Nove anni dalla scomparsa dell’arcivescovo Palatucci

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Mentre a Montella ( e certamente ad Amalfi, Cava e Nicastro) si organizzano  i preparativi per  degnamente ricordare  Ferdinando Palatucci a 100 anni dalla nascita, il 30 di aprile  ricorre il nono anno dall’ascesa al cielo dell’emerito . Il card. Camillo Ruini scriveva di don Ferdinando che ha servito la Chiesa in molteplici mansioni ed ambiti pastorali, mettendo a frutto i doni ricevuti, tra cui quello di essere nato in una famiglia che ha coltivato virtù e valori evangelici. Mentre il card. Michele Giordano affermava che chi ha incontrato Palatucci si è immerso spontaneamente, con pacata consapevolezza, nel cuore palpitante di una Persona che per la quotidiana e costante fedeltà alla Chiesa, ha costituito un gioioso e pressante motivo di gratitudine al Signore. Luigi Barbarito, nunzio apostolico, affermava che Palatucci aveva servito bene la Chiesa ed onorato l’Irpinia. Il card. Gastone Mojiaisky Perrelli asseriva con convinzione che le diocesi di Nicastro, Amalfi e Cava dei Tirreni non potranno mai dimenticare il loro Pastore e che ne riconoscono soprattutto la sincerità nel tratto,  la semplicità e povertà della vita, l’umiltà autentica, che è verità.  Ferdinando Palatucci terminò il suo servizio attivo il 28 luglio del 1990, quando, ai sensi dell’art. 401 del Codice di Diritto Canonico, chiese ed ottenne di lasciare per raggiunti limiti di età. Avrebbe potuto restare, facendo felici molti fedeli, ancora per molto (e la Santa Sede glielo chiese insistentemente), ma la sua decisione fu drastica e fece, così, ritorno alla sua Montella, dove sperava di potersi occupare del Santuario del Salvatore.

g.a.

Mentre a Montella ( e certamente ad Amalfi, Cava e Nicastro) si organizzano  i preparativi per  degnamente ricordare  Ferdinando Palatucci a 100 anni dalla nascita, il 30 di aprile  ricorre il nono anno dall'ascesa al cielo dell'emerito . Il card. Camillo Ruini scriveva di don Ferdinando che ha servito la Chiesa in molteplici mansioni ed ambiti pastorali, mettendo a frutto i doni ricevuti, tra cui quello di essere nato in una famiglia che ha coltivato virtù e valori evangelici. Mentre il card. Michele Giordano affermava che chi ha incontrato Palatucci si è immerso spontaneamente, con pacata consapevolezza, nel cuore palpitante di una Persona che per la quotidiana e costante fedeltà alla Chiesa, ha costituito un gioioso e pressante motivo di gratitudine al Signore. Luigi Barbarito, nunzio apostolico, affermava che Palatucci aveva servito bene la Chiesa ed onorato l'Irpinia. Il card. Gastone Mojiaisky Perrelli asseriva con convinzione che le diocesi di Nicastro, Amalfi e Cava dei Tirreni non potranno mai dimenticare il loro Pastore e che ne riconoscono soprattutto la sincerità nel tratto,  la semplicità e povertà della vita, l'umiltà autentica, che è verità.  Ferdinando Palatucci terminò il suo servizio attivo il 28 luglio del 1990, quando, ai sensi dell'art. 401 del Codice di Diritto Canonico, chiese ed ottenne di lasciare per raggiunti limiti di età. Avrebbe potuto restare, facendo felici molti fedeli, ancora per molto (e la Santa Sede glielo chiese insistentemente), ma la sua decisione fu drastica e fece, così, ritorno alla sua Montella, dove sperava di potersi occupare del Santuario del Salvatore.

g.a.