il WWF contesta D'Aniello . Sembra una vicenda paradossale, dopo la denuncia del WWF Penisola Sorrentina a firma di Claudio d' Esposito, che da decenni oramai conduce battaglie per il verde pubblico, con competenza e dovizia di particolari,  a intervenire quasi in difesa dei lavori non è stata la maggioranza bensi il consigliere comunale di opposizione Antonio D'Aniello,  una concezione, la sua , di opposizione matura e responsabile, quasi collaborativa, con ruoli anche nelle manifestazioni culturali e nella biblioteca,  ed è una posizione accettabile, fa parte del modus vivendi di un partito o del singolo, o anche la circostanza che in un piccolo centro ci si conosce tutti e non si va allo scontro, nel voler dare il propio apporto etc, può anche andare bene, ognuno vive il suo ruolo politico come meglio crede,  ma non è accettabile, come riferisce d'Esposito, di fronte ad una denuncia del genere, che non ci si attivi come consigliere ad acquisire tutti gli atti e renderli pubblici,  siamo sicuri lo farà e terrà in considerazione anche la "storia" del WWF sul territorio che difficilmente ha sbagliato nelle sue documentate denunce, ma poi l'opposizione deve fare l'opposizione, è un gioco della parti a volte, ma è anche un ruolo a cui è stato delegato dagli elettori che ben sapevano della sicura vittoria dello squadrone, poi sfaldatosi per mancanza di coesione, di Ruggiero, riportiamo l'intervento di D'Esposito come pubblicato sul blog Politica in Penisola . In relazione all’articolo apparso sul blog del consigliere di minoranza Antonio D’Aniello in cui lo stesso ha inteso esprimere “rassicurazioni” sugli interventi agronomici in atto nel parco della Villa Fondi, interventi di recente criticati dall’associazione WWF Penisola Sorrentina, è doveroso fare alcune brevi riflessioni. Il consigliere D’Aniello descrive e pubblicizza sul suo blog lo stato dell’arte del cantiere di Villa Fondi che, con “un po’ di buona volontà”, verifica di persona.
Nella breve relazione dello stato di avanzamento dei lavori cita anche gli interventi che riguardano il giardino di Villa Fondi ed esprime apprezzamenti sullarazionalità degli stessi, aspettando di leggere i risultati delle perizie per i quattro grandi pini. (“A prima vista sembra tutto un disastro, ma a poco a poco, tutto ha un senso… a mio avviso è razionale… ad esempio, i tanti alberi di ulivi ammassati in un unico punto, sono stati messi lungo il viale centrale).

Querce Giardini Pubblici a Milano

Querce Giardini Pubblici a Milano

A tale riguardo c’è da chiedersi se il consigliereD’Aniello sa qual è la differenza tra unoggetto e un albero??? Un tempo si diceva “mettere radici”, a significare la volontà difermarsi in un luogo e/o legarsi ad esso in modo radicale, saldo e definitivo, richiamando, in tale espressione linguistica, proprio le radici degli alberi che una volta sviluppatesi in profondità nella terra, con forza e vigoria, difficilmente se ne possono“staccare” senza traumi per la pianta. In tutte le piante infatti, radici, fusti e rami sono parti imprescindibili, costituite essenzialmente da tessuti di sostegno, di riserva e di trasporto. Qualsiasi evento che danneggi una di queste si ripercuote sulle altre.
Gli alberi del parco, oggi spostati, non erano “ammassati in un unico punto”, come il consigliere fa notare, ma crescevano semplicemente vicini.
Stiamo parlando di organismi viventi vegetali che si “adattano” alle condizioni del loro ambiente. Altezza, portamento, dimensioni, vigoria, crescita, ecc. dipenderanno esclusivamente dalle condizioni del sito (acqua, terreno, nutritivi, luce, temperatura, vento, ecc.). Se facciamo crescere degli alberi “vicini” essi assumeranno dimensioni e forma condizionata dalla “vicinanza” con gli altri e, alla fine, troveranno un loro equilibrio. Andare ad estirpare tali essenze dal sito dopo decenni, nonostante esse  vegetino in buona salute, più che “razionale” potrebbe apparire solo un “vezzo estetico” o dettato da esigenze architettoniche del paesaggio, immaginato e concepito dall’uomo in un modo piuttosto che in un altro. E’ questo il punto: chi e come ha immaginato il “disegno” del paesaggio verde del Parco di Villa Fondi De Sangro? Un architetto o paesaggista del verde? L’agronomo incaricato? Il giardiniere, la ditta, il geometra o il responsabile del momento dell’ufficio di turno???

COME PENSA D’ANIELLO DI SALVARE GLI ALBERI?

Milano: tutori per salvare i rami

Milano: tutori per salvare i rami

Gli alberi di Villa Fondi, in particolare gli ulivi (ma anche i lauri, i tassi, icorbezzoli, ecc) tutti di discrete dimensioni, vegetavano in ottime condizioni e non presentavano alcun danno visibile meccanico e/o strutturale. Proprio per questo le drastiche potature effettuate ci sono apparse immotivate ed equivalenti ad amputazioni della struttura arborea tali da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità delle piante e, oltre ad essere decisamente antiestetiche, avendo modificato la forma stessa delle piante rischiano di risultare dannose per il loro stesso sviluppo.
Una potatura “ben fatta” è una potatura che a primo sguardo rischia di “non notarsi” nemmeno!!! Abusare della potatura è certamente un errore: essa va effettuata in armonia con le fasi di sviluppo dell’albero, per evitare di devastare o uccidere una pianta con conseguente pericolo per la sua futura stabilità.
In quanto agli alberi malati rimossi sarebbe interessante capire di quali alberi “malati” stiamo parlando? Perché se ad essere “malato” è un albero di oltre un secolo e mezzo di età…beh… prima di rimuoverlo… magari perché non pensare di tenerlo in vita e metterlo in sicurezza nello stesso tempo? Oggi esiste tutta la tecnologia e le conoscenze necessarie e sufficienti per farlo!!!

Per quel che riguarda le perizie di cui “si aspetta di leggerne i risultati”, noi già sappiamo che sono stati analizzati ben 9 soggetti arborei, e non solo 4 come erroneamente si legge nel resoconto sul blog, e tutti e nove i grandi alberi sono stati trovati in cattivo stato di salute, ragion per cui tre andrebbero abbattuti subito, mentre gli altri sono stati giudicati rivedibili fra 6 mesi o un anno…qualcuno semplicemente perché troppo alto!!!

In quanto alle rassicurazioni in merito al coinvolgimento della ns. associazione, a onor del vero, le abbiamo avute personalmente (già prima che il consigliere “suggerisse” un tavolo tecnico) sia dall’assessore Francesco Gargiulo, che dal dott. Dario Pappalardo che al Comune stanno seguendo la vicenda. Il punto è un altro come pensa il consigliere comunale di salvare gli alberi??? Con la buona volontà nello svolgere il suo lavoro di comunicazione e rassicurazione sul blog???

Milano: grucce per le querce

Milano: grucce per le querce

Intanto, buona volontà o meno, i lecci storici, che nelle ultime scempiose potature di qualche anno fa i taglialegna di turno decisero (con i nostri soldi) di far “filare” verso l’alto, lasciando solo i rami lunghi e slanciati, ora invece hanno deciso (sempre con i nostri soldi) di “abbassarli”, effettuando grossi tagli alle branche e al tronco. Tali lecci, anche a seguito dei molteplici e scriteriati tagli, sono stati attaccati dal Cerambice della quercia(Cerambyx cerdo): un insetto che vive per circa 4 anni allo stadio larvale scavando grosse gallerie nel legno e riducendo la pianta in un groviera. Una volta compiuta la metamorfosi l’insetto fuoriesce dal tronco attraverso un foro nella scorza, ai primi caldi di giugno, e dopo essersi accoppiato, e deposto le uova nelle ferite degli alberi, il ciclo ricomincia. Sono proprio le ferite sui tronchi che favoriscono l’infestazione di tale micidiale animale!!!
In sintesi se su di un albero si vanno ad effettuare drastici tagli di potatura non si fa altro che aumentare il rischio. Inoltre tale insetto attacca gli alberi vecchi e malati non allontanandosi molto da essi. Se eliminiamo proprio gli alberi “già infestati” allora è probabile che gli insetti cercheranno altri alberi dove andare a deporre le uova.

Infine al termine di tutto questo lavoro di motoseghe (definito “razionale” dal consigliere) nessun mastice e/o disinfettante è stato apposto sulle ferite da taglio ad evitare l’insorgenza di pericolose patologie fungine. E’ pur vero che non basta un semplice cerotto a risolvere l’amputazione di un braccio!!!

Insomma, buona volontà o meno, se non riuscirà l’Associazione mondiale per la difesa della Natura a proporre valide e scientifiche soluzioni alla già decretata condanna a morte, come si pensa che gli alberi del parco restino in piedi???

PER I CITTADINI VILLA FONDI è INNANZIUTTO PARCO VERDE

Villa Fondi: barriere dei lecci

Villa Fondi: barriere dei lecci

Invece di sottolineare la razionalità degli spostamenti e delle eliminazioni arboree avremmo auspicato, come rappresentanti delComitato in Difesa di Villa Fondi, che ilConsigliere si fosse informato a sufficienza o avesse dato una mano ad accedere alle perizie e alle determine, che giacciono da un po’ al protocollo comunale.

A questo punto viene da chiedersi se il Consigliere immagini perché i cittadini di Piano di Sorrento siano scesi sul piede di guerra al solo sospetto di privatizzazione della Villa???

Piano di Sorrento, nonostante il frenetico e compulsivo lavoro degli uffici tecnici, per tentare di stravolgere un’intera città e creare una Piano Futura, con una visione di progresso e di sviluppo tanto discutibile quanto obsoleta, ai cittadini cosa è rimasto del proprio territorio??? A parte qualche migliaia di box autosparsi sotto gli ex-giardini, spiagge cementate, pompe di benzina e un insopportabile e nevrotico traffico aumentato da discutibili sensi unici??? Degli otto parchi a verde, se si esclude quello di via delle Rose (dove il WWF da anni grazie alla disponibilità del gestore ha piantato centinaia tra alberi ed arbusti), tutti gli altri o sono chiusi con catenaccio o sono in uno stato di grigio e biasimabile abbandono … e allora… cosa rimane ai carottesi???
Rimane Villa Fondi!!!
Villa Fondi per la maggior parte di cittadini, adulti, anziani e bambini, residenti e non, ancor prima che edificio, auditorium, sala, bagni e museo, significa “parco a verde”… un parco con alberi imponenti, vetusti e storici, che se verranno ora segati lo saranno per sempre!!!

Le motivazioni in perizia per quanto possano apparire tecniche e/o professionali, a nostro modesto avviso, sono assolutamente interpretabili e insufficienti a decretare la morte degli ultimi patriarchi arborei della villa.

Antonio D'Aniello

Antonio D’Aniello

Infine all’attento Consigliere è forse sfuggito un dettaglio: gli enormi danni all’intero parco creati nel modo più stupido e costoso, ovvero lasciando funzionare l’impianto di irrigazione anche quando pioveva o non serviva, inverno compreso!!!  E c’è ancora chi si meraviglia se i bilanci poi non quadrano???
Gent.le Consigliere, mi creda, se veramente ritiene di metterci un po’ di “buona volontà” si informi e legga le carte… lei che può… anche quelle più datate, relative ai tanti interventi nel giardino della  villa e, magari, a suo avviso, la vicenda non le sembrerà più tanto “razionale”!!! Con cordialità

* Presidente WWF Penisola Sorrentina