Il suono del trombino secondo Vincenzo Toriello

0

Successo di critica e pubblico per il trombettista che si è esibito nella chiesa madre di Camerota insieme all’organista Anna Bardaro

E’ riconoscibile sin dalla prima emissione il suono del trombino, come lo è anche quello della tromba, di Vincenzo Toriello. Le linee massimali delle sue esecuzioni sono quelle di evitare intelligentemente gli eccessi virtuosistici di alcuni solisti che, accentuando i tempi e adottando un approccio decisamente muscolare, negli ultimi anni hanno trasformato diverse pagine dedicate a questo strumento in un mero sfoggio di bravura. Vincenzo Toriello si è presentato al suo pubblico splendidamente supportato dall’organista Anna Bardaro, esordendo con la Suite pour Trompette et orgue di Henry Purcell. Entre, Marche, Menuet et Sicilienne, Prelude et Rondò i tempi di quest’opera la cui lettura è stata costruita essenzialmente su di un microscopico controllo energetico, sull’eleganza , sul decoro, sulla finezza e limpidezza, assurgendo a momenti di altissimo valore, riuscendo a esaltarne, così, l’inebriante vigore dell’ampio movimento iniziale e l’intensa melodiosità con un suono di rara bellezza.  Il timbro sfolgorante dello strumento di Toriello, figlio d’arte di papà Franco, un flicornino d’eccezione, connubia e si eleva sull’organo, diventando pregio di bellezza impalpabile. Melodiosità spiegata per la marcia Prince of Denmark di Jeremiah Clarke, meglio conosciuta come Trumpet Voluntary, prima di attaccare la celeberrima aria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach, una trascrizione del secondo movimento della Suite in Re maggiore BWV 1068. In Bach, Vincenzo Toriello si è interamente affidato alla scrittura bachiana e al bel suono, una vera e propria acquaforte da incisore, schizzata con una raffinata agogica. Scriveva Alessandro Scarlatti che i piano e i forte degli strumenti sono come la luce e l’ombra che rendono piacevole ogni cantare e ogni sonare, e il duo ha offerto momenti d’incantamento umanistico. Gran finale con il concerto in Re Maggiore di Heinrich Stolzel, un compositore che concilia perfettamente la tradizione polifonica e il nuovo ideale musicale galante e che offre in particolare al trombino un compito di soddisfacente impegno. L’ideale suono di Toriello, non ha concesso nulla alle tentazioni di un filtraggio “romantico” mantenendo un controllo di fiati e di fraseggio, un’ariosa nettezza di emissione, una cesellata fierezza delle linee funzionali alla minuta valorizzazione della ammaliante eufonia di questa pagina. Applausi scroscianti del numeroso pubblico intervenuto ad applaudire un programma di rara esecuzione. Si replica sabato 26 dicembre.

(o.c.)