Napoli, picchia sorella e nipote: «Vi ammazzo se uscite di casa». Recluse da sei mesi

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Napoli. Ancora un carceriere in famiglia, dopo il caso di Chiara, segregata al Vomero. E’ stato arrestato a via Manzoni, Posillipo, un uomo che, da sei mesi, picchiava violentemente sorella e nipote. Non solo. Proibiva loro di uscire di casa e di avere qualunque contatto con l’esterno.

I carabinieri hanno arrestato Giorgio Improta, 56 anni, residente in via Manzoni.

Non proprio uno sconosciuto per i carabinieri che lo ritengono vicino al clan dei Casalesi. Era destinatario di un’ordinanza di custodia in carcere emessa il 28 febbraio dal gip di Napoli per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Non c’è stata, a denunciarlo, la telefonata di qualche vicino ma indagini tradizionali dei carabinieri che hanno raccolto gli indizi sufficienti per un’ordinanza di custodia: secondo la ricostruzione degli investigatori Improta dal settembre del 2013 perseguitava con minacce e botte la sorella 64enne e la nipote 43enne. Le ha anche ripetutamente ferite ma le donne non sono state medicate. Anche perchè, con minacce di morte e violenze psicologiche le donne erano ridotte a due recluse: proibito ogni contatto con l’esterno, proibito uscire, pena la vita. Lui non abitava con loro ma assicurava di poterle colpire come e quando voleva.

Improta è stato portato a Poggioreale.

IL MATTINO.ITNapoli. Ancora un carceriere in famiglia, dopo il caso di Chiara, segregata al Vomero. E’ stato arrestato a via Manzoni, Posillipo, un uomo che, da sei mesi, picchiava violentemente sorella e nipote. Non solo. Proibiva loro di uscire di casa e di avere qualunque contatto con l’esterno.

I carabinieri hanno arrestato Giorgio Improta, 56 anni, residente in via Manzoni.

Non proprio uno sconosciuto per i carabinieri che lo ritengono vicino al clan dei Casalesi. Era destinatario di un’ordinanza di custodia in carcere emessa il 28 febbraio dal gip di Napoli per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Non c’è stata, a denunciarlo, la telefonata di qualche vicino ma indagini tradizionali dei carabinieri che hanno raccolto gli indizi sufficienti per un’ordinanza di custodia: secondo la ricostruzione degli investigatori Improta dal settembre del 2013 perseguitava con minacce e botte la sorella 64enne e la nipote 43enne. Le ha anche ripetutamente ferite ma le donne non sono state medicate. Anche perchè, con minacce di morte e violenze psicologiche le donne erano ridotte a due recluse: proibito ogni contatto con l’esterno, proibito uscire, pena la vita. Lui non abitava con loro ma assicurava di poterle colpire come e quando voleva.

Improta è stato portato a Poggioreale.

IL MATTINO.IT