Minori, costiera amalfitana La città fantasma ora vede la LUCE

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Riceviamo e pubblichiamo

Minori, costiera amalfitana costa d’ Amalfi FINALMENTE! Era ora che vedessimo qualcosa di nuovo, qualcosa che desse la scossa a questo paese sempre più intorpidito dalla noia e dalla mancanza di iniziative, progetti, strutture e servizi. Il Comune ci ha dato la LUCE, ma non una semplice illuminazione da presepe, anzi, ci ha regalato, a detta di qualcuno, uno spettacolo secondo solo a quello Salerno. Ebbene, grazie di cuore a tutta la giunta comunale, perché adesso quando scendo la sera sul lungomare in cerca di qualcosa da fare, di qualcosa che possa essere da distrazione quando non c’è nessuno o non ho niente da fare io posso godere dell’illuminazione che mi fa sentire come se fossi a Salerno. Una città piena di vita, di locali, di gente da incontrare dove si può saltare da un posto all’altro perdendosi tra la folla.

MA CHI VOGLIAMO PRENDERE IN GIRO?

Io sono tra quelli che da anni ogni sera sul lungomare lotta la noia e la mancanza di luoghi di ritrovo per evitare di stare da solo a casa a perdere la personalità di fronte ad un social network o al telefilm di medici e poliziotti che ci fanno vedere che il mondo funziona perfettamente e che ci illudono di avere una vita sociale. Diceva Troisi “Robbertì, scinn, tuocc e femmene, va ‘a rubbà”…

Io ho visto al mio fianco un numero sempre maggiore di disadattati, di estraniati. Quelli che a tutta la comunità piace chiamare PAZZI e ESAURITI. Ma perché mi preoccupo? ora c’è la LUCE!

Minori non ha niente, è una città fantasma, piena di spiriti che aleggiano dal pomeriggio fino al mattino dopo. Non ci sono servizi, non ci sono figure base che dovrebbe avere qualsiasi paese sviluppato a livello turistico. Avete mai pensato che un’attività commerciale tanto di secondo piano come l’edicola-merceria della Signora Orio, meglio conosciuta come la “DIAVOLELLA”, rappresenta il centro servizi più fornito e funzionante del territorio? Avete mai pensato a quanti servizi cesserebbero in sua assenza? Bottoni, cinture, riparazione jeans, biglietti autobus, fax. Senza la Diavolella non ci sarebbe Presepe, non ci sarebbe carnevale, non ci sarebbero maschere, pinne, canotti e braccioli per i bambini d’estate. Non ci sarebbero idee regalo a basso costo… Non ci sarebbe nemmeno un luogo dove comprare un libro di lettura! Figuriamoci poi se volessimo istruirci.

Signor Sindaco, dica la verità: tutte le sere d’estate le presiedeva il lungomare come uno sceriffo, sempre presente tra i cittadini, ancora profumato d’una investitura plebiscitaria alle ultime elezioni. Ora d’inverno non ne vale più la pena di scendere la sera in giro per le vuote strade e i tristi vicoli? Non cisono più turisti da ingraziarsi? Come pretende che il disagio giovanile così forte svanisca? Offrendogli le Zeppole dorate sotto la nuova illuminazione di Natale? Sappiamo benissimo che le persone usciranno di casa solo per partecipare alle tombolate organizzate dall’A.S. Minori che da annio senza compensi possiede e organizza il vero programma di Natale. Senza luci costose, senza artifizi, senza ingenti somme. Con la VERA partecipazione, una fetta di panettone, una cartella di una tombola e solo l’allegria e la voglia di stare insieme a fare qualcosa e combattere l’apatia di questo posto.

Voglio concludere con un esempio di spersonalizzazione di Minori. Appena affissi sui muri, caldi caldi di buoni propositi, gli auguri di “PER MINORI”: Grazie, davvero, di cuore. Ma di grazia, CHI dobbiamo ringraziare? A chi dobbiamo rivolgerci per una risposta. “Dopo un doveroso periodo di riflessione” recita il manifesto, da cosa? Per cosa? Chi ha preso questo periodo di riflessione? E chi dice di voler essere riferimento per essere un’alternativa può gentilmente chiarire che un riferimento dovrebbe essere visibile? Altrimenti quando avremo bisogno di voi, cortesemente a chi possiamo rivolgerci? Alla tipografia?

Incredibile, comune fantasma e alternativa fantasma.

Non abbiamo pretese, se non di un modo di pensare generale che miri a voler bene a vostri figli e al non metterli in una situazione peggiore in futuro. Non tutti hanno la possibilità di scappare per vivere. Qualcuno deve rimanere, e se non possiamo aiutarli ne saremo tutti responsabili.

 

Davide Sammarco

 

Rappresentante de “I GIOVANI NON FANNO ACQUA”

 

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