Costruendo Ecomostro in sito Unesco. Bassolino e Cirielli chiamati a intervento urgente

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Polla, 17-12-2009. Un altro sostanziale tassello si affianca alla causa e al successo “on line” su Facebook, della “Petizione al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali”, affinché si blocchino i lavori e si abbatta il costruendo e oramai visibilissimo ECOMOSTRO vicino all’antico Convento Francescano di Sant’Antonio in Polla (Salerno) nel sito dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con la Certosa di Padula e i Siti Archeologici di Velia e Paestum. Ecco il testo che chiama Antonio Bassolino e Edmondo Cirielli alle rispettive responsabilità amministrative e sicuramente di indirizzo politico, per un territorio che vede solo aggressioni ambientali e paesaggistiche oltre ai suoi tesori e una forte perdita di popolazione, non solo giovanile. Quindi ad oggi, nei fatti, non si può che registrare l’assenza di un vero sviluppo ecosostenibile. 

 

“Preambolo” : il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio.” Sentenza 14 novembre 2007 n. 367 della Corte Costituzionale.

URGENTISSIMA LETTERA APERTA. Al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino (PD). Al Presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli (PDL). Estesa, a tutti gli Assessori e Dirigenti Competenti delle Rispettive Giunte.

Si chiede pubblicamente, ai destinatari della presente, di intervenire anche personalmente, se necessario, per scongiurare ulteriori rinvii e gravissime perdite di tempo, nel bloccare “ad horas” i lavori in corso a Polla per un costruendo, assurdo, inutile e brutto Viadotto-ECOMOSTRO, nei pressi del Convento di Sant’Antonio, in piena Zona Tampone del Sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità, come Paesaggio Culturale e sicuro custode di Patrimoni Immateriali dell’Umanità come la “Dieta Mediterranea”, del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Certosa di Padula e i Siti Archeologici di Velia e Paestum, nonché a meno dei 1000 metri del vincolo paesaggistico Riserva Naturale Regionale dalla Foce del fiume Sele all’affluente Tanagro, oltre a tutti gli altri vincoli previsti dal Piano Territoriale della Campania (PTR).

Dalle informazioni di dominio più o meno pubblico, pare che il progetto dell’opera, vecchio di oltre 10 anni, inopinatamente e gravemente, non ha avuto nessuna valutazione e autorizzazione di organi sovra-comunali e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Pare che si voglia far leva sul fatto che al suo posto ce ne fosse già un altro più piccolo, comunque non più vecchio di 40 anni, completamente abbattuto per problemi di stabilità. In ogni caso, il Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici in vigore, al pari delle leggi antecedenti, prevede espressamente che, anche in questi casi, occorre una valutazione e autorizzazione sovra-comunale quale presupposto indispensabile del Ministero attraverso le Soprintendenze. Inoltre, a ulteriore chiarimento dell’indirizzo legislativo, si ricorda che il Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici, prevede espressamente, nella sua stessa ragion d’essere, l’abbattimento di quei manufatti finanche se piuttosto datati, ma non in sintonia con il lento sedimentarsi delle tracce culturali lasciate dall’uomo.

I lavori edilizi in corso nel comparto del Convento di Sant’Antonio di Polla, vedono anche la costruzione di un Parcheggio in pieno perimetro del Piano di Recupero del Centro Storico di Polla con l’uso di fondi APQ dell’Unione Europea (UE), che non possono essere assolutamente usati per creare parcheggi nei centri abitati in genere, figurarsi se storici e men che mai se iscritti in un Sito UNESCO di alto valore. Il nostro Sito, lo è al pari dei centri storici di Roma, Firenze e via dicendo, ma anche con valenze ambientali e paesaggistiche; persino riconosciuta Riserva della Biosfera Mondiale ed ufficialmente dichiarata già dal 1997. La costruzione inopinata, oltre a sfregiare il territorio e le sue tracce storiche e di bellezza, ha già creato e creerà debiti per i cittadini di Polla e Italiani in genere, anche per le famose procedure di infrazione alle norme europee. 

 

Questi i link ai promotori, per maggiori informazioni:

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