Massa Lubrense Aniello Valestra salva in cassazione casa dall’abbattimento e i condoni in penisola

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Una recente sentenza della Corte di Cassazione sblocca le sanatorie per gli abusi edilizi e salva tante abitazioni destinate ad essere abbattute sopratutto in territori come quello che vanno da Sorrento ad Amalfi, regolate dal Put come il resto della Penisola sorrentina e Costiera amalfitana. . La decisione è arrivata al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario tra la magistratura, il Comune e un cittadino di Massa Lubrense: la Corte d’Appello non potrà bloccare l’iter del condono edilizio, ragion per cui il Comune sarà libero di esaminare le pratiche in sospeso da oltre un anno.
Siamo all’inizio degli anni Novanta: Aniello Valestra costruisce una casetta sul terreno di proprietà della madre nella piccola frazione di Torvillo, prima di presentare al Comune un’istanza di condono. Nel frattempo, il Tribunale riconosce la donna colpevole di abuso edilizio e le ordina di abbattere il manufatto. Stesso discorso in secondo grado: la Corte d’Appello di Napoli conferma la condanna e l’ordine di demolizione dell’edificio abusivo. Assistito dallo studio dell’avvocato Francesco Saverio Esposito, con i colleghi Francesco Saverio Cosenza, Antonino D’Esposito, Massimo Mellino e Vittoria Esposito, Valestra decide di chiedere la revoca dell’ordine di demolizione. E, nello stesso tempo, riesce ad ottenere dal Comune una concessione edilizia in sanatoria.
È a quel punto che si scatena il putiferio. Secondo i giudici della Corte d’Appello, Valestra non ha presentato i documenti necessari per istruire la pratica di condono. Il tutto sulla base di una legge che sarebbe entrata in vigore solo un anno e mezzo più tardi. Risultato? I magistrati impongono lo stop alla concessione edilizia e rigettano l’istanza di revoca della demolizione. Insomma, un vero e proprio paradosso giuridico: Aniello Valestra ha ottenuto la sanatoria ma è costretto a dire addio alla sua piccola abitazione a causa di una legge non ancora entrata in vigore. «Una situazione veramente assurda – spiega l’avvocato Francesco Saverio Esposito – Il mio assistito avrebbe dovuto sopportare l’abbattimento della casetta dopo aver pagato migliaia di euro di oneri vari e, soprattutto, dopo aver conseguito tutti i titoli di legittimazione urbanistica e paesaggistica. Tra i tanti abusi edilizi commessi in penisola sorrentina, i magistrati si sono accaniti per ottenere l’abbattimento di una piccola abitazione unifamiliare con tutte le carte in regola».
I ricorsi e controricorsi presentati da Valestra servono a ben poco. I giudici non solo gli negano ripetutamente la revoca della demolizione, ma impongono al Comune di Massa Lubrense di trovare i soldi per procedere all’abbattimento. L’ente di piazza Vescovado viene persino diffidato ad accendere immediatamente un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti. A fare chiarezza arriva finalmente la decisione della Cassazione.
A sorpresa, i giudici di piazza Cavour ribaltano la decisione della Corte d’Appello di Napoli. Il motivo è presto detto: la legge non può essere applicata in modo retroattivo. E, di conseguenza, la Corte napoletana non avrebbe dovuto dichiarare improcedibile la sanatoria concessa dal Comune di Massa Lubrense ad Aniello Valestra. Una sentenza destinata a fare scuola e a dare nuovamente il via all’esame delle pratiche ferme da tempo. E a riaccendere le speranze di tante persone rassegnate a vedere abbattute le proprie abitazioni. Ciriaco Viggiano

Una recente sentenza della Corte di Cassazione sblocca le sanatorie per gli abusi edilizi e salva tante abitazioni destinate ad essere abbattute sopratutto in territori come quello che vanno da Sorrento ad Amalfi, regolate dal Put come il resto della Penisola sorrentina e Costiera amalfitana. . La decisione è arrivata al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario tra la magistratura, il Comune e un cittadino di Massa Lubrense: la Corte d’Appello non potrà bloccare l’iter del condono edilizio, ragion per cui il Comune sarà libero di esaminare le pratiche in sospeso da oltre un anno.
Siamo all’inizio degli anni Novanta: Aniello Valestra costruisce una casetta sul terreno di proprietà della madre nella piccola frazione di Torvillo, prima di presentare al Comune un’istanza di condono. Nel frattempo, il Tribunale riconosce la donna colpevole di abuso edilizio e le ordina di abbattere il manufatto. Stesso discorso in secondo grado: la Corte d’Appello di Napoli conferma la condanna e l’ordine di demolizione dell’edificio abusivo. Assistito dallo studio dell’avvocato Francesco Saverio Esposito, con i colleghi Francesco Saverio Cosenza, Antonino D'Esposito, Massimo Mellino e Vittoria Esposito, Valestra decide di chiedere la revoca dell’ordine di demolizione. E, nello stesso tempo, riesce ad ottenere dal Comune una concessione edilizia in sanatoria.
È a quel punto che si scatena il putiferio. Secondo i giudici della Corte d’Appello, Valestra non ha presentato i documenti necessari per istruire la pratica di condono. Il tutto sulla base di una legge che sarebbe entrata in vigore solo un anno e mezzo più tardi. Risultato? I magistrati impongono lo stop alla concessione edilizia e rigettano l’istanza di revoca della demolizione. Insomma, un vero e proprio paradosso giuridico: Aniello Valestra ha ottenuto la sanatoria ma è costretto a dire addio alla sua piccola abitazione a causa di una legge non ancora entrata in vigore. «Una situazione veramente assurda – spiega l’avvocato Francesco Saverio Esposito – Il mio assistito avrebbe dovuto sopportare l’abbattimento della casetta dopo aver pagato migliaia di euro di oneri vari e, soprattutto, dopo aver conseguito tutti i titoli di legittimazione urbanistica e paesaggistica. Tra i tanti abusi edilizi commessi in penisola sorrentina, i magistrati si sono accaniti per ottenere l’abbattimento di una piccola abitazione unifamiliare con tutte le carte in regola».
I ricorsi e controricorsi presentati da Valestra servono a ben poco. I giudici non solo gli negano ripetutamente la revoca della demolizione, ma impongono al Comune di Massa Lubrense di trovare i soldi per procedere all’abbattimento. L’ente di piazza Vescovado viene persino diffidato ad accendere immediatamente un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti. A fare chiarezza arriva finalmente la decisione della Cassazione.
A sorpresa, i giudici di piazza Cavour ribaltano la decisione della Corte d’Appello di Napoli. Il motivo è presto detto: la legge non può essere applicata in modo retroattivo. E, di conseguenza, la Corte napoletana non avrebbe dovuto dichiarare improcedibile la sanatoria concessa dal Comune di Massa Lubrense ad Aniello Valestra. Una sentenza destinata a fare scuola e a dare nuovamente il via all’esame delle pratiche ferme da tempo. E a riaccendere le speranze di tante persone rassegnate a vedere abbattute le proprie abitazioni. Ciriaco Viggiano