In arrivo piogge al Nord e al Centro -Rischio piene. E al Sud è primavera

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Allerta della Protezione Civile: giovedì precipitazioni diffuse e persistenti nelle regioni settentrionali e centrali MILANO – Se la neve concede una tregua, il maltempo non sembra comunque voler abbandonare il Nord Italia. Ma è un Paese spaccato in due quello che aspetta il Natale ormai alle porte. Mentre infatti nelle regioni del Centro-Sud si sono registrate temperature primaverili (nel primo pomeriggio 16 gradi a Firenze, 17 a Roma, addirittura 22 a Palermo e 23 a Messina), quelle settentrionali hanno dovuto fare i conti con la colonnina di mercurio vicina allo zero: in difficoltà è andata tutta la rete ferroviaria, in particolare sul nodo di Milano, con ritardi di ore nelle partenze dei treni. Il Natale sarà piovoso, ma meno freddo, dicono gli esperti meteo. Venti da Sud porteranno temperature più tiepide, ma anche una nuova ed intensa perturbazione dalla Spagna. Dopo il ghiaccio e la neve,la minaccia per i 13 milioni in partenza per le vacanze saranno, le piogge che, con il contemporaneo scioglimento della neve caduta in abbondanza nei giorni scorsi, provocheranno l’innalzamento di fiumi e torrenti. Allerta meteo del Dipartimento della Protezione Civile: per la giornata di giovedì gli esperti prevedono infatti «precipitazioni diffuse e persistenti» sul Centro-Nord fino alla Toscana e venti forti sul resto dell’Italia, con mareggiate lungo le coste, che interesseranno il Paese già a partire dalla serata di mercoledì. Le piogge saranno particolarmente intense sulle zone dell’Appennino settentrionale, sui settori alpini e prealpini orientali. Precipitazioni che daranno un ulteriore contributo all’innalzamento dei livelli idrici del fiumi, già sotto stretto monitoraggio anche per effetto dello scioglimento della neve accumulata in questi giorni. DISAGI – Ancora disagi in molte regioni del nord dunque: strade ghiacciate in Trentino, a Venezia marea record di 144 centimetri. Vicino Imperia un 34enne italiano è disperso da martedì sera dopo essere stato investito dalla piena del torrente Santa Caterina. Sempre in Liguria, a Genova, è morto per le ferite riportate il portuale coinvolto in un incidente di lavoro nella stiva del traghetto «La Suprema»: la nave in serata è infine partita verso Palermo, con quasi 20 ore di ritardo. E dopo circa un’ora di vertice in prefettura sul blocco del porto del capoluogo ligure, conseguenza dell’ennesima morte sul lavoro, si è raggiunto un tentativo di mediazione: permettere ai passeggeri dei traghetti di partire con le loro auto al seguito, mentre lo scalo commerciale resterà fermo, con i varchi chiusi, fino a tutto il primo turno del 26 dicembre, come chiesto dai lavoratori. RISCHIO PIENE – Dopo la neve e il gelo, a preoccupare ora è proprio il livello dei fiumi del Centro-Nord Italia, che nelle prossime ore potrebbe alzarsi in conseguenza delle abbondanti piogge previste e dello scioglimento della neve dovuto al rialzarsi delle temperature. Le avvisaglie si sono già avute sull’appennino tosco-emiliano, dove si sono registrate delle piene, e nel levante Ligure, dove nelle ultime 12 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia. La giornata di giovedì, e in misura minore anche il giorno di Natale, saranno caratterizzati da temporali intensi – previsti oltre 100 millimetri in 24 ore – su Liguria, Emilia, Toscana, Veneto e Friuli. Il livello dei fiumi dunque salirà anche per l’effetto dello scioglimento della neve caduta abbondantemente in questi giorni. In particolare, sono previste situazioni di criticità per il fiume Magra, in provincia di La Spezia,, per i corsi d’acqua sull’Appennino emiliano e per quelli delle Prealpi venete, in particolare il Tagliamento. Sulle restanti regioni, secondo le previsioni della Protezione Civile, i problemi saranno invece rappresentati dal vento forte e di burrasca e dalle mareggiate. Per questo il Dipartimento rinnova l’invito alla prudenza soprattutto nell’attraversamento dei corsi d’acqua e sulle strade che corrono parallele alla costa e ai fiumi e torrenti. VALANGHE – Le temperature che salgono hanno fatto aumentare sull’intero arco alpino – dove giovedì è prevista neve al di sopra degli 800-1000 metri – il rischio di valanghe. A chiunque abbia in programma gite ed escursioni in quota, il Dipartimento raccomanda la massima prudenza e di consultare i bollettini della neve prima di partire. Il Dipartimento della Protezione Civile seguirà l’evolversi della situazione in stretto contatto con le Prefetture, le Regioni e le strutture locali di protezione civile. corriere.it inserito da michele de lucia