Ingegnere di Cava ucciso in Olanda, aveva le mani legate

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BRUXELLES – E´ stato trovato il giorno di
Natale steso sul pavimento della sua casa nei pressi de L´Aja,
in Olanda, riverso in una pozza di sangue: è mistero
sull´omicidio di Antonio Ferrigno, ingegnere italiano di 54 anni
originario di Cava dei Tirreni (Salerno), ucciso in circostanze
ancora misteriose all´alba del 24 dicembre.
Secondo quanto ha riferito all´ANSA la polizia di Rijswijk,
il comune dove abitava Ferrigno, dopo l´autopsia effettuata sul
cadavere gli inquirenti non hanno dubbi sul tipo di lesioni che
hanno provocato la morte dell´uomo e indagano per omicidio
volontario.
Al momento si cercano dei testimoni: i medici legali hanno
stabilito l´ora del decesso tra le 04.00 e le 06.00 del 24
mattina, e la polizia, a corto di indizi, con diversi annunci
anche sul suo sito internet ha chiesto a chiunque si trovasse a
passare in quella zona e in quelle ore di farsi vivo.
L´ingegnere italiano, molto noto nella comunità degli
italiani in Olanda, viveva da solo nella casa di Burgemeester
Elsenlaan, nei sobborghi residenziali de L´Aja, una zona
elegante al confine con il bosco di Rijswijk. Secondo la
polizia, al momento del decesso in casa non c´era nessuno.
Inoltre, a quanto si apprende, non vi sarebbero segni di scasso
su porte e finestre.
Sono stati i due figli, un ragazzo di 16 anni e una ragazza
di 22, che vivono con la madre olandese dopo che i genitori si
sono separati, a trovare il cadavere del padre il giorno di
Natale, di pomeriggio. Preoccupati perché il padre non aveva
risposto alle loro telefonate il 25, i ragazzi sono andati a
casa sua e si sono trovati davanti alla scena raccapricciante
dell´uomo legato e riverso a terra in una pozza di sangue.
Ferrigno lavorava come esaminatore dell´Ufficio Europeo dei
Brevetti in Olanda, ed era un membro molto attivo del Comitato
degli italiani residenti all´estero (Comites). Aveva ottenuto il
dottorato di ricerca in fisica a Berlino, dove era rimasto tre
anni prima di trasferirsi in Olanda. Aveva lavorato per
l´Università Federico II di Napoli e per l´Università di
Salerno ed aveva al suo attivo numerose pubblicazioni
scientifiche. Apprezzato per le sue ricerche aveva
trovato lavoro in Olanda.
La Farnesina fa sapere che il consolato italiano in Olanda
segue da vicino la vicenda.

metropolisweb            inserito da michele de lucia