Sciopero sul traghetto Medmar, urla e pugni al porto di Ischia

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Ischia. Vie del mare senza pace. Termina lo sciopero dei marittimi della Caremar che era iniziato il 24 gennaio con l’annullamento di alcune corse serali. Ma ieri mattina, per lo sciopero improvviso dei marittimi della Medmar, s’è scatenato l’inferno al porto di Ischia, con liti furibonde tra gli autotrasportatori che non potevano imbarcarsi. Momenti di grandissima tensione, che hanno reso indispensabile l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma. Ma andiamo per ordine. I marittimi Caremar hanno tenuto fede all’impegno, mantenendo la loro protesta sino alla data fissata, mentre ai botteghini delle biglietterie Caremar è stato affisso l’avviso in cui si comunica agli utenti che da domenica i collegamenti con i traghetti torneranno ad essere regolari. Durante questa settimana una serie di incontri si sono tenuti in Regione con l’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella ed i sindaci delle isole del golfo. Assente, però, la controparte dei sindacati, che –come ieri hanno comunicato attraverso i loro rappresentanti – denunciano il mancato pagamento dello stipendio di dicembre e il saldo del 30% su quello di gennaio. Spiega il rappresentante della Filt-Cgil Ernesto Garzia, uno degli storici marinai della Caremar: «Attendiamo che venga mantenuta la promessa fatta dagli organi competenti attraverso lo sblocco dei fondi già erogati dalla Regione di un milione e settecentomila euro ed inviati alla Caremar, che dovrà far fronte ai pagamenti. Un impegno che l’azienda Caremar dovrà rispettare, speriamo all’inizio della prossima settimana». Intanto si profila un’altra novità: l’introduzione degli orari estivi per i traghetti sulla rotta da Capri a Napoli e da Napoli a Capri a partire dal 23 febbraio. L’orario attuale della prima partenza della nave lenta da Capri alle 7.05 sarà anticipata alle 6.30 del mattino, mentre la ripartenza da Napoli, attualmente delle 20.10, sarà anticipata alle 19.40. Un ritorno quasi alla normalità per le migliaia di passeggeri che utilizzano le vie del mare per gli spostamenti giornalieri e la speranza che si sblocchi presto la situazione anche per i marittimi che comunque, in una nota della segreteria regionale della Campania, ci tengono a sottolineare che i motivi dello sciopero sono molteplici, come più volte hanno annunciato, e tra questi la richiesta alla giunta regionale di deliberare la proroga del contratto di servizio che scade il 28 febbraio attraverso l’erogazione di stanziamenti che garantiscano la sopravvivenza della società. Ad Ischia ieri mattina urla, spintoni e anche calci e pugni. La rissa – sedata solo con l’arrivo di una volante della polizia – è andata in scena subito dopo le prime luci dell’alba, sulla banchina del porto. Protagonisti autotrasportatori ed automobilisti in attesa di imbarcarsi sulla prima nave della Caremar in partenza per Calata di Massa, per la cronaca, anche la prima a raggiungere una destinazione della terraferma, considerato che durante la notte la compagnia Medmar aveva cancellato ben tre corse (2.30, 4.30 e 6:20), lasciando a terra decine e decine di camionisti ed automobilisti che poi si sono precipitati all’imbarco della Caremar nella speranza di poter guadagnare l’accesso a bordo. «Non ci è stato spiegato perché la Medmar ha sospeso le corse senza alcun preavviso. Qualcuno degli equipaggi ha detto che era scattato lo sciopero, altri hanno parlato di avverse condizioni meteo marine. Ma in ogni caso ci è stata riservata una brutta sorpresa, anche in considerazione del fatto che gli aliscafi della fascia mattutina sono partiti regolarmente” lamentano gli autotrasportatori che ieri sono rimasti bloccati sull’isola. «Le corse notturne sono state sospese solo perché le condizioni del mare non erano buone” riferisce Salvi Monti, addetto alla movimentazione delle navi Medmar. (Anna Maria Boniello e Massimo Zivelli – Il Mattino)

Ischia. Vie del mare senza pace. Termina lo sciopero dei marittimi della Caremar che era iniziato il 24 gennaio con l’annullamento di alcune corse serali. Ma ieri mattina, per lo sciopero improvviso dei marittimi della Medmar, s’è scatenato l’inferno al porto di Ischia, con liti furibonde tra gli autotrasportatori che non potevano imbarcarsi. Momenti di grandissima tensione, che hanno reso indispensabile l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma. Ma andiamo per ordine. I marittimi Caremar hanno tenuto fede all’impegno, mantenendo la loro protesta sino alla data fissata, mentre ai botteghini delle biglietterie Caremar è stato affisso l’avviso in cui si comunica agli utenti che da domenica i collegamenti con i traghetti torneranno ad essere regolari. Durante questa settimana una serie di incontri si sono tenuti in Regione con l’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella ed i sindaci delle isole del golfo. Assente, però, la controparte dei sindacati, che –come ieri hanno comunicato attraverso i loro rappresentanti – denunciano il mancato pagamento dello stipendio di dicembre e il saldo del 30% su quello di gennaio. Spiega il rappresentante della Filt-Cgil Ernesto Garzia, uno degli storici marinai della Caremar: «Attendiamo che venga mantenuta la promessa fatta dagli organi competenti attraverso lo sblocco dei fondi già erogati dalla Regione di un milione e settecentomila euro ed inviati alla Caremar, che dovrà far fronte ai pagamenti. Un impegno che l’azienda Caremar dovrà rispettare, speriamo all’inizio della prossima settimana». Intanto si profila un’altra novità: l’introduzione degli orari estivi per i traghetti sulla rotta da Capri a Napoli e da Napoli a Capri a partire dal 23 febbraio. L’orario attuale della prima partenza della nave lenta da Capri alle 7.05 sarà anticipata alle 6.30 del mattino, mentre la ripartenza da Napoli, attualmente delle 20.10, sarà anticipata alle 19.40. Un ritorno quasi alla normalità per le migliaia di passeggeri che utilizzano le vie del mare per gli spostamenti giornalieri e la speranza che si sblocchi presto la situazione anche per i marittimi che comunque, in una nota della segreteria regionale della Campania, ci tengono a sottolineare che i motivi dello sciopero sono molteplici, come più volte hanno annunciato, e tra questi la richiesta alla giunta regionale di deliberare la proroga del contratto di servizio che scade il 28 febbraio attraverso l’erogazione di stanziamenti che garantiscano la sopravvivenza della società. Ad Ischia ieri mattina urla, spintoni e anche calci e pugni. La rissa – sedata solo con l’arrivo di una volante della polizia – è andata in scena subito dopo le prime luci dell’alba, sulla banchina del porto. Protagonisti autotrasportatori ed automobilisti in attesa di imbarcarsi sulla prima nave della Caremar in partenza per Calata di Massa, per la cronaca, anche la prima a raggiungere una destinazione della terraferma, considerato che durante la notte la compagnia Medmar aveva cancellato ben tre corse (2.30, 4.30 e 6:20), lasciando a terra decine e decine di camionisti ed automobilisti che poi si sono precipitati all’imbarco della Caremar nella speranza di poter guadagnare l’accesso a bordo. «Non ci è stato spiegato perché la Medmar ha sospeso le corse senza alcun preavviso. Qualcuno degli equipaggi ha detto che era scattato lo sciopero, altri hanno parlato di avverse condizioni meteo marine. Ma in ogni caso ci è stata riservata una brutta sorpresa, anche in considerazione del fatto che gli aliscafi della fascia mattutina sono partiti regolarmente” lamentano gli autotrasportatori che ieri sono rimasti bloccati sull’isola. «Le corse notturne sono state sospese solo perché le condizioni del mare non erano buone” riferisce Salvi Monti, addetto alla movimentazione delle navi Medmar. (Anna Maria Boniello e Massimo Zivelli – Il Mattino)