Ravello cede i gioielli di famiglia alla Fondazione, è la politica che vuole sopravvivere al consenso popolare

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Il Comune di Ravello sta per cedere  i gioielli di famiglia ( Auditorium – Villa Rufolo – Villa Episcopio ) alla Fondazione Ravello. Il tutto è stato deciso nelle stanze del potere a Napoli fra la Regione Campania, provincia di Salerno e Brunetta, Amalfitano ed il sindaco Vuillemier.  Il 30 aprile prossimo è fissato il termine per la definizione dei percorsi giuridico – amministrativi per giungere al conferimento in uso dei tre beni al patrimonio della Fondazione Ravello, in base a un protocollo di intesa che il  gruppo consiliare ” Ravello nel Cuore ”   aveva chiesto e non ottenuto di conoscere, sembra strano , come dice Di Palma, che il Comune si voglia liberare dei propri gioielli di famiglia consci dei problemi che può avere un’amministrazione in casa come è capitato a Di Martino e Imperato e un poco anche a Vuillemier. E’ chiaro che è la politica che vuole gestire tutto, sopravvivendo al consenso popolare, come ha fatto anche Secondo Amalfitano, e quella stessa politica ha avuto armi di pressione e mezzi di convincimento tali da riuscire a determinare questa scelta ritenuta, fra l’altro, poco conveniente o addirittura illegittima da un’inutile studio di consulenza, ma l’essere tutti dalla stessa parte politica da Brunetta a Caldoro ora serve e bisogna accelleare i tempi, questo è vero, si perchè fra pochi mesi forse  ci sono le elezioni.. Intanto di piano di sviluppo neanche a parlarne, neanche della programmazione minima a dire il vero, ma quattro milioni di euro fanno venire la vista ai cecati.. come si suol dire..

 

Il Comune di Ravello sta per cedere  i gioielli di famiglia ( Auditorium – Villa Rufolo – Villa Episcopio ) alla Fondazione Ravello. Il tutto è stato deciso nelle stanze del potere a Napoli fra la Regione Campania, provincia di Salerno e Brunetta, Amalfitano ed il sindaco Vuillemier.  Il 30 aprile prossimo è fissato il termine per la definizione dei percorsi giuridico – amministrativi per giungere al conferimento in uso dei tre beni al patrimonio della Fondazione Ravello, in base a un protocollo di intesa che il  gruppo consiliare " Ravello nel Cuore "   aveva chiesto e non ottenuto di conoscere, sembra strano , come dice Di Palma, che il Comune si voglia liberare dei propri gioielli di famiglia consci dei problemi che può avere un'amministrazione in casa come è capitato a Di Martino e Imperato e un poco anche a Vuillemier. E' chiaro che è la politica che vuole gestire tutto, sopravvivendo al consenso popolare, come ha fatto anche Secondo Amalfitano, e quella stessa politica ha avuto armi di pressione e mezzi di convincimento tali da riuscire a determinare questa scelta ritenuta, fra l'altro, poco conveniente o addirittura illegittima da un'inutile studio di consulenza, ma l'essere tutti dalla stessa parte politica da Brunetta a Caldoro ora serve e bisogna accelleare i tempi, questo è vero, si perchè fra pochi mesi forse  ci sono le elezioni.. Intanto di piano di sviluppo neanche a parlarne, neanche della programmazione minima a dire il vero, ma quattro milioni di euro fanno venire la vista ai cecati.. come si suol dire..