Fini fa rinascere Alleanza Nazionale

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Fini An

 

Una notizia clamorosa. Che Affaritaliani.it rivela in esclusiva. Nel pranzo a Montecitorio tra il presidente della Camera e i massimi esponenti dell’ex Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini non ha posto solo (e non tanto) il problema della Lega Nord, bensì quello dello stra-potere di Giulio Tremonti. In sostanza, il ministro dell’Economia – secondo l’ex numero uno di Via della Scrofa – avrebbe il potere assoluto all’interno del Pdl e soprattutto dell’esecutivo. Da qui l’affondo inatteso e forte nel momento in cui è stata posta la questione di fiducia sulla legge finanziaria

Una notizia clamorosa. Che Affaritaliani.it rivela in esclusiva. Nel pranzo a Montecitorio tra il presidente della Camera e i massimi esponenti dell’ex Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini non ha posto solo (e non tanto) il problema della Lega Nord, bensì quello dello stra-potere di Giulio Tremonti. In sostanza, il ministro dell’Economia – secondo l’ex numero uno di Via della Scrofa – avrebbe il potere assoluto all’interno del Pdl e soprattutto dell’esecutivo. Da qui l’affondo inatteso e forte nel momento in cui è stata posta la questione di fiducia sulla legge finanziaria.

Il problema? Tremonti sarebbe addirittura contro lo stesso Popolo della Libertà e ascolterebbe soltanto le richieste del suo “amico” Umberto Bossi e del Carroccio. Una situazione esplosiva, che ricalca esattamente quello che accadde nell’ultimo governo Berlusconi, quando si arrivò alle dimissioni del responsabile di Via XX Settembre (proprio alla fine di un durissimo scontro con An), sostituito poi temporaneamente da Domenico Siniscalco. Ma non finisce. Questa volta – spiegano ad Affaritaliani.it fonti della maggioranza ai massimi livelli – Fini ha avuto il sostegno non soltanto dei suoi fedelissimi, da Italo Bocchino ad Adolfo Urso, ma anche di tutti i big ex aennini, come i ministri Ignazio La Russa e Altero Matteoli.

Non solo. La posizione anti-Tremonti del presidente della Camera trova consensi anche in molti componenti del governo che provengono da Forza Italia. Qualche nome? Franco Frattini (Esteri) e Claudio Scajola (Sviluppo Economico), solo per fare due esempi. Il motivo di questa sorta di insurrezione sarebbe la decisione del numero uno dell’Economia di non ascoltare nessuno, di andare dritto per la sua strada e di stringere la cinghia di quasi tutti i dicasteri. Un’insofferenza, insomma, che serpeggerebbe anche tra deputati e senatori.

Per cercare di trovare una soluzione a questa “bomba a orologeria” all’interno della maggioranza, Fini si sarebbe incaricato di parlare direttamente con il presidente del Consiglio per sollevare il problema. Per trovare un modo migliore della cabina di regia al fine di arginare Tremonti. Non a caso difeso ancora una volta a spada tratta dal Senatùr. Una bella gatta da pelare per Silvio Berlusconi, che dovrà affrontare dopo la pausa per le vacanze di Natale e il periodo di convalescenza e massimo riposo imposto dai medici a seguito dell’aggressione subita a Piazza Duomo.

foto e testo tratto da affaritaliani.it     inserito da michele d elucia

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