CAPODANNO A SORRENTO E PENISOLA SORRENTINA . VIDEO CIUCCIO DI FUOCO

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 La penisola sorrentina certo non rientra fra le tradizionali mete di fine anno, ma continuare a ignorarla sarebbe un grave errore. Perché qui, tra i vicoli a picco sul mare e i giardini di agrumi, sotto Natale pare di essere nel paese dei balocchi. Per l’addio al 2009, invece, appuntamento in piazza Tasso alle 18 per l’esecuzione della «canzone de lo Capodanno» con la band della Piedigrotta Sorrentina, accompagnata dal tradizionale coro del pubblico e l’accensione del «ciuccio di fuoco» e giochi pirotecnici. Per l’arrivo del 2010, all’una in punto, la festa si sposta al molo di Marina Piccola, con il golfo di Sorrento illuminato dalle mille luci dei fuochi curati dal team del maestro Girolamo Schiattarella di Mugnano di Napoli, artista di fama internazionale. L’evento richiama sui belvedere cittadini sorrentini e turisti. «Canzone de lo Capodanno» anche a Sant’Agata sui due Golfi: oggi alle 16.30 il gruppo Folklore e Tradizione proporrà l’antica ballata della storia popolare partenopea con una sfilata da via Croce a piazza Sant’Agata per l’accensione del «ciuccio di fuoco». A Massa Lubrense, in piazza Vescovado, il brindisi al nuovo anno è fissato per domani a mezzogiorno, a cura delle associazioni locali. Domani mattina, invece, la «Canzone de lo Capodanno» approda a Meta, a cura del Gruppo Recupero e Sviluppo Tradizioni Popolari. Capodanno in piazza anche a Piano di Sorrento: domani alle 10.30 in piazza Cota concerto della Banda di Piano di Sorrento. A Vico Equense, invece, il Capodanno in piazza sarà caratterizzato dalla partecipazione del dj Luca Sepe. La grande festa, organizzata dall’assessorato comunale al Turismo con l’associazione New age, prevede per la notte di San Silvestro discomusic e divertimento. L’appuntamento è in piazza Umberto I mezzora dopo la prima mezzanotte del 2010. Lo spazio dance animato da Ellevanni, DJMone, Mik8 e Chicco, che sosterranno la piazza, trasformata in una grande pista da ballo, per una folle notte danzante, sulla scia della formula già sperimentata con successo lo scorso anno.
Le luminarie lampeggiano ovunque, persino sulle palme e sugli aranci, con effetti stranianti e a tratti un po’ kitsch: un eccesso che però si finisce prima per perdonare e poi per amare molto in fretta, aiutati anche dalla passione degli abitanti che, da Vico Equense a Massa Lubrense, con campanilismo feroce competono per il titolo di paese con gli addobbi più belli. Su tutta la penisola ovviamente è Sorrento a vincere la gara, con la bella piazza Tasso dominata da un grande albero di Natale e i contorni di tutti i palazzi circostanti disegnati dalle luci dorate. Se ci si inoltra nei vicoli tra corso Italia e il mare, si trovano limoncello e confetti agrumati, botteghe di ceramiche e legno intarsiato, sandali artigianali fuori stagione e bugigattoli da cui escono intensi aromi campani. In via San Cesareo spicca la singolare costruzione in tufo del Sedil Dominova, l’unico seggio nobiliare ancora esistente in Campania. Un tempo qui si riuniva l’aristocrazia per discutere gli affari pubblici, oggi gli affreschi settecenteschi sovrastano la sede della società operaia di mutuo soccorso.
Da qui, senza camminare troppo a lungo, si raggiungono gli angoli più significativi della cittadina. Se si scende fino ai giardini panoramici della Villa Comunale ci si rende conto della forma e della posizione straordinaria di Sorrento, arroccata su uno sperone di tufo e costruita su gole a picco sul mare. Di fronte, si staglia la sagoma inconfondibile del Vesuvio circondata dalle luci di Napoli.
Se si prende la direzione opposta invece si raggiunge via Cavour, la via del passeggio domenicale, lungo la quale si trova il grande duomo del 1400, di facciata romanica ma interno barocco. Intitolato a Torquato Tasso, che qui fu battezzato, contiene un bellissimo coro di legno intarsiato e un interessante pulpito cinquecentesco in marmo. E, in questo periodo, un bel presepio, già pronto ma non illuminato, che è stato inaugurato ufficialmente la sera del 24. Poco più avanti lungo il corso, in una di quelle meravigliose ville circondate da giardini di agrumi, Villa Fiorentino, fino al 9 gennaio è aperta una piccola ma deliziosa mostra fotografica di Antonio Coppola, con immagini in bianco e nero dedicate all’arte presepiale. Ci sono scatti delle opere di Marcello Aversa (www.marcelloaversa.com), famoso per i suoi minuscoli pastori (moschelle) e presepi di creta, di Raffaele Troncone, noto per gli ortaggi in cera, tanto realistici da disorientare al tatto, e di molti altri artisti che tramandano una tradizione di grande suggestione. Nei locali adiacenti la mostra fotografica è esposto anche un bel presepe dei maestri Ferrigno di Napoli.
Se invece dal Sedile si decide di proseguire lungo i vicoli fino al mare, si cammina sotto le reti sospese per raccogliere le olive, immersi nel profumo della campagna mediterranea, fino a raggiungere il bel porticciolo colorato di Marina Grande, meta estiva dei sorrentini. Certo, d’estate qui ci si può tuffare e abbronzare, ma non sottovalutate il grande vantaggio del fuori stagione: l’assenza della folla vacanziera. “Immagino che il paradiso terrestre abbia press’a poco l’aspetto del Capo di Sorrento”, diceva Isaak E. Babel, scrittore e drammaturgo russo, negli anni ’30. In questa stagione avete davvero la possibilità di vedere Sorrento più o meno come la vedeva lui. Da non perdere la mostra sull’Iran al Chiostro di San Francesco