Renzi, fiducia al Senato “Subito riduzione del cuneo fiscale”

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Da Il Fatto Quotidiano

inserito da Salvatore Caccaviello

Matteo Renzi alla prova del voto di fiducia (guarda sotto la cronaca ora per ora). Il nuovo presidente del Consiglio, dopo aver trascorso la notte a Palazzo Chigi, ha esposto in Senato il suo primo discorso programmatico, parlando a braccio consultando pochi appunti, cosa che non in Parlamento non si ricordava da anni. Per due volte il discorso è stato interrotto dalla contestazione dei parlamentari Cinque Stelle, e in entrambe le occasioni ha replicato con ironia, ricordando la mancata presentazione dell’M5S alle elezioni in Sardegna e i problemi di “rapporto con la base”. Sul fronte dei programmi, oltre a un intevento straordinario sulla scuola “anche attraverso l’allentamento del patto di stabilità”, Renzi promette “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Poi lo “sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp. E, soprattutto, “porteremo immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati”.

Renzi prende poi atto che “in vent’anni” i due poli non sono riusciti a “convincersi l’un l’altro” della bontà delle loro posizioni. Ci penserà quindi il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a presentare “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, dalla giustizia amministrativa a quella penale. ”Ormai le posizioni sono calcificate e intangibili, nessuno riuscirà a convincere l’altro”, afferma Renzi. “A giugno sarà all’attenzione del Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Giustizia amministrativa: negli appalti pubblici lavorano più avvocati che muratori. Un provvedimento di un sindaco o del Parlamento è costantemente rimesso in discussione, una corsa a ostacoli impressionanti”, ha sottolineato Renzi. “Giustizia civile: viviamo un tempo in cui la lunghezza e difficoltà del processo civile” è motivo per cui “se ne vanno investimenti e possibilità di credere che il Paese sia recuperabile”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Giustizia penale: a fronte di una straordinaria qualità di uomini e donne che lavorano nella giustizia esiste una preoccupazione costante nell’opinione pubblica che la giustizia corra il rischia arrivi tardi e colpisca in modo diverso”, ha concluso Renzi.

Dalle 16 si svolgerà il dibattito per poi arrivare al voto alle 22. Domani sarà invece la volta della Camera. Renzi è stato raggiunto in mattinata nel palazzo del governo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio autore di una gaffe ieri quando, dopo aver detto di avere in mente un possibile prelievo sui Bot, è stato smentito nel giro di poche ore da una nota ufficiale di Palazzo Chigi.

Il neo ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è intanto dimesso da tutti gli incarichi finora ricoperti. Le dimissioni riguardano la presidenza dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, della Legacoop e di CoopFond, il fondo di promozione del settore. Poletti si è anche dimesso da consigliere della Fondazione obiettivo lavoro. “Sono già al lavoro”, ha annunciato il ministro, che da questa mattina si è insediato nella sede del dicastero di via Veneto a Roma. “Condivido l’idea del Job Act del premier Renzi di dare un’opportunità a ciascun cittadino italiano ad avere un’occupazione e una possibilità”, ha aggiunto, sottolineando che “occorre partire dall’idea che tutti, dal carcerato al cassintegrato, al giovane debbano poter essere utile a sé e gli altri”. Poletti ha chiesto infine di “non fissarci” e iniziare “una guerra” sulla possibile abolizione dell’articolo 18 ma di discutere “sulla sostanza”.

Verso la conclusione del suo intervento in Senato, Renzi ha affermato con grande enfasi che sulla realizzazione dei punti illustrati “non ci sono più alibi per nessuno”. E ancora: “Abbiamo una sola chance, se perdiamo è colpa mia”.

Toto sottosegretari e viceministri – Intanto, dopo il toto ministri è già tempo di toto sottosegretari e viceministri. La trattativa, stando a quanto riporta ‘Il Messaggero’, Renzi l’ha affidata al suo braccio destro Lorenzo Guerini e al sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio. Domani o dopo le nomine. Tra i nomi in cima alla lista ci sono: Roberto Reggi (ex coordinatore della campagna delle primarie), Ernesto Carbone, Angelo Rughetti, David Ermini, Erasmo D’Angelis. L’ex ministro Mario Mauro occuperà di sicuro una casella nell’esecutivo. All’Economia, dove per un posto da vice sono in pole Enrico Morando, Pier Paolo Baretta, Alberto Giorgetti (Ncd) e Benedetto Della Vedova, (Scelta civica). Al fianco di Maria Elena Boschi uno tra Giampaolo D’Andrea (Pd) e di Giovanni Legnini che dovrebbe essere riconfermato anche sottosegretario all’editoria.

LA CRONACA ORA PER ORA

15,16 – Renzi: “Marò, vicenda allucinante”
“Ieri ho scelto di fare alcune telefonate simboliche ma non solo simboliche, ho chiamato i marò in India, coinvolti in un’assurda e allucinante vicenda per la quale garantisco un assoluto impegno del governo”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo.  

15,09 – “Lavoro, discussione entro marzo”
“Entro marzo” sarà avviata la “discussione parlamentare sul piano del lavoro”. Lo afferma il presidente del consiglio incaricato, Matteo Renzi, nel suo intervento a palazzo Madama. Il piano prevede l’intervento sulle regole normative “anche profondamente innovative”.

15,06 – Renzi: “Approvare legge elettorale con altre riforme”
“Con quale credibilità possiamo dire che è urgente intervenire sulla legge elettorale e poi perdere l’occasione del contingentamento dei tempi”? Così Matteo Renzi, che definisce “una priorità” approvare l’Italicum alla Camera. Ma aggiunge: “Politicamente esiste un legame netto” con le riforme di Senato e titolo V: “Sono 3 parti della stessa cosa”. 

15,00 – “Province, chiudiamo la partita prima delle elezioni di maggio”
“Il disegno di legge Delrio è nelle condizioni di impedire che il 25 maggio si voti per il rinnovo di 46 amministrazioni provinciali. C’è un’opposizione dura, anche con ostruzionismo da parte di Fi e M5S. Vi invitiamo a riflettere su questa proposta: chiudiamo il ddl Delrio e impediamo di votare il 25 maggio, ma nel Titolo V riapriamo tra di noi la discussione su cosa debbano essere le Province. Non possiamo perdere questa occasione: volete rivotare per 46 Province? C’è qualcuno che possa dire che non è un costo?”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo.  

14,49 – “A giugno il Guardasigilli presenterà paccetto di riforma della giustizia”
Nel suo intervento, Renzi prende atto che “in vent’anni” i due poli non sono riusciti a “convincersi l’un l’altro” della bontà delle loro posizioni. Ci penserà quindi il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a presentare “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, dalla gioustizia amministrativa a quella penale. 

14,48 – “Dichiarazioni dei redditi trasmesse via internet a pensionati e dipendenti pa”
Il premier Matteo Renzi, nel suo passaggio sul fisco, propone che “tutti i dipendenti pubblici e tutti i pensionati ricevano direttamente a casa una dichiarazione dei redditi precompilata”.  

 14,47 – Trasparenza, Renzi: “Online gli atti della Pubblica aministrazione”

14,40 – Renzi: “Sblocco totale dei crediti verso la pubblica amministrazione”
Sul fronte del programma, in materia di economia Renzi promette “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Poi lo “sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp. E ancora, una “riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, irreversibile e legato non solo alla riduzione della spesa”. 

14,39 – Renzi: “Il cambio non oscura i risultati del governo Letta”

14,34 – Renzi: “Piano straordinario per la scuola, stop a patto di stabilità”
Un piano di investimenti da diversi miliardi di euro in scuola ed edilizia scolastica, coinvolgendo i sindaci. E’ l’annuncio di Renzi nel suo intervento programmatico.

14,30 – Renzi, nuovo scontro con i Cinque Stelle
Il premier Renzi è stato interrotto una seconda volta dai senatori Cinque Stelle, mentre parlava di scuola, e ha ribattutto: “Il mio partito svolge una funzione sociale nei confronti dei parlamentari Cinque stelle, che ha problemi con la base”. 

14,28 – Renzi: “Questo è un governo politico”

14,22 – Elezioni, Renzi punzecchia i Cinque Stelle
“Il presupposto è che eravamo ad un bivio: alle elezioni, noi non abbiamo paura, siamo abituati a candidarci”. Così il premier Matteo Renzi che, davanti al rumoreggiare dei senatori grillini, ha ribadito che il Pd non teme le elezioni, e ha citato il caso della sardeegna, dove i grillini non si sono presentati.

14,21 – Renzi: “Politica dia tregua ai cittadini”
“Se in questi anni avessimo prestato ascolto ai mercati rionali ci saremmo accorti che la richiesta è di tregua della politica rispetto ai cittadini: l’impressione che abbiamo dato è di angoscia tra politici e cittadini”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento al Senato per la fiducia. 

14,20 – “Riforme, rispetteremo i tempi”
Sulla legge elettorale e le riforme costituzionali si è raggiunto “un accordo che va oltre la maggioranza di governo”. Quell’accordo “lo rispetteremo nei tempi e nelle modalità prestabilite”. Così il premier Matteo Renzi nel chiedere la fiducia al Senato 

14,15 – Renzi: “Vorrei essere ultimo premier a chiedere fiducia in Senato Roma”
“Vorrei essere l’ultimo presidente del Consiglio a chiedere la fiducia in quest’Aula”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo. Un riferimento al progetto di riforma che abolisce l’assemblea di Palazzo Madama.  

14.12 – Renzi: “Non ho l’età per stare in Senato”

14.10 – Renzi inizia il suo discorso al Senato: “Ci avviciniamo in punta di piedi al Senato”

13.28 – Grasso: “Prima chiama fiducia alle 22? – Il presidente del Senato, Pietro Grasso, spiega intanto su Facebook come funzionano i lavori di Palazzo Madama. “Dopo aver giurato sabato nelle mani del Presidente Napolitano il premier Matteo Renzi e la sua squadra devono ottenere, attraverso un voto, la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. Si comincia oggi dal Senato, così come prevede la cosiddetta prassi della culla: l’esecutivo deve nascere in una camera diversa da quella in cui ha preso il via il governo precedente (il governo Letta iniziò infatti il suo percorso alla Camera)”. “Dalle 14.00 – prosegue – il premier Renzi illustrerà le linee del programma che lui e i suoi Ministri intendono realizzare e sulle quali chiede, appunto, la fiducia dell’Aula. Una volta terminata questa fase, tutti i gruppi parlamentari hanno la facoltà di esprimere il loro parere, i loro consigli e le loro critiche sul programma appena delineato. Successivamente ogni gruppo esprimerà la propria dichiarazione di voto, annunciando pubblicamente se intende sostenere il governo o meno. La giornata parlamentare si chiude quindi con l’atto del voto di fiducia”.

8.16 –  Guidi (Economia): “Mai stata a cena ad Arcore” – Intervistata dal ‘il Corriere della Serà, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, smentisce che lunedì scorso lei fosse ad Arcore con suo padre a cena con Berlusconi che le avrebbe offerto una candidatura alle Europee, come emerso ieri. “Assolutamente no. Non sono mai stata ad Arcore a cena e non mi ha offerto alcuna candidatura alle Europee. Non riesco a capire come sia nata questa invenzione. Certo conosco Berlusconi, l’ho incontrato diverse volte ed è vero che, a essere precisa tramite Alfano, mi ha chiesto alle ultime elezioni di entrare in lista nel Pdl. Ma ho rifiutato per due motivi: perché non ho mai voluto scendere in politica e perché avevo un bambino piccolissimo”. Tesi questa nota da tempo, e riportata anche in passato da diverse fonti di stampa. Sul possibile conflitto di interessi, la Guidi precisa, oltre a confermare le dimissioni da ogni incarico precedente: “Ducati Energia ha in Italia solo il 20% del fatturato. Partecipiamo ad appalti privati e pubblici in tutto il mondo dove esportiamo in 140 Paesi. In Italia, con le aziende pubbliche abbiamo solo il 10% del fatturato, alcuni appalti li abbiamo vinti altri persi. La Ducati è una azienda sanissima, ha sempre fatto profitti e non ha mai distribuito utili ma li ha sempre reinvestiti dedicando alla ricerca e sviluppo dal 7 al 10% del fatturato puntando sull’alta tecnologia. Per questo non abbiamo risentito della crisi”.

Da Il Fatto Quotidiano 24/02/2014

Da Il Fatto Quotidiano

inserito da Salvatore Caccaviello

Matteo Renzi alla prova del voto di fiducia (guarda sotto la cronaca ora per ora). Il nuovo presidente del Consiglio, dopo aver trascorso la notte a Palazzo Chigi, ha esposto in Senato il suo primo discorso programmatico, parlando a braccio consultando pochi appunti, cosa che non in Parlamento non si ricordava da anni. Per due volte il discorso è stato interrotto dalla contestazione dei parlamentari Cinque Stelle, e in entrambe le occasioni ha replicato con ironia, ricordando la mancata presentazione dell’M5S alle elezioni in Sardegna e i problemi di “rapporto con la base”. Sul fronte dei programmi, oltre a un intevento straordinario sulla scuola “anche attraverso l’allentamento del patto di stabilità”, Renzi promette “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Poi lo “sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp. E, soprattutto, “porteremo immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati”.

Renzi prende poi atto che “in vent’anni” i due poli non sono riusciti a “convincersi l’un l’altro” della bontà delle loro posizioni. Ci penserà quindi il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a presentare “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, dalla giustizia amministrativa a quella penale. ”Ormai le posizioni sono calcificate e intangibili, nessuno riuscirà a convincere l’altro”, afferma Renzi. “A giugno sarà all’attenzione del Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Giustizia amministrativa: negli appalti pubblici lavorano più avvocati che muratori. Un provvedimento di un sindaco o del Parlamento è costantemente rimesso in discussione, una corsa a ostacoli impressionanti”, ha sottolineato Renzi. “Giustizia civile: viviamo un tempo in cui la lunghezza e difficoltà del processo civile” è motivo per cui “se ne vanno investimenti e possibilità di credere che il Paese sia recuperabile”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Giustizia penale: a fronte di una straordinaria qualità di uomini e donne che lavorano nella giustizia esiste una preoccupazione costante nell’opinione pubblica che la giustizia corra il rischia arrivi tardi e colpisca in modo diverso”, ha concluso Renzi.

Dalle 16 si svolgerà il dibattito per poi arrivare al voto alle 22. Domani sarà invece la volta della Camera. Renzi è stato raggiunto in mattinata nel palazzo del governo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio autore di una gaffe ieri quando, dopo aver detto di avere in mente un possibile prelievo sui Bot, è stato smentito nel giro di poche ore da una nota ufficiale di Palazzo Chigi.

Il neo ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è intanto dimesso da tutti gli incarichi finora ricoperti. Le dimissioni riguardano la presidenza dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, della Legacoop e di CoopFond, il fondo di promozione del settore. Poletti si è anche dimesso da consigliere della Fondazione obiettivo lavoro. “Sono già al lavoro”, ha annunciato il ministro, che da questa mattina si è insediato nella sede del dicastero di via Veneto a Roma. “Condivido l’idea del Job Act del premier Renzi di dare un’opportunità a ciascun cittadino italiano ad avere un’occupazione e una possibilità”, ha aggiunto, sottolineando che “occorre partire dall’idea che tutti, dal carcerato al cassintegrato, al giovane debbano poter essere utile a sé e gli altri”. Poletti ha chiesto infine di “non fissarci” e iniziare “una guerra” sulla possibile abolizione dell’articolo 18 ma di discutere “sulla sostanza”.

Verso la conclusione del suo intervento in Senato, Renzi ha affermato con grande enfasi che sulla realizzazione dei punti illustrati “non ci sono più alibi per nessuno”. E ancora: “Abbiamo una sola chance, se perdiamo è colpa mia”.

Toto sottosegretari e viceministri – Intanto, dopo il toto ministri è già tempo di toto sottosegretari e viceministri. La trattativa, stando a quanto riporta ‘Il Messaggero’, Renzi l’ha affidata al suo braccio destro Lorenzo Guerini e al sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio. Domani o dopo le nomine. Tra i nomi in cima alla lista ci sono: Roberto Reggi (ex coordinatore della campagna delle primarie), Ernesto Carbone, Angelo Rughetti, David Ermini, Erasmo D’Angelis. L’ex ministro Mario Mauro occuperà di sicuro una casella nell’esecutivo. All’Economia, dove per un posto da vice sono in pole Enrico Morando, Pier Paolo Baretta, Alberto Giorgetti (Ncd) e Benedetto Della Vedova, (Scelta civica). Al fianco di Maria Elena Boschi uno tra Giampaolo D’Andrea (Pd) e di Giovanni Legnini che dovrebbe essere riconfermato anche sottosegretario all’editoria.

LA CRONACA ORA PER ORA

15,16 – Renzi: “Marò, vicenda allucinante”
“Ieri ho scelto di fare alcune telefonate simboliche ma non solo simboliche, ho chiamato i marò in India, coinvolti in un’assurda e allucinante vicenda per la quale garantisco un assoluto impegno del governo”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo.  

15,09 – “Lavoro, discussione entro marzo”
“Entro marzo” sarà avviata la “discussione parlamentare sul piano del lavoro”. Lo afferma il presidente del consiglio incaricato, Matteo Renzi, nel suo intervento a palazzo Madama. Il piano prevede l’intervento sulle regole normative “anche profondamente innovative”.

15,06 – Renzi: “Approvare legge elettorale con altre riforme”
“Con quale credibilità possiamo dire che è urgente intervenire sulla legge elettorale e poi perdere l’occasione del contingentamento dei tempi”? Così Matteo Renzi, che definisce “una priorità” approvare l’Italicum alla Camera. Ma aggiunge: “Politicamente esiste un legame netto” con le riforme di Senato e titolo V: “Sono 3 parti della stessa cosa”. 

15,00 – “Province, chiudiamo la partita prima delle elezioni di maggio”
“Il disegno di legge Delrio è nelle condizioni di impedire che il 25 maggio si voti per il rinnovo di 46 amministrazioni provinciali. C’è un’opposizione dura, anche con ostruzionismo da parte di Fi e M5S. Vi invitiamo a riflettere su questa proposta: chiudiamo il ddl Delrio e impediamo di votare il 25 maggio, ma nel Titolo V riapriamo tra di noi la discussione su cosa debbano essere le Province. Non possiamo perdere questa occasione: volete rivotare per 46 Province? C’è qualcuno che possa dire che non è un costo?”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo.  

14,49 – “A giugno il Guardasigilli presenterà paccetto di riforma della giustizia”
Nel suo intervento, Renzi prende atto che “in vent’anni” i due poli non sono riusciti a “convincersi l’un l’altro” della bontà delle loro posizioni. Ci penserà quindi il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a presentare “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, dalla gioustizia amministrativa a quella penale. 

14,48 – “Dichiarazioni dei redditi trasmesse via internet a pensionati e dipendenti pa”
Il premier Matteo Renzi, nel suo passaggio sul fisco, propone che “tutti i dipendenti pubblici e tutti i pensionati ricevano direttamente a casa una dichiarazione dei redditi precompilata”.  

 14,47 – Trasparenza, Renzi: “Online gli atti della Pubblica aministrazione”

14,40 – Renzi: “Sblocco totale dei crediti verso la pubblica amministrazione”
Sul fronte del programma, in materia di economia Renzi promette “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Poi lo “sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp. E ancora, una “riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, irreversibile e legato non solo alla riduzione della spesa”. 

14,39 – Renzi: “Il cambio non oscura i risultati del governo Letta”

14,34 – Renzi: “Piano straordinario per la scuola, stop a patto di stabilità”
Un piano di investimenti da diversi miliardi di euro in scuola ed edilizia scolastica, coinvolgendo i sindaci. E’ l’annuncio di Renzi nel suo intervento programmatico.

14,30 – Renzi, nuovo scontro con i Cinque Stelle
Il premier Renzi è stato interrotto una seconda volta dai senatori Cinque Stelle, mentre parlava di scuola, e ha ribattutto: “Il mio partito svolge una funzione sociale nei confronti dei parlamentari Cinque stelle, che ha problemi con la base”. 

14,28 – Renzi: “Questo è un governo politico”

14,22 – Elezioni, Renzi punzecchia i Cinque Stelle
“Il presupposto è che eravamo ad un bivio: alle elezioni, noi non abbiamo paura, siamo abituati a candidarci”. Così il premier Matteo Renzi che, davanti al rumoreggiare dei senatori grillini, ha ribadito che il Pd non teme le elezioni, e ha citato il caso della sardeegna, dove i grillini non si sono presentati.

14,21 – Renzi: “Politica dia tregua ai cittadini”
“Se in questi anni avessimo prestato ascolto ai mercati rionali ci saremmo accorti che la richiesta è di tregua della politica rispetto ai cittadini: l’impressione che abbiamo dato è di angoscia tra politici e cittadini”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento al Senato per la fiducia. 

14,20 – “Riforme, rispetteremo i tempi”
Sulla legge elettorale e le riforme costituzionali si è raggiunto “un accordo che va oltre la maggioranza di governo”. Quell’accordo “lo rispetteremo nei tempi e nelle modalità prestabilite”. Così il premier Matteo Renzi nel chiedere la fiducia al Senato 

14,15 – Renzi: “Vorrei essere ultimo premier a chiedere fiducia in Senato Roma”
“Vorrei essere l’ultimo presidente del Consiglio a chiedere la fiducia in quest’Aula”. Così il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento in aula al Senato, dove sarà votata la fiducia al nuovo esecutivo. Un riferimento al progetto di riforma che abolisce l’assemblea di Palazzo Madama.  

14.12 – Renzi: “Non ho l’età per stare in Senato”

14.10 – Renzi inizia il suo discorso al Senato: “Ci avviciniamo in punta di piedi al Senato”

13.28 – Grasso: “Prima chiama fiducia alle 22″ – Il presidente del Senato, Pietro Grasso, spiega intanto su Facebook come funzionano i lavori di Palazzo Madama. “Dopo aver giurato sabato nelle mani del Presidente Napolitano il premier Matteo Renzi e la sua squadra devono ottenere, attraverso un voto, la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. Si comincia oggi dal Senato, così come prevede la cosiddetta prassi della culla: l’esecutivo deve nascere in una camera diversa da quella in cui ha preso il via il governo precedente (il governo Letta iniziò infatti il suo percorso alla Camera)”. “Dalle 14.00 – prosegue – il premier Renzi illustrerà le linee del programma che lui e i suoi Ministri intendono realizzare e sulle quali chiede, appunto, la fiducia dell’Aula. Una volta terminata questa fase, tutti i gruppi parlamentari hanno la facoltà di esprimere il loro parere, i loro consigli e le loro critiche sul programma appena delineato. Successivamente ogni gruppo esprimerà la propria dichiarazione di voto, annunciando pubblicamente se intende sostenere il governo o meno. La giornata parlamentare si chiude quindi con l’atto del voto di fiducia”.

8.16 –  Guidi (Economia): “Mai stata a cena ad Arcore” – Intervistata dal ‘il Corriere della Serà, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, smentisce che lunedì scorso lei fosse ad Arcore con suo padre a cena con Berlusconi che le avrebbe offerto una candidatura alle Europee, come emerso ieri. “Assolutamente no. Non sono mai stata ad Arcore a cena e non mi ha offerto alcuna candidatura alle Europee. Non riesco a capire come sia nata questa invenzione. Certo conosco Berlusconi, l’ho incontrato diverse volte ed è vero che, a essere precisa tramite Alfano, mi ha chiesto alle ultime elezioni di entrare in lista nel Pdl. Ma ho rifiutato per due motivi: perché non ho mai voluto scendere in politica e perché avevo un bambino piccolissimo”. Tesi questa nota da tempo, e riportata anche in passato da diverse fonti di stampa. Sul possibile conflitto di interessi, la Guidi precisa, oltre a confermare le dimissioni da ogni incarico precedente: “Ducati Energia ha in Italia solo il 20% del fatturato. Partecipiamo ad appalti privati e pubblici in tutto il mondo dove esportiamo in 140 Paesi. In Italia, con le aziende pubbliche abbiamo solo il 10% del fatturato, alcuni appalti li abbiamo vinti altri persi. La Ducati è una azienda sanissima, ha sempre fatto profitti e non ha mai distribuito utili ma li ha sempre reinvestiti dedicando alla ricerca e sviluppo dal 7 al 10% del fatturato puntando sull’alta tecnologia. Per questo non abbiamo risentito della crisi”.

Da Il Fatto Quotidiano 24/02/2014

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