Nocerina, il calcio riparte da zero. La rinascita affidata a una nuova società con denominazione diversa

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Il vaso si è, ormai, frantumato in mille parti. Inutile raccoglierne anche i cocci. L’orizzonte non promette nulla di buono, eppure nelle due Nocera, dopo aver incassato la batosta dell’esclusione dalla Prima Divisione, si pensa a come poter garantire un futuro calcistico al popolo rossonero. La società, come confermato dall’amministratore delegato del club, Matteo Canale non presenterà ricorso al Tnas. Mercoledì il rappresentante della società sarà a Firenze per incontrare i vertici della Lega Pro e annunciare la propria volontà di non ricorrere al Coni. Con questa mossa si proverà a ottenere lo svincolo immediato dei calciatori in modo da risparmiare un mese di stipendi e ulteriori spese legate ai trenta giorni entro i quali la società potrebbe appellare la sentenza d’esclusione. Chi, invece, procederà autonomamente a presentare ricorso al Tnas saranno i calciatori e i dirigenti rossoneri che proveranno ad ottenere uno sconto sulla squalifica ricevuta. Nell’incontro in Lega, inoltre, Canale proverà a capire che ne sarà del settore giovanile rossonero. L’ad molosso ha annunciato battaglia affinché l’attività dei baby calciatori possa continuare, in quanto estranea alle vicende della prima squadra. Una volta concluso l’iter burocratico si proverà a guardare al fu turo. Un’ipotesi molto remota potrebbe essere quella dell’avvio della procedura fallimentare. Una mossa che consentirebbe di consegnare la società nelle mani di un possibile nuovo acquirente (come accaduto nelle scorse settimane ad Ascoli). Di fatto, però, il passaggio di consegne non garantirebbe l’estraneità da possibili guai giudiziari legati all’inchiesta Nuceria per la quale potrebbe essere avviato un nuovo processo sportivo. Nel caso in cui, invece, l’attuale società volesse ripartire dalla serie D, dovrebbe dimostrare alla Covisoc di aver pagato stipendi e contributi ai calciatori fino al momento dell’esclusione. Al momento, dunque, l’ipotesi maggiormente percorribile appare sempre quella della rivoluzione totale. Bisognerà partire daccapo con una nuova ragione sociale (che potrebbe essere riacquistata in un secondo momento). Ora resta da capire se e quando il sindaco farà la comunicazione pubblica per ottenere eventuali richieste d’interessamento al nuovo club. In tal caso basteranno 300mila euro per essere iscritti in serie D come società in sovrannumero per poi avviare la rinascita del calcio nelle due Nocera. (Metropolis)

Il vaso si è, ormai, frantumato in mille parti. Inutile raccoglierne anche i cocci. L’orizzonte non promette nulla di buono, eppure nelle due Nocera, dopo aver incassato la batosta dell’esclusione dalla Prima Divisione, si pensa a come poter garantire un futuro calcistico al popolo rossonero. La società, come confermato dall’amministratore delegato del club, Matteo Canale non presenterà ricorso al Tnas. Mercoledì il rappresentante della società sarà a Firenze per incontrare i vertici della Lega Pro e annunciare la propria volontà di non ricorrere al Coni. Con questa mossa si proverà a ottenere lo svincolo immediato dei calciatori in modo da risparmiare un mese di stipendi e ulteriori spese legate ai trenta giorni entro i quali la società potrebbe appellare la sentenza d’esclusione. Chi, invece, procederà autonomamente a presentare ricorso al Tnas saranno i calciatori e i dirigenti rossoneri che proveranno ad ottenere uno sconto sulla squalifica ricevuta. Nell’incontro in Lega, inoltre, Canale proverà a capire che ne sarà del settore giovanile rossonero. L’ad molosso ha annunciato battaglia affinché l’attività dei baby calciatori possa continuare, in quanto estranea alle vicende della prima squadra. Una volta concluso l’iter burocratico si proverà a guardare al fu turo. Un’ipotesi molto remota potrebbe essere quella dell’avvio della procedura fallimentare. Una mossa che consentirebbe di consegnare la società nelle mani di un possibile nuovo acquirente (come accaduto nelle scorse settimane ad Ascoli). Di fatto, però, il passaggio di consegne non garantirebbe l’estraneità da possibili guai giudiziari legati all’inchiesta Nuceria per la quale potrebbe essere avviato un nuovo processo sportivo. Nel caso in cui, invece, l’attuale società volesse ripartire dalla serie D, dovrebbe dimostrare alla Covisoc di aver pagato stipendi e contributi ai calciatori fino al momento dell’esclusione. Al momento, dunque, l’ipotesi maggiormente percorribile appare sempre quella della rivoluzione totale. Bisognerà partire daccapo con una nuova ragione sociale (che potrebbe essere riacquistata in un secondo momento). Ora resta da capire se e quando il sindaco farà la comunicazione pubblica per ottenere eventuali richieste d’interessamento al nuovo club. In tal caso basteranno 300mila euro per essere iscritti in serie D come società in sovrannumero per poi avviare la rinascita del calcio nelle due Nocera. (Metropolis)