Salerno. Scarano, trasferito l’amico sacerdote Don Luigi Noli, da ieri sera ai domiciliari a Besrcia

0

Salerno. Trasferito a Brescia, a casa della sorella, il parroco di Fiumicino don Luigi Noli, agli arresti domiciliari su disposizione della procura di Salerno con l’accusa di concorso in riciclaggio insieme a don Nunzio Scarano, il notaio Frauenfelder e altri 60 indagati. Il sacerdote, che dimorava nell’abitazione della sorella del prelato, è stato accompagnato ieri mattina nella città lombarda a bordo di un blindato della polizia penitenziaria. A firmare il provvedimento, avallato dal pubblico ministero Elena Guarino, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Salerno Dolores Zarone. Una disposizione della Procura per evitare ulteriori contatti con il prelato, giacché don Noli viveva a casa della sorella di Nunzio Scarano e quindi avrebbe potuto ostacolare l’attività di indagine della Procura. Per il legale di fiducia dell’ex capocontabile dell’Apsa e dello stesso sacerdote laziale, Silverio Sica, la richiesta di ‘allontanare’ don Noli sarebbe partita proprio dalla famiglia Scarano, perché la sorella dell’ex bancario col pallino degli affari è gravemente malata e quindi non avrebbe avuto più modo di accudire anche l’amico sacerdote. Per l’accusa il sacerdote di Fiumicino aveva offerto a Scarano di disporre del suo conto in banca disconoscendo addirittura le movimentazioni, nonché le relative liquidità. “Concorreva – scrive il gip – di fatto, alla “ripulitura” della somma di 308mila euro di illecita provenienza, avallando, a ottobre del 2012 la disposizione di un bonifico bancario di tale importo in favore di Nunzio Scarano il quale, tre giorni dopo, trasferiva la somma sul conto corrente acceso presso la Unicredit Banca ed Intestato alla Nuen (della quale Scarano è socio), in tal modo contribuendo in maniera decisiva ad ostacolare o, comunque, rendere difficile la ricostruzione dei relativi flussi finanziari”. Don Noli, inoltre, insieme ai familiari è accusato di concorso nell’attività di riciclaggio (i famosi 600mila euro) ipotizzata dalla magistratura inquirente messa in piedi prelato. Ma non è tutto, perché don Noli è accusato dalla Procura di Roma anche per la ‘pulitura’ dei famosi 20 milioni che dovevano arrivare in Italia attraverso un conto schermato dello Ior. Dal suo cellulare partirono le telefonate per il broker Carenzio e l’ex agente segreto Giovanni Maria Zito. E per Scarano era più di un amico. Tant’è che nella mattina del 21 gennaio, giorno del blitz, era nella casa di via Romualdo Guarna quando arrivarono i finanzieri. Un rapporto omosessuale, tra loro, allargato anche ad altre persone. Vicenda testimoniata in un dialogo intercettato dagli inquirenti che presenta molti omissis, sia per qualche frase spinta che per i nomi degli altri uomini coinvolti. Da ieri mattina i due amici sacerdoti si sono divisi. E forse anche per sempre. (Metropolis)

Salerno. Trasferito a Brescia, a casa della sorella, il parroco di Fiumicino don Luigi Noli, agli arresti domiciliari su disposizione della procura di Salerno con l’accusa di concorso in riciclaggio insieme a don Nunzio Scarano, il notaio Frauenfelder e altri 60 indagati. Il sacerdote, che dimorava nell’abitazione della sorella del prelato, è stato accompagnato ieri mattina nella città lombarda a bordo di un blindato della polizia penitenziaria. A firmare il provvedimento, avallato dal pubblico ministero Elena Guarino, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Salerno Dolores Zarone. Una disposizione della Procura per evitare ulteriori contatti con il prelato, giacché don Noli viveva a casa della sorella di Nunzio Scarano e quindi avrebbe potuto ostacolare l’attività di indagine della Procura. Per il legale di fiducia dell’ex capocontabile dell’Apsa e dello stesso sacerdote laziale, Silverio Sica, la richiesta di ‘allontanare’ don Noli sarebbe partita proprio dalla famiglia Scarano, perché la sorella dell’ex bancario col pallino degli affari è gravemente malata e quindi non avrebbe avuto più modo di accudire anche l’amico sacerdote. Per l’accusa il sacerdote di Fiumicino aveva offerto a Scarano di disporre del suo conto in banca disconoscendo addirittura le movimentazioni, nonché le relative liquidità. “Concorreva – scrive il gip – di fatto, alla “ripulitura” della somma di 308mila euro di illecita provenienza, avallando, a ottobre del 2012 la disposizione di un bonifico bancario di tale importo in favore di Nunzio Scarano il quale, tre giorni dopo, trasferiva la somma sul conto corrente acceso presso la Unicredit Banca ed Intestato alla Nuen (della quale Scarano è socio), in tal modo contribuendo in maniera decisiva ad ostacolare o, comunque, rendere difficile la ricostruzione dei relativi flussi finanziari”. Don Noli, inoltre, insieme ai familiari è accusato di concorso nell’attività di riciclaggio (i famosi 600mila euro) ipotizzata dalla magistratura inquirente messa in piedi prelato. Ma non è tutto, perché don Noli è accusato dalla Procura di Roma anche per la ‘pulitura’ dei famosi 20 milioni che dovevano arrivare in Italia attraverso un conto schermato dello Ior. Dal suo cellulare partirono le telefonate per il broker Carenzio e l’ex agente segreto Giovanni Maria Zito. E per Scarano era più di un amico. Tant’è che nella mattina del 21 gennaio, giorno del blitz, era nella casa di via Romualdo Guarna quando arrivarono i finanzieri. Un rapporto omosessuale, tra loro, allargato anche ad altre persone. Vicenda testimoniata in un dialogo intercettato dagli inquirenti che presenta molti omissis, sia per qualche frase spinta che per i nomi degli altri uomini coinvolti. Da ieri mattina i due amici sacerdoti si sono divisi. E forse anche per sempre. (Metropolis)