Mandato di arresto per Livni. Alta tensione Gb-Israele

0

Sale la tensione tra Israele e Gran Bretagna. Il ministero degli Esteri di Tel Aviv “rigetta come atto cinico” il mandato di arresto da un giudice britannico all’ex ministro Livni.

Sale la tensione tra Israele e Gran Bretagna. Il ministero degli Esteri di Tel Aviv “rigetta come atto cinico” il mandato di arresto da un giudice britannico all’ex ministro Livni. Mandato – emesso e poi ritirato – per crimini di guerra, per l’offensiva ‘Piombo Fuso’ sulla Striscia di Gaza, in cui furono uccisi 1400 palestinesi uccisi. Si invita il governo di Londra a intervenire ‘immediatamente’, pena ‘un danno alle relazioni’ bilaterali. La stessa Livni ha contestato chi non riconosce a Israele ‘il diritto all’autodifesa’.

Nel comunicato si osserva che Israele e Gran Bretagna “sono impegnati in una battaglia comune contro il terrore globale” e che “soldati britannici sono all’opera per combatterlo in diverse aree del mondo”. E si chiede al governo di Sua Maestà di “dar corso, una volta e per sempre, agli impegni presi sulla volontà di prevenire gli abusi giudiziari del sistema britannico generati da elementi anti-israeliani nei confronti di Israele e di suoi cittadini

La notizia di un mandato contro la Livni – ministro degli Esteri all’epoca di “Piombo Fuso” – si era diffusa lunedì, ma era stata inizialmente smentita. Successivamente è stata invece confermata la puntualizzazione del Guardian secondo cui il provvedimento risulta essere stato in effetti preso, in vista di un viaggio di Livni a Londra, salvo essere ritirato dopo che la visita è stata rinviata, ufficialmente per “ragioni di calendario”. Interpellata sulla vicenda, la stessa Livni ha sostenuto di non aver saputo nulla in anticipo di iniziative giudiziarie su di lei, ma ha contestato l’atteggiamento di chi, in giro per il mondo, non riconosce a Israele “il diritto all’autodifesa” e “crede di poter mettere l’esercito israeliano sullo stesso piano dei terroristi”.

L’operazione “Piombo Fuso”, decisa da Israele in risposta ai lanci di razzi dei miliziani islamici di Hamas, durò 22 giorni e si concluse il 18 gennaio 2009 con un bilancio di circa 1400 palestinesi uccisi. Un rapporto realizzato di recente per conto dell’Onu da una commissione coordinata dal giudice sudafricano Richard Goldtsone ha avanzato ipotesi di crimini di guerra e contro l’umanità verso Israele, in relazione a quel conflitto, oltre che nei confronti di Hamas per i lanci di razzi.

foto e testo tratto da affaritaliani.it             inserito da michele de lòucia