Ex killer pentito del clan Mazzarella-si impicca nel carcere di Rebibbia

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ROMA (23 dicembre) – Ciro Giovanni Spirito, detenuto a Rebibbia e collaboratore di giustizia dal 2006, si è suicidato nel carcere romano. Spirito, 35 anni, il collaboratore di giustizia suicida, era detenuto in quanto ritenuto un killer del clan camorristico dei Mazzarella. L’uomo è stato trovato impiccato all’alba di oggi, con la cintura dell’accappatoio allo stipite di un armadietto. Sul posto è arrivato il magistrato di turno Andrea Mosca, che ha avviato accertamenti per stabilire le cause del suicidio.

Spirito, a quanto si è appreso, non ha lasciato messaggi per spiegare il gesto. Domani il magistrato affiderà l’autopsia ad un medico legale.

Spirito, insieme con il boss Vincenzo Mazzarella, di 53 anni, fu arrestato nel 1999 a Nizza dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con agenti di polizia francesi. I due furono sorpresi in un lussuoso residence dell’ hotel Siracuse a Villeneve Luobet. Mazzarella e Spirito finirono in manette con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico.

A Spirito, in particolare, si contestava anche l’omicidio di Egidio Cutarelli, avvenuto il 16 febbraio 1998, davanti al carcere di Poggioreale a Napoli. Il delitto avvenne nell’ ambito dello scontro tra gli esponenti del clan Mazzarella e quelli della «Alleanza di Secondigliano». Nella sparatoria morì anche il padre di Vincenzo Mazzarella, Francesco.

L’agguato era stato organizzato dai killer dell’ «Alleanza di Secondigliano» contro Vincenzo Mazzarella che quel giorno doveva essere scarcerato.

Nel 2007 il nipote di Spirito, Giosuè, fu ucciso, forse per una «vendetta trasversale».

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