Sant’Agnello. Carnevale, teppisti messi all’angolo: niente vendita di uova, farina e spray

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Sant’Agnello. «A Carnevale ogni scherzo vale». Ma a Sant’Agnello si cerca di agire d’anticipo ed evitare problemi per l’ordine pubblico. Anche perché nel giorno del «martedì grasso», di solito, si rischia di assistere al lancio di uova, arance o, addirittura, anche a piccoli scontri tra bande munite di manganello in plastica. Alle stelle filanti di carta si sostituiscono quelle spray. Così scende in campo il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, che ha firmato un’apposita ordinanza. Dal divertimento spesso si passa a ben altro. Non solo più lo scherzo, ma anche veri e propri episodi di teppismo. Il primo cittadino ha voluto imprimere un giro di vite. Il Carnevale 2014 a Sant’Agnello – così come in tutta la penisola – si dovrà snodare senza particolari intoppi per la sicurezza. Così, con urgente necessità, il titolare della fascia tricolore ha emanato il provvedimento con il quale vieta la l’utilizzo sul territorio comunale di bombolette spray schiumogene e coloranti, qualsiasi oggetto contundente, quali manganelli e strumenti similari, rinforzati e non, che possano arrecare molestia e procurare lesioni alle persone, farinacei e uova. I negozianti non potranno vendere tali oggetti ai minori. Ai ragazzi è stato imposto il divieto di lanciare farina, acqua, uova e quant’altro possa arrecare molestia. L’atto pubblico richiama anche i cittadini a contenere gli scherzi nel limite del garbo e della civile convivenza. Divieti che, qualora non fossero rispettati, porterebbero a pesanti sanzioni a danno di esercenti e acquirenti. A monitorare sull’applicazione dell’ordinanza, in vigore sino al 4 marzo, ci saranno gli agenti di polizia municipale. Multe che andranno da 25 a 500 euro per chi viene pizzicato a lanciare uova, arance o palloncini d’acqua, mentre per i negozianti si va da 100 a 500 euro a cui sarà aggiunta la sanzione amministrativa accessoria che potrebbe costare la serrata per due giorni lavorativi del locale, nonché il sequestro della merce posta in vendita. (José Astarita – Metropolis)

Sant’Agnello. «A Carnevale ogni scherzo vale». Ma a Sant’Agnello si cerca di agire d’anticipo ed evitare problemi per l’ordine pubblico. Anche perché nel giorno del «martedì grasso», di solito, si rischia di assistere al lancio di uova, arance o, addirittura, anche a piccoli scontri tra bande munite di manganello in plastica. Alle stelle filanti di carta si sostituiscono quelle spray. Così scende in campo il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, che ha firmato un’apposita ordinanza. Dal divertimento spesso si passa a ben altro. Non solo più lo scherzo, ma anche veri e propri episodi di teppismo. Il primo cittadino ha voluto imprimere un giro di vite. Il Carnevale 2014 a Sant’Agnello – così come in tutta la penisola – si dovrà snodare senza particolari intoppi per la sicurezza. Così, con urgente necessità, il titolare della fascia tricolore ha emanato il provvedimento con il quale vieta la l’utilizzo sul territorio comunale di bombolette spray schiumogene e coloranti, qualsiasi oggetto contundente, quali manganelli e strumenti similari, rinforzati e non, che possano arrecare molestia e procurare lesioni alle persone, farinacei e uova. I negozianti non potranno vendere tali oggetti ai minori. Ai ragazzi è stato imposto il divieto di lanciare farina, acqua, uova e quant’altro possa arrecare molestia. L’atto pubblico richiama anche i cittadini a contenere gli scherzi nel limite del garbo e della civile convivenza. Divieti che, qualora non fossero rispettati, porterebbero a pesanti sanzioni a danno di esercenti e acquirenti. A monitorare sull’applicazione dell’ordinanza, in vigore sino al 4 marzo, ci saranno gli agenti di polizia municipale. Multe che andranno da 25 a 500 euro per chi viene pizzicato a lanciare uova, arance o palloncini d’acqua, mentre per i negozianti si va da 100 a 500 euro a cui sarà aggiunta la sanzione amministrativa accessoria che potrebbe costare la serrata per due giorni lavorativi del locale, nonché il sequestro della merce posta in vendita. (José Astarita – Metropolis)

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