Napoli. Piove, si allaga la stazione Garibaldi. Stop e polemiche.

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Napoli. Dominique Perrault, l’archistar, immaginava per piazza Garibaldi la foresta pluviale, e l’ha avuta. È bastato un temporale di forte intensità, durato circa cinque ore, per mandare in tilt la stazione del metrò. Chiusa dalle 6.45 del mattino fino alle 10.30 a causa di un allagamento. I treni giravano regolarmente, ma giù in stazione non si poteva scendere. Scale mobili chiuse, acqua ovunque. È stato il caos. Stazione nuova, anni di lavori e poi una bomba d’acqua impedisce agli utenti di usare il metrò. C’era rabbia tra i passeggeri che hanno trovato l’avviso una volta arrivati alla piazza. L’ora di punta ha peggiorato la situazione già compromessa dal maltempo. Si sa che basta un po’di pioggia perché il traffico impazzisca. Ieri, con le corse limitate alla stazione Università, è andata ancora peggio. Al call center dell’Anm sono arrivate numerose telefonate, tutti volevano sapere cosa fosse accaduto a Garibaldi. Si pensava a un calo di tensione, ad un treno guasto, alla ventilazione. Sapere che era entrata l’acqua ha scatenato l’ira degli utenti. Ed ha costretto i vertici aziendali a porsi numerosi interrogativi. Il sindaco de Magistris, ieri a Roma, si è voluto informare dell’accaduto. E senza mezzi termini ha detto all’amministratore delegato che è impensabile chiudere una stazione per la pioggia. Sono state fatte delle verifiche. «Una apposita squadra con ingegneri – spiega l’amministratore delegato Alberto Ramaglia – ha lavorato tutta la mattina per comprendere le cause di quanto è accaduto. Deve essere chiaro che i binari non hanno subito alcun danno, si è allagato l’ingresso, la stazione». Ci sono errori nella progettazione? «Il problema potrebbe essere dipeso dalle caditoie pluviali ma non escludo, lo stiamo verificando, che esista un problema nella progettazione. In pratica si sta valutando la situazione. La copertura della stazione è particolare». Il tetto (non completamente coperto) ha una forma che favorisce in qualche modo l’ingresso dell’acqua. Qualcosa va sicuramente rivisto. «Con molta probabilità – aggiunge Ramaglia – basterà un piccolo intervento per far defluire le acque da un’altra parte per risolvere definitivamente il problema». Si vedrà. Ma certo dall’apertura, avvenuta il 31dicembre 2013, non sono mancati i problemi e gli stop. Una volta si guasta il treno, poi il sistema di ventilazione e poi l’alimentazione, poi manca il personale. L’elenco dei disservizi è lungo. E manca il personale. La stazione Garibaldi ieri si sarebbe potuta aprire prima se ci fosse stata più gente ad asciugare, ma non c’era. «Il deficit di risorse umane – aggiunge Ramaglia – è noto. All’assessore Palma ho chiesto tra operatori di stazione, di funicolare e autisti, 250 unità in più perché così siamo in affanno anche se tutti i dipendenti danno il massimo e fanno lo straordinario. È stato redatto un piano industriale dove era previsto l’arrivo di 200 persone e non ci sono, l’intervento della Corte dei Conti non era prevedibile. L’incertezza pesa anche sull’azienda». I maggiori introiti, aggiunge Ramaglia, ancora non ci sono. «Siamo solo a febbraio – spiega – presto ci auguriamo di partire con il biglietto aziendale, auspichiamo che arrivi del personale da altre partecipate del Comune come ci è stato promesso». Insomma c’è da attendere. Intanto le uscite secondarie di alcune stazioni chiudono: Montedonzelli nei fine settimana, Rione Alto, la linea 6 del metrò che chiude per un mese a partire da lunedì prossimo. E poi ancora tutti i collegamenti intermodali tra una funicolare e l’altra. Le scale mobili. «Ma – aggiunge Ramaglia – sia chiaro non c’è alcun rischio di default, i flussi di denaro previsti possono ancora arrivare, noi ci stiamo muovendo per ottenere dalle banche un accesso al credito, non è facile,ma speriamo di farcela». (Elena Romanazzi – Il Mattino)

Napoli. Dominique Perrault, l’archistar, immaginava per piazza Garibaldi la foresta pluviale, e l’ha avuta. È bastato un temporale di forte intensità, durato circa cinque ore, per mandare in tilt la stazione del metrò. Chiusa dalle 6.45 del mattino fino alle 10.30 a causa di un allagamento. I treni giravano regolarmente, ma giù in stazione non si poteva scendere. Scale mobili chiuse, acqua ovunque. È stato il caos. Stazione nuova, anni di lavori e poi una bomba d’acqua impedisce agli utenti di usare il metrò. C’era rabbia tra i passeggeri che hanno trovato l’avviso una volta arrivati alla piazza. L’ora di punta ha peggiorato la situazione già compromessa dal maltempo. Si sa che basta un po’di pioggia perché il traffico impazzisca. Ieri, con le corse limitate alla stazione Università, è andata ancora peggio. Al call center dell’Anm sono arrivate numerose telefonate, tutti volevano sapere cosa fosse accaduto a Garibaldi. Si pensava a un calo di tensione, ad un treno guasto, alla ventilazione. Sapere che era entrata l’acqua ha scatenato l’ira degli utenti. Ed ha costretto i vertici aziendali a porsi numerosi interrogativi. Il sindaco de Magistris, ieri a Roma, si è voluto informare dell’accaduto. E senza mezzi termini ha detto all’amministratore delegato che è impensabile chiudere una stazione per la pioggia. Sono state fatte delle verifiche. «Una apposita squadra con ingegneri – spiega l’amministratore delegato Alberto Ramaglia – ha lavorato tutta la mattina per comprendere le cause di quanto è accaduto. Deve essere chiaro che i binari non hanno subito alcun danno, si è allagato l’ingresso, la stazione». Ci sono errori nella progettazione? «Il problema potrebbe essere dipeso dalle caditoie pluviali ma non escludo, lo stiamo verificando, che esista un problema nella progettazione. In pratica si sta valutando la situazione. La copertura della stazione è particolare». Il tetto (non completamente coperto) ha una forma che favorisce in qualche modo l’ingresso dell’acqua. Qualcosa va sicuramente rivisto. «Con molta probabilità – aggiunge Ramaglia – basterà un piccolo intervento per far defluire le acque da un’altra parte per risolvere definitivamente il problema». Si vedrà. Ma certo dall’apertura, avvenuta il 31dicembre 2013, non sono mancati i problemi e gli stop. Una volta si guasta il treno, poi il sistema di ventilazione e poi l’alimentazione, poi manca il personale. L’elenco dei disservizi è lungo. E manca il personale. La stazione Garibaldi ieri si sarebbe potuta aprire prima se ci fosse stata più gente ad asciugare, ma non c’era. «Il deficit di risorse umane – aggiunge Ramaglia – è noto. All’assessore Palma ho chiesto tra operatori di stazione, di funicolare e autisti, 250 unità in più perché così siamo in affanno anche se tutti i dipendenti danno il massimo e fanno lo straordinario. È stato redatto un piano industriale dove era previsto l’arrivo di 200 persone e non ci sono, l’intervento della Corte dei Conti non era prevedibile. L’incertezza pesa anche sull’azienda». I maggiori introiti, aggiunge Ramaglia, ancora non ci sono. «Siamo solo a febbraio – spiega – presto ci auguriamo di partire con il biglietto aziendale, auspichiamo che arrivi del personale da altre partecipate del Comune come ci è stato promesso». Insomma c’è da attendere. Intanto le uscite secondarie di alcune stazioni chiudono: Montedonzelli nei fine settimana, Rione Alto, la linea 6 del metrò che chiude per un mese a partire da lunedì prossimo. E poi ancora tutti i collegamenti intermodali tra una funicolare e l’altra. Le scale mobili. «Ma – aggiunge Ramaglia – sia chiaro non c’è alcun rischio di default, i flussi di denaro previsti possono ancora arrivare, noi ci stiamo muovendo per ottenere dalle banche un accesso al credito, non è facile,ma speriamo di farcela». (Elena Romanazzi – Il Mattino)