CAVA DE TIRRENI, SEQUESTRATO IL PATRIMONIO DEI LAMBERTI RE DEL PETROLIO

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Cava de’ Tirreni. Un immenso patrimonio del valore di circa dieci milioni di euro finito sotto chiave. Distributori di carburante, imprese, appartamenti, quote societarie, terreni, un ristorante.Tutti beni che per la direzione investigativa antimafia di Salerno e per il pm Antonio Centore sono ricollegabili a Domenico Lamberti, 63 anni noto imprenditore cavese, ritenuto legato alla vecchia organizzazione camorristica denominata “Nuova Famiglia”, facente capo a Carmine Alfieri e Pasquale Galasso, oggi collaboratori di giustizia. Nella giornata di ieri gli agenti hanno notificato il decreto emesso dal tribunale di Salerno, dando mandato a un amministratore giudiziario di gestire i beni sequestrati. Tra questi, la nota catena Lamberti Petroli, operante nel settore dei carburanti con numerose stazioni di servizio nella provincia di Salerno. Provvedimento consegnato nelle mani dei figli di “don Mimì”, Giovanni Lamberti, attuale presidente della spa, del fratello Luigi (consigliere delegato) e e della sorella Emiliana (consigliere). Per il magistrato dell’antimafia i beni sarebbero stati fittiziamente intestati a loro tre, ma in realtá sarebbe emersa con chiarezza la proprietá reale del patriarca dell’azienda, giá condannato dalla Corte d’Appello di Salerno a cinque anni e sei mesi di reclusione, perchè ritenuto legato al clan camorristico. Quello dei Lamberti è un patrimonio di tutto rispetto che spazia, appunto, dai carburanti a societá operanti nel settore edilizio, immobiliare, fino ad una casa di produzione cinematografica (la Giallolimne movie). Beni che risultano intestati oltre ai figli di Domenico Lamberti anche a Maria Adriana D’Incecco e Marcello Granozzi. Secondo l’autoritá giudiziaria, le misure di prevenzione eseguite ieri nei confronti del 64enne si sono rese necessarie vista la «pericolositá sociale» del soggetto e la sussistenza di significativi precedenti penali, oltre alla presenza di elementi in grado di provare la sua appartenenza ad associazioni camorristiche. Le indagini dell’antimafia, tendono a dimostrare che Lamberti padre avrebbe continuato a gestire le sue attivitá imprenditoriali tramite gli intestatari materiali. Ciò, nonostante dalla metá degli anni Novanta fosse subentrato alla guida dell’impero il “rampollo” Giovanni. La Citta