OMICIDIO VASSALLO Arrestato a Bogotà “il Brasiliano” E’ uomo chiave dell’inchiesta

0

Il controllo dello spaccio della droga in una zona dove un sindaco si opponeva alle infiltrazioni della malavita. Torna con prepotenza una delle prime ipotesi sul movente dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso a colpi di pistola il 5 settembre del 2010 a bordo della propria autovettura, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Con l’arresto di Bruno Humberto Damiani, avvenuto ieri all’aeroporto internazionale di Bogotà, ad opera della polizia colombiana, potrebbero arrivare particolari importanti per imprimere una svolta alle indagini sul delitto del «sindaco-pescatore».

Damiani, detto «il brasiliano» per le sue origini sudamericane, era latitante per un mandato di cattura internazionale emesso dal gip del tribunale di Salerno il 26 giugno del 2011. La polizia colombiana l’ha bloccato subito dopo il suo arrivo a Bogotà proveniente dal Brasile. L’uomo era vicino ad ambienti della criminalità e dello spaccio di droga nel Cilento, ambienti contro i quali era più volte sceso in campo Angelo Vassallo. Da quanto emerse nei giorni successivi all’efferato omicidio, Vassallo aveva affrontato nel pieno centro della frazione di Acciaroli un presunto spacciatore, invitandolo a lasciare la zona, mèta nei periodi estivo di turisti e vacanzieri. Al culmine della discussione sarebbe addirittura volato qualche schiaffo. Vassallo dopo qualche giorno venne barbaramente ucciso.

Damiani era ricercato per due estorsioni effettuate nel 2006, con l’aggravante del metodo mafioso e in concorso con Giuseppe Stellato, detto «Pappacchione», ai danni del titolare di un locale notturno di Eboli e di una ditta operante nel mercato ittico di Salerno. Ma sul suo capo pende anche un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 4 ottobre del 2011 dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della Dda in merito all’ attività investigativa dei carabinieri nei confronti di diversi giovani dediti allo spaccio di stupefacenti a Pollica e nei comuni limitrofi nel corso dell’estate del 2010. A quel provvedimento poi ne ha fatto seguito un altro, emesso il 21 ottobre del 2011 dal tribunale di Vallo della Lucania. «Il brasiliano» è stato più volte chiamato in causa proprio in considerazione dell’attività di contrasto allo spaccio di droga che vedeva impegnato il sindaco di Pollica.

Damiani, il giorno dopo il delitto Vassallo venne anche sottoposto dai carabinieri alla prova dello stub che però diede esito negativo. E qualche giorno dopo l’omicidio volò in Brasile, da dove non ha fatto più rientro in Italia. Si trattò di un viaggio programmato – secondo l’attività investigativa – in quanto «il brasiliano» da tempo aveva acquistato i biglietti aerei. Le indagini dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno portarono a delineare una serie di contatti di Damiani con i rappresentanti di una famiglia della zona cilentana ed alcuni pregiudicati dell’area a nord di Napoli proprio nelle ore precedenti l’omicidio del sindaco di Pollica. Damiani potrebbe, quindi, fornire importanti elementi sulla vicenda. Per questo dopo la formalizzazione della Direzione Distrettuale antimafia delle procedure preliminari, sono in corso quelle di estradizione per consentire il suo rientro in Italia.

LA CITTA

Il controllo dello spaccio della droga in una zona dove un sindaco si opponeva alle infiltrazioni della malavita. Torna con prepotenza una delle prime ipotesi sul movente dell'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso a colpi di pistola il 5 settembre del 2010 a bordo della propria autovettura, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Con l'arresto di Bruno Humberto Damiani, avvenuto ieri all'aeroporto internazionale di Bogotà, ad opera della polizia colombiana, potrebbero arrivare particolari importanti per imprimere una svolta alle indagini sul delitto del «sindaco-pescatore».

Damiani, detto «il brasiliano» per le sue origini sudamericane, era latitante per un mandato di cattura internazionale emesso dal gip del tribunale di Salerno il 26 giugno del 2011. La polizia colombiana l'ha bloccato subito dopo il suo arrivo a Bogotà proveniente dal Brasile. L'uomo era vicino ad ambienti della criminalità e dello spaccio di droga nel Cilento, ambienti contro i quali era più volte sceso in campo Angelo Vassallo. Da quanto emerse nei giorni successivi all'efferato omicidio, Vassallo aveva affrontato nel pieno centro della frazione di Acciaroli un presunto spacciatore, invitandolo a lasciare la zona, mèta nei periodi estivo di turisti e vacanzieri. Al culmine della discussione sarebbe addirittura volato qualche schiaffo. Vassallo dopo qualche giorno venne barbaramente ucciso.

Damiani era ricercato per due estorsioni effettuate nel 2006, con l'aggravante del metodo mafioso e in concorso con Giuseppe Stellato, detto «Pappacchione», ai danni del titolare di un locale notturno di Eboli e di una ditta operante nel mercato ittico di Salerno. Ma sul suo capo pende anche un'ordinanza di custodia cautelare emessa il 4 ottobre del 2011 dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della Dda in merito all' attività investigativa dei carabinieri nei confronti di diversi giovani dediti allo spaccio di stupefacenti a Pollica e nei comuni limitrofi nel corso dell'estate del 2010. A quel provvedimento poi ne ha fatto seguito un altro, emesso il 21 ottobre del 2011 dal tribunale di Vallo della Lucania. «Il brasiliano» è stato più volte chiamato in causa proprio in considerazione dell'attività di contrasto allo spaccio di droga che vedeva impegnato il sindaco di Pollica.

Damiani, il giorno dopo il delitto Vassallo venne anche sottoposto dai carabinieri alla prova dello stub che però diede esito negativo. E qualche giorno dopo l'omicidio volò in Brasile, da dove non ha fatto più rientro in Italia. Si trattò di un viaggio programmato – secondo l'attività investigativa – in quanto «il brasiliano» da tempo aveva acquistato i biglietti aerei. Le indagini dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno portarono a delineare una serie di contatti di Damiani con i rappresentanti di una famiglia della zona cilentana ed alcuni pregiudicati dell'area a nord di Napoli proprio nelle ore precedenti l'omicidio del sindaco di Pollica. Damiani potrebbe, quindi, fornire importanti elementi sulla vicenda. Per questo dopo la formalizzazione della Direzione Distrettuale antimafia delle procedure preliminari, sono in corso quelle di estradizione per consentire il suo rientro in Italia.

LA CITTA

Lascia una risposta