L’ Occhio: La Salerno che spreca secondo il blog di Vox Populi

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Navigando in internet per spulciare gli appuntamenti delle festività natalizie salernitane, ci siamo imbattuti in un blog, dal nome altisonante “Vox Populi”. Un articoletto anonimo titolato “Salerno da spreco” recita: “Il 12 giugno, in una Salerno che aspetta il caldo che tardava ad arrivare, la Giunta del Comune di Salerno si riuniva per approvare la delibera numero 752 per un finanziamento circa un concorso di writing dal nome “Graffiti Rockin’it”. Concorso di primaria importanza voleva, “portare a Salerno 4 grandi artisti tedeschi: Atom, Smash, Can Two e Ken, artisti di fama mondiale”. Questa è solo una del centinaio di delibere raccolte nel periodo compreso tra gennaio e giugno di quest’anno. L’elenco dei beneficiari è lunghissimo. Le motivazioni a tratti divertenti. Le cifre ore esigue, ora considerevoli. Ad esempio, c’è un contributo di 80mila euro per Salerno Jazz Orchestra, una manifestazione che in due anni ha attinto dalle casse comunali 307mila euro. Sistemato il jazz, non si potevano trascurare gli altri generi musicali e così si è deciso di finanziare un festival di musica antica con una rassegna dedicata ad Handel”. L’ anonimo redattore si riferisce, naturalmente al XXII Festival di Musica Antica promosso dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola che al comune è costato soltanto 2000 euro. Questa non è una semplice rassegna e non può essere scambiata per le milionarie fiere e le sagre pasquali e natalizie che affollano il nostro centro storico, le kermesse trimestrali affidate ai soliti noti, i dilettanti teatranti e gli innumerevoli organizzatori e ideatori di inutili progetti e laboratori che trascorrono la loro giornata consumando quel tratto di strada che collega Palazzo di Città alla sede dell’Amministrazione Provinciale. Il Festival di Musica Antica di Salerno nasce nel 1982, sull’onda del rinnovato interesse per la musica e la pratica musicale antica, con l’intento di riscoprire e riportare alla fruizione di un pubblico sempre più vasto momenti e opere del tutto dimenticati, provenienti soprattutto dall’area meridionale, da sempre serbatoio inesplorato di grandi tesori musicali. La manifestazione è ideata da un nucleo di musicisti che, fin dal 1972, si sono interessati alla musica “antica”, effettuando ricerche in biblioteche italiane e straniere ed eseguendo spesso tale repertorio in concerti e piccole rassegne divulgative. In seguito a un evidente e sempre crescente successo, decisero di organizzare una rassegna ad andamento tematico. Ogni edizione presenta, come un vero e proprio saggio “per exempla”, un aspetto tecnico o contenutistico del periodo compreso tra il medioevo e il barocco, per di più, all’evento spettacolare si unisce quello culturale: i concerti sono infatti ambientati nei luoghi più antichi della città, in spazi simili a quelli per i quali erano state composte le musiche. Come d’abitudine, anche questa rassegna si avvale della partecipazione di gruppi di musicisti specializzati, affermatisi nel corso del tempo a livello internazionale, cui sono stati commissionati in esclusiva i concerti secondo il tema di quest’anno, al fine di raggiungere un buon livello di collaborazione tra il momento della ricerca teorica e quello dell’esecuzione musicale. L’intervento del blogger denota gravi lacune nella storia della propria città e poca attenzione per eventi che meriterebbero molto di più: il XXII Festival di Musica Antica, dedicato ad un particolare e raffinato repertorio haendeliano ha salvato la faccia alla “piccola Salisburgo” di cui si vanta il sindaco, la cui super direzione artistica ha completamente “bucato” l’anno celebrativo del genio di Halle, con soli 2000 euro.

Antonio Florio

(docente Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno)