Stabia Stabia. Samuel Di Carmine prepara la vendetta contro il Cittadella, l’anno scorso fu scaricato dal club veneto

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Juve Stabia-Cittadella è sicuramente una delle partite con la più alta concentrazione di ex. Nella squadra di Pea ce ne sono tre in particolare che hanno un motivo in più per essere motivati più del solito. Si tratta di Di Carmine, Di Nardo e Ciancio, tutti reduci dalla stagione scorsa col Cittadella. Tre elementi chiave della squadra di Foscarini e sotto certi versi anche decisivi nell’ultima salvezza dei veneti. Per Samuel Di Carmine non sono state sempre rose e fi ori in quel di Cittadella, specie nell’ultimo campionato dove è stato preso di mira dall’ambiente. L’attaccante di Firenze divenne il capro espiatorio di tutti i mali del Cittadella. Scaricato dalla società e anche il rapporto con Foscarini a un certo punto si era incrinato. Una situazione diventata ormai ingestibile per Di Carmine che lo scorso anno ha chiuso il campionato con sei reti, le stesse segnate con la Juve Stabia dopo 25 turni. Inevitabile l’addio in estate e quando la Juve Stabia l’ha chiamato Di Carmine ha subito detto di sì, entusiasta di misurarsi in una piazza calda, di quelle che piacciono a lui. L’attaccante parte col piede giusto. Gol all’esordio contro il Gubbio in Tim Cup. La Juve Stabia però inizia male il campionato è Di Carmine attraversa un lungo periodo di astinenza che interrompe a Padova quando segna la rete del temporaneo 1-1. Poi l’infortunio mentre la Juve Stabia annaspa sul fondo della classifica e nel frattempo Braglia, colui che ha chiesto il suo acquisto, viene esonerato. Rientra col Novara e va in gol per tre turni di fila. A gennaio arrivano delle richieste ma Di Carmine le scarta tutte perchè vuole restare ad aiutare le Vespe nell’impresa salvezza. Il nuovo anno si apre bene con la rete su rigore, al 90’, nella gara col Pescara che segna anche la prima vittoria al Menti della stagione. Ora sabato arriva il Cittadella. Una partita delicatissima per la Juve Stabia e anche per i veneti che rischiano grosso. Sam Di Carmine vuole tornare a segnare e contro il Cittadella avrà sicuramente più di un motivo per metterla dentro. Discorso quasi simile per Simone Ciancio. Tra l’altro, il terzino costruì l’azione della rete di Di Carmine alla Juve Stabia partita da un colpo di tacco di Totò Di Nardo nella partita della scorsa stagione. E oggi tutti e tre si sono ritrovati alla Juve Stabia. La storia di Ciancio al Cittadella è quasi simile a quella di Di Carmine. Anche lui a un certo punto della stagione è finito nel mirino delle contestazioni. Viene spesso additato come una mela marcia del gruppo e anche lui ha avuto contrasti con il tecnico Foscarini fino ad arrivare al divorzio in estate. Per il difensore ligure, però, la sua stagione alla Juve Stabia è stata travagliata. Inizia titolare con Braglia che lo utilizza da interno destro di centrocampo. Alla seconda giornata si infortuna con lo Spezia e resta fuori un mese. Gioca a fasi alterne, riaffiorano altri guai fisici e il suo impiego è a scartamento ridotto. Infine c’è lui Di Nardo, altro reduce della lunga colonia di ex Cittadella e arrivato alla Juve Stabia a gennaio. Dopo due anni e 14 gol con la maglia amaranto l’attaccante va via a luglio dopo la scadenza del contratto. Col Cittadella Di Nardo è stato decisivo nell’ultimo campionato di B quando ha segnato gol pesanti nel finale contribuendo alla salvezza. Poi l’addio e la scelta di ripartire dall’Ischia, in Seconda Divisione fino alla chiamata della Juve Stabia che lo riporta in B. All’esordio ha fatto subito centro segnando alla Reggina. Un attaccante animato da una grande voglia di riscatto e che potrebbe essere l’arma in più delle Vespe anche per la sua capacità di essere decisivo a gara in corso. (Metropolis)

Juve Stabia-Cittadella è sicuramente una delle partite con la più alta concentrazione di ex. Nella squadra di Pea ce ne sono tre in particolare che hanno un motivo in più per essere motivati più del solito. Si tratta di Di Carmine, Di Nardo e Ciancio, tutti reduci dalla stagione scorsa col Cittadella. Tre elementi chiave della squadra di Foscarini e sotto certi versi anche decisivi nell’ultima salvezza dei veneti. Per Samuel Di Carmine non sono state sempre rose e fi ori in quel di Cittadella, specie nell’ultimo campionato dove è stato preso di mira dall’ambiente. L’attaccante di Firenze divenne il capro espiatorio di tutti i mali del Cittadella. Scaricato dalla società e anche il rapporto con Foscarini a un certo punto si era incrinato. Una situazione diventata ormai ingestibile per Di Carmine che lo scorso anno ha chiuso il campionato con sei reti, le stesse segnate con la Juve Stabia dopo 25 turni. Inevitabile l’addio in estate e quando la Juve Stabia l’ha chiamato Di Carmine ha subito detto di sì, entusiasta di misurarsi in una piazza calda, di quelle che piacciono a lui. L’attaccante parte col piede giusto. Gol all’esordio contro il Gubbio in Tim Cup. La Juve Stabia però inizia male il campionato è Di Carmine attraversa un lungo periodo di astinenza che interrompe a Padova quando segna la rete del temporaneo 1-1. Poi l’infortunio mentre la Juve Stabia annaspa sul fondo della classifica e nel frattempo Braglia, colui che ha chiesto il suo acquisto, viene esonerato. Rientra col Novara e va in gol per tre turni di fila. A gennaio arrivano delle richieste ma Di Carmine le scarta tutte perchè vuole restare ad aiutare le Vespe nell’impresa salvezza. Il nuovo anno si apre bene con la rete su rigore, al 90’, nella gara col Pescara che segna anche la prima vittoria al Menti della stagione. Ora sabato arriva il Cittadella. Una partita delicatissima per la Juve Stabia e anche per i veneti che rischiano grosso. Sam Di Carmine vuole tornare a segnare e contro il Cittadella avrà sicuramente più di un motivo per metterla dentro. Discorso quasi simile per Simone Ciancio. Tra l’altro, il terzino costruì l’azione della rete di Di Carmine alla Juve Stabia partita da un colpo di tacco di Totò Di Nardo nella partita della scorsa stagione. E oggi tutti e tre si sono ritrovati alla Juve Stabia. La storia di Ciancio al Cittadella è quasi simile a quella di Di Carmine. Anche lui a un certo punto della stagione è finito nel mirino delle contestazioni. Viene spesso additato come una mela marcia del gruppo e anche lui ha avuto contrasti con il tecnico Foscarini fino ad arrivare al divorzio in estate. Per il difensore ligure, però, la sua stagione alla Juve Stabia è stata travagliata. Inizia titolare con Braglia che lo utilizza da interno destro di centrocampo. Alla seconda giornata si infortuna con lo Spezia e resta fuori un mese. Gioca a fasi alterne, riaffiorano altri guai fisici e il suo impiego è a scartamento ridotto. Infine c’è lui Di Nardo, altro reduce della lunga colonia di ex Cittadella e arrivato alla Juve Stabia a gennaio. Dopo due anni e 14 gol con la maglia amaranto l’attaccante va via a luglio dopo la scadenza del contratto. Col Cittadella Di Nardo è stato decisivo nell’ultimo campionato di B quando ha segnato gol pesanti nel finale contribuendo alla salvezza. Poi l’addio e la scelta di ripartire dall’Ischia, in Seconda Divisione fino alla chiamata della Juve Stabia che lo riporta in B. All’esordio ha fatto subito centro segnando alla Reggina. Un attaccante animato da una grande voglia di riscatto e che potrebbe essere l’arma in più delle Vespe anche per la sua capacità di essere decisivo a gara in corso. (Metropolis)

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