Tares, l’ira di Casapound: sacchetti all’ingresso dei municipi

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Sacchetti per i rifiuti con il simbolo dell’Euro, locandine affisse in tutta la città e manifesti che recitano «Tares Usura»: così si sono presentati ieri le città di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Massa Lubrense agli occhi dei cittadini, in seguito alla protesta contro il caro Tares messa in atto dai militanti di Casa-Pound Italia. «Abbiamo voluto richiamare l’attenzione delle amministrazioni comunali – afferma Tommaso Guarracino, referente sorrentino di CasaPound Italia – sulla questione rifiuti, ed in particolare sullo spropositato aumento della Tares, imposta che dal 2011, anno in cui è entrata in vigore, è aumentata in molti casi del 400%». Vengono richiamati anche i dati e statistiche «fiduciosissime sulla gestione della raccolta differenziata in Penisola Sorrentina; ci chiediamo – continua Guarracino – se gli amministratori locali si rendano conto che i cittadini e i commercianti sono letteralmente esasperati, in quanto soggetti ad una tassazione tra le più care d’Italia, restando di fatto ingabbiati tra canoni di locazione tra i più alti del Paese e tasse. Chiediamo ai sindaci – conclude la nota di Cip Sorrento – se ritengono giusto che il senso civico dei sorrentini, grazie al quale la città è diventata un riferimento per tutto il turismo e l’economia del Sud Italia,sia ripagato e contraccambiato con un aumento esponenziale e certamente inaccettabile delle imposte. Se la raccolta differenziata, almeno in teoria, è pensata anche per la riduzione dei costi della gestione della catena dei rifiuti, ci duole dire che tutto ciò non accade, almeno in penisola sorrentina». Un messaggio, quello diffuso dai vertici di Casapound di Sorrento, discusso anche sulla rete. Non ha gradito il consigliere del Pd di Piano, Antonio D’Aniello. (Metropolis)

Sacchetti per i rifiuti con il simbolo dell’Euro, locandine affisse in tutta la città e manifesti che recitano «Tares Usura»: così si sono presentati ieri le città di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Massa Lubrense agli occhi dei cittadini, in seguito alla protesta contro il caro Tares messa in atto dai militanti di Casa-Pound Italia. «Abbiamo voluto richiamare l’attenzione delle amministrazioni comunali – afferma Tommaso Guarracino, referente sorrentino di CasaPound Italia – sulla questione rifiuti, ed in particolare sullo spropositato aumento della Tares, imposta che dal 2011, anno in cui è entrata in vigore, è aumentata in molti casi del 400%». Vengono richiamati anche i dati e statistiche «fiduciosissime sulla gestione della raccolta differenziata in Penisola Sorrentina; ci chiediamo – continua Guarracino – se gli amministratori locali si rendano conto che i cittadini e i commercianti sono letteralmente esasperati, in quanto soggetti ad una tassazione tra le più care d’Italia, restando di fatto ingabbiati tra canoni di locazione tra i più alti del Paese e tasse. Chiediamo ai sindaci – conclude la nota di Cip Sorrento – se ritengono giusto che il senso civico dei sorrentini, grazie al quale la città è diventata un riferimento per tutto il turismo e l’economia del Sud Italia,sia ripagato e contraccambiato con un aumento esponenziale e certamente inaccettabile delle imposte. Se la raccolta differenziata, almeno in teoria, è pensata anche per la riduzione dei costi della gestione della catena dei rifiuti, ci duole dire che tutto ciò non accade, almeno in penisola sorrentina». Un messaggio, quello diffuso dai vertici di Casapound di Sorrento, discusso anche sulla rete. Non ha gradito il consigliere del Pd di Piano, Antonio D’Aniello. (Metropolis)