Tangenti per gli spot sul turismo-Prosperini arrestato in diretta tv

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L’assessore regionale allo sport e al turismo della Lombardia accusato di corruzione e turbativa d’asta. In manette anche il proprietario di Odeon Tv

MILANO – Una tangente di circa 230 mila euro che sarebbe stata versata su conti correnti elvetici intestati a società fiduciarie riconducibili all’assessore Pier Gianni Prosperini è al centro delle indagini che mercoledì sera hanno portato in carcere l’esponente politico, insieme a Raimondo Lagostena, patron del gruppo Profit, titolare dei marchi Odeon Tv e Telereporter, e Massimo Saini, consulente della comunicazione indicato dagli inquirenti come intermediario. L’inchiesta, come si legge in una nota delle Gdf, riguarda l’assegnazione dell’appalto di servizi del valore di 7,5 milioni di euro per la promozione turistica del territorio lombardo.

LA TANGENTOPOLI LARIANA – L’operazione delle fiamme gialle è stata chiamata «Attrazione fatale», come il nome del portale di promozione turistica finito nella maglie dell’inchiesta. Le ordinanze sono state filmate dal gip Andrea Ghinetti. L’inchiesta nasce da quella relativa alla cosiddetta «Tangentopoli lariana» condotta dall’ex pm Francesco Prete, ora procuratore delle Repubblica di Vasto, che nel febbraio 2008 aveva portato agli arresti domiciliari il consigliere regionale lombardo di FI Gianluca Rinaldin. Gli accertamenti condotti dalle fiamme gialle di Milano avevano portato quattro mesi dopo alla notifica di avvisi di garanzia, tra cui anche a Prosperini. Questo nuovo troncone di indagine riguarda l’appalto vinto con una gara ritenuta pilotata, che si è svolta il 23 maggio 2007, e che riguarda il «progetto di comunicazione per la promozione del turismo nella Regione Lombardia» vinta da Profit e publicis, la società di comunicazione di Saini.

GLI SPOT IN TV – Da quanto appurato, alcuni servizi e prestazioni per la promozione turistica tramite anche spot in tv e iniziative alla Bit, la fiera che si svolge annualmente a Milano, non sarebbero mai avvenuti benchè fatturati alla Regione. Infatti, oltre alla corruzione e alla turbativa d’asta, ai tre arrestati è stata contestata anche la truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. La tangente di 230 mila euro, secondo l’ordinanza del gip Ghinetti, che definisce Prosperini «il dominus dell’attività promozionale regionale in cui spesso appariva personalmente», sarebbe stata versata a quest’ultimo da Lagostena estero su estero. Nel provvedimento del giudice, prima della gara di maggio di due anni fa, ci sono una serie di intercettazioni in cui gli indagati, parlando al telefono, si accordavano per «pilotare» la gara. Il gip, infine, ha rilevato che i tre – nonostante fossero informati dell’indagine a loro carico (avevano ricevuto avvisi di garanzia) – «hanno continuato a gestire con modalità illecite i rapporti con le emittenti televisive». Infine, da quanto si è saputo, quando Prosperini parlava in diretta al telefono con Antenna 3 poco prima di essere arrestato, aveva davanti i finanzieri che stavano perquisendo il suo ufficio.

IL PROPRIETARIO DI ODEON – Oltre a Pier Gianni Prosperini la Guardia di Finanza ha arrestato anche il proprietario di Odeon Tv, Raimondo Lagostena Bassi, nell’ambito della stessa inchiesta sul marketing del turismo in Lombardia. Le accuse, a vario titolo, sono di turbativa d’asta, corruzione e truffa. La vicenda riguarderebbe pubblicità mandata in onda su Odeon Tv. Lagostena è l’artefice del rilancio di Odeon Tv, network nato 20 anni fa e oggi multipiattaforma televisiva. Nato a Genova 58 anni fa, figlio di Tina Lagostena Bassi (l’avvocato celebre per la difesa dei diritti delle donne, scomparsa nel marzo 2008), nel 2001 l’imprenditore ha rilevato con il gruppo Profit la rete, fondata nel 1987 dal patron di Parmalat Calisto Tanzi, che ha ospitato, tra gli altri, personaggi come Fabio Fazio e il suo Forza Italia (1987), Vittorio Sgarbi con Sgarbi quotidiani, e Gianfranco Funari.

 corriere.it              inserito da michele d elucia,